A occhio e croce
Da Storiealcubo.
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Credi che preferirti ad una bottiglia di birra ed una chiaccherata con gli amici potrebbe significare qualcosa? A occhio e croce direi di no.
Oggi ho scritto, ho letto il giornale, ho continuato il mio libro e visto gente. Sono tornato da poco a casa, sono le tre del
mattino e una voce mi ritorna alla mente; a tratti è fastidiosa, quasi insopportabile, poi torna a colorare l'ambiente come una
musica da sottofondo, poi ritorna ancora più forte. Si è come una sinusoide, ha intervalli differenti ma regolari nel tempo, è
una curva matematica che si presenta costante ogni giorno. Posso razionalizzare il sentimento, lo rinchiudo in uno schema
ben preciso, posso controllarlo, possiedo la volontà necessaria per questo.
Tum ta tum ta tum, è il suono di una batteria, di una canzone a me familiare, l'assorbo per superare la frequenza di questa
sinusoide; è la mia musica, viene in aiuto sempre, puntualmente.
Credere che tutto ciò aiuti lo fa diventare un metodo che funzionerà in qualsiasi caso. I sentimenti sono forti e devastanti
come onde di un mare in tempesta, ma si dissolvono nel nulla perchè fatti d'acqua. Sei tu a decidere se cavalcare l'onda e
renderla infinita in un pensiero costante, invadente la tua personalità.
Adesso è poca cosa, ho percorso molte correnti, dalle più forti alle più blande, non mi serve nient'altro, so come procedere. I
desideri, genitori dei sentimenti, sono volubili e traditori, possono cambiare aspetto e colore nel tempo, bisogna
addomesticarli, gestirli, ma non è un lavoro semplice e costa fatica. Io non ho più molte energie, quelle che possiedo le tengo
in vita per me stesso, non posso spendere più per qualcun'altro. Il rischio si corre quando la posta in gioco è massima e si
hanno delle risorse, questo non è più il mio caso ne il mio tempo. Adesso gioco a vivere un monologo lungo una vita.
Non è legge ciò che scrivo, non è frutto di saggezza ne di intelligenza. La vita, è lei che trascina le nostre illusioni, i nostri
pensieri, tutto l'essere della nostra mente, verso strade che non conosciamo se non prima di averle percorse. Non c'è un
pensiero unico che insegna ciò che non può essere insegnato per il semplice fatto che non esiste, sarebbe cosa impossibile,
presuntuosa e assai arrogante. Siamo uomini ed è giusto che ognuno faccia il suo tentativo, senza che nessun'altro ne
identifichi un modello in uno solo di questi, sta li l'errore, nell'osservare la vita altrui, mentre la propria ci passa davanti
trovandoci impreparati.
Adesso è tempo di fermarsi e ascoltare in silenzio.
Firma
--Malincomico 01:40, 25 ott 2011 (UTC)

