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A.A.A. Cercasi anima ben disposta

Da Storiealcubo.


Cade fitta e rumorosa la pioggia, mentre i miei occhi si perdono nel rosso del semaforo e la mia mente vaga, passando in rassegna una giornata troppo lunga, come lungo è stato l’inverno appena trascorso.


16 Febbraio del 1997, 5 gradi centigradi, pioggia e grandine, una città infreddolita ed io, in attesa: aspetto il verde del semaforo e già pregusto il momento della liberazione; sì, quell’attimo di inestimabile valore in cui, chiusa la porta di casa, lascio fuori il mondo, quel magico momento in cui visi, pensieri, episodi pian piano si riducono a sfondo per poi perdersi lontani, mentre la musica del mio mondo interiore prende il posto dei rumori assordanti di troppa gente che vuole, che chiede, che pretende.


Ancora non sapevo, ma le cose in quel pomeriggio di inverno, non sarebbero andate come previsto e una storia non scritta stava già prendendo forma. Lì davanti a quel semaforo rosso, una sagoma dai contorni sfumati si muove verso di me: una donna, avvolta in una grigio mantello, avanza coraggiosa, incurante delle pioggia battente. Incuriosita, osservo quel sorriso che ai miei occhi stanchi appare fuori luogo, e alla curiosità si aggiunge la sorpresa, quando con fare furtivo, la donna mi porge un biglietto. ‘Non aprirlo, non ora. Fammi salire in macchina, ho un lungo viaggio da fare, ti stavo proprio aspettando ’. Povera vecchia, chissà per chi mi avrà confuso, penso. ‘Signora, non credo di averla mai vista, o almeno, non ricordo di conoscerla. Ma mi dica dove deve andare…se è lungo la mia strada magari potrei lasciarla al passaggio’. ‘Siamo già in ritardo’ e senza darmi il tempo di parlare, la misteriosa vecchietta apre lo sportello e prende posto al mio fianco. Rimango senza parole, colpita da tanta determinazione: cerco risposte nel suo sguardo e vi leggo, con assoluto sbigottimento, delle certezze a me sconosciute. Chi sarà questa donna che mi conosce così profondamente, ma che non ho mai visto? Chi sarà questa vecchietta con cui ho preso un appuntamento senza ricordarlo? Che stupida che sei, ti stai facendo fregare un’altra volta: ti fai fermare da una povera pazza, le dai anche un passaggio, quasi credi alle sue parole, frutto di un delirio che non riesci neanche a riconoscere…. Con queste riflessioni, ritrovo la parte saggia di me, quella disillusa e ben salda nella realtà e aggiungo: ‘Non ho molto tempo, sto tornando a casa e sono molto stanca. Mi dica pure dove deve andare, la lascerò al passaggio’.


Lungo la strada, la vecchia si limita a guardarsi intorno e a sorridere: ogni mio tentativo di rompere il silenzio cade nel nulla. E così mi perdo nei miei pensieri, fantasticando sulla sua vita: lascio che sia la mia fantasia a trovare delle risposte e a sedare la mia curiosità di sapere. La immagino madre severa e rigida, moglie polemica e assoluta, nonna poco indulgente; una donna impegnata nel lavoro, magari una dirigente, sì, una che comanda…e il suo essere sola già trova una spiegazione nella mia testa: ciascuno ha ciò che semina, in fondo! ‘Fermati. Dobbiamo scendere’. Perfetto, posso liberarmene, penso tra me e me. ‘certo signora, è arrivata….buona serata!’ le dico, desiderosa di chiudere in fretta questa strana parentesi della mia giornata. ‘Eccoci arrivati’ ripete; e quel plurale, fuori luogo come era stato pochi minuti prima il suo sorriso, mi lascia spiazzata. Non mi spiego perché, ma so solo che in silenzio la seguo e mi lascio condurre verso la sua meta, che inspiegabilmente mi appare un po’ mia. Ci ritroviamo così in una stanza in penombra, circondata da libri: un tavolo apparecchiato per due, intorno odore di incenso e anche qui uno strano silenzio. Mi guardo intorno incuriosita e un po’ disorientata: mi sento perfettamente a mio agio in quel posto sconosciuto, in cui mi sono ritrovata senza un perché. E quando una donna si avvicina con un the caldo in mano e me lo porge con un sorriso, i miei dubbi si accrescono e quasi mi aspetto che accada qualcosa da un momento all’altro che mi faccia capire cosa stia accadendo e che forse che mi faccia pagare il prezzo del mio curioso avventurarmi per strade non note. E poi, la vecchia di fronte a me, questa misteriosa compagnia di viaggio che ostinata mi porta con sé per poi osservarmi avvolta in un silenzio che non mi so spiegare.


Non è facile dire cosa accadde, per qualcuno, forse, non accadde niente: lì, davanti a quella tazza calda, restammo in silenzio per un tempo che non so definire, quello necessario perché le mie orecchie imparassero a tacere e i miei occhi a farsi vedere.


'Hai disattivato il pensiero, quel pilota automatico che in ogni istante della tua vita si batte per dominare le tue emozioni e i tuoi pensieri e per cercare a priori il senso delle cose. Ti sei affidata, come una bambina fiduciosa che accetta di non sapere, che non vuole controllare, ma che lascia che sia, godendosi il presente'. Mentre ascolto questa voce, mi ritrovo sola con me stessa e apro il biglietto, caldo e stropicciato, che avevo quasi dimenticato ma che era ancora lì, nel mio pugno chiuso: A.A.A. CERCASI ANIMA BEN DISPOSTA, così riportava: non potevo sapere che quel giorno iniziava il mio viaggio, un viaggio in cui ero al contempo la protagonista, la meta, il mezzo, il fine e la fine: quel giorno mi stavo mettendo in viaggio verso me stessa per ritrovare la mia anima ben disposta, quella parte di me desiderosa di accogliere il mondo e prima di tutto me stessa.


16 Febbraio 2010, 5 gradi centigradi, pioggia e grandine, una città infreddolita ed io, in attesa: il suono della sveglia accende una nuova giornata. Almeno nel mio viaggio notturno ha trovato pace la battaglia quotidiana tra ciò che desidero ardentemente (restare lì un altro po’ a godere di me), e ciò che il mondo mi chiede (sbrigarsi, vivere il mondo, fare): finalmente avevo vissuto a pieno non la smania di sapere, ma il desiderio di stare; non il bisogno di avere, ma il piacere di essere. A.A.A. cercasi anima ben disposta, ripeto in silenzio, e inizia una nuova giornata e con essa un nuovo viaggio, senza fine.


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--Rosanna catania 20:47, 2 mar 2010 (UTC) Rosanna Ct


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