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15 dicembre del 978 anno domini

Da Storiealcubo.


È con mano tremante che consegno ai posteri il resoconto della visione occorsami oggi, 15 dicembre del 978 Anno Domini. Il Signore ha voluto che io, semplice monaco amanuense, fossi testimone della Sua Infinita Giustizia mostrandomi il luogo riservato a chi Lo offende con la propria condotta immorale: l’Inferno.

Ero appena rientrato nella mia cella dopo la compieta quando apparve un glorioso inviato del Signore: un angelo armato di spada fiammeggiante che reggeva una pergamena. Con voce possente la lesse e vi era scritto che io, Giovanni, ero stato scelto per portare agli Uomini il Verbo di Dio poiché il giudizio universale era prossimo e tutta l’umanità peccatrice avrebbe dovuto pentirsi.

Mi prese per mano e vidi il mio corpo rimanere disteso sul pavimento mentre ci inabissammo in volo verso le viscere della Terra. Viaggiammo per un tempo che sembrava infinito e avvicinandoci aumentava il calore e si udivano in lontananza le urla dei dannati. L’aria era irrespirabile a causa del denso fumo nero, certamente scaturito dalle fiamme purificatrici, che avvolgeva quel sotterraneo mondo come una soffocante cappa impenetrabile. Alte torri gremite di anime in pena si stagliavano superbe contro le tenebre che tutto dominavano come immemori monumenti alla giustizia del Signore, mentre demoniaci mostri di metallo lucente si libravano portando peccatori alle loro giuste sofferenze. La città dolente sembrava estendersi fin dove l’occhio potesse arrivare, forse per contenere l’enorme moltitudine di dannati. Non un solo sprazzo di luce raggiungeva quel luogo di tormenti eterni. Volammo sopra le strade che brulicavano come un formicaio cui sia stata uccisa la regina.

Scendemmo ancora e la potenza di Dio ci rese invisibili mentre ci muovevamo tra le anime che vedevo immerse in un movimento senza apparente ragione. Da buchi nel terreno usciva del fumo, sicuramente la manifestazione dell’artificio divino che arroventava questo luogo di punizione. Una immensa folla si agitava per le strade, vagando in una ridda che sembrava senza alcun senso, avanti e indietro come le onde durante l’alta marea. Chiesi al Celeste Messaggero il significato di tutto ciò: mi rispose che la punizione di questi sfortunati era di essere immersi per l’eternità in una esistenza vuota, fatta di ripetizione eterna dei loro errori, e di lontananza perpetua dalla Divina Luce. Mentre osservavo quello spettacolo pieno di ammirazione per la realizzazione della perfetta misericordia, ricordo solo che caddi come corpo morto cade e mi ritrovai nella mia cella.

Escorial ebbe questa e molte altre visioni, scrisse la sua Apocalisse e in vita divenne abate del suo monastero per la predilezione evidentemente concessagli da Dio. Oggi sarebbe in trattamento con antipsicotici per curare le sue allucinazioni.


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--Ukobach 13:42, 25 mag 2011 (UTC)


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