Anche di Giorno, la Luna, non è più sola di me.
Da Storiealcubo.
Ho conosciuto un uomo un po' di tempo fa. Sembrava molto solo...
A contatto, l'estremità del mio indice e quella del mio pollice creano una circonferenza in grado di pesare esattamente centodieci grammi di spaghetti. Così, quando Annie scoperchiò la pentola e mi avvertì che l'acqua stava già bollendo, misurai per due volte, spezzai e misi a cuocere. Annie, intanto, si curò di apparecchiare il tavolo. Dell'acqua per lei. Cercò dell'altro per me e nonostante un assidua frequenza, ogni volta, restava parecchio impressionata dal contenuto del mio frigo. Una volta ci trovò la statuetta di un ballerino nero. Mi giustificai dicendole che mi teneva compagnia. Le merende fredde hanno un nonsochè di piacevole al mattino. E' comodo metterci la pasta, anche se non è di quella fresca. L'estate scorsa trovai carina l'idea di metterci un barilotto di birra. Annie dissentì sulla tovaglietta ed i bicchieri che servivano a spillare direttamente da li. S'incazzo quando ci trovò del bagnoschiuma e una confezione di cotonfioc. Alla fine di quella cena mi chiese di rimanerle per sempre accanto. Annie. Mi sono ricordato di lei vedendo le lenticchie del mese scorso venire fuori dal contenitore in plastica e fare un cenno di saluto.
...Lo vidi in mezzo ad una gran folla, appoggiato ad una parete, intento ad osservare una suonatrice di flauto. Doveva conoscerla. Forse l'amava...
Gli interruttori del mio appartamento sono tutti a relè. Quando Maggie mi invitò per la prima volta nella mia camera da letto, piggiai un paio di volte sul pulsante, le luci si abbassarono e lei, freddissima, cominciò ad infilarmi le mani sotto la maglia. Le sue cosce erano magre. Miracolosamente calde però. Urtò un libro che avevo lasciato sotto le coperte, poi trovò un calzino che cercavo da giorni. Le dissi che mi ero addormentato leggendo. Sviai circa la presenza del calzino, di quella del portatile, di un orologio e di un pigiama spiegato. Non durò molto, ma quando finimmo ero esausto. Mi allontanai da lei rigirandomi sul letto, e guardando il soffitto cominciai a sperare che se ne andasse in fretta da li. Sentivo già, dai suoi respiri, l'arrivo di una conversazione poco interessante. Le dissi che avevo bisogno di un bagno caldo. Non mi seguì, ma venne a trovarmi poco dopo. S'incazzò quando mi trovò dentro la vasca vuota, ancora vestito. Maggie. Mi abituai presto al suo sguardo sbigottito, un miscuglio di rabbia e d'affetto. Il suo sguardo, tendette presto verso solo uno di questi due sentimenti però.
...Quando glielo chiesi mi rispose che, si, l'aveva già vista suonare e che, si, ne era innamorato. Innamorato del flauto forse. Perchè era quell'affare a renderla tanto bella. Continuai a restargli accanto. mi incuriosiva...
Anche stringendo il mio pugno, gli amici che ci stanno dentro continuano ad avere un esiguo spazio vitale. Così, per molti anni, ho continuato a fare il simpatico fuori dalle ore lavorative. Ci sono pure riuscito, a farmi degli amici intendo. Ma anche di giorno, la Luna non è più sola di te. Era il monito di Mannie per me. Mannie. Cercava sempre di mettermi in guardia sui pericoli della vita, a volte, raccontandomi delle buffe storie dalla morale antiquata, a volte, parlandomi delle sue controversie. Ci ritrovammo ad essere compagni di lavoro: lo scazzo, le incomprensioni, gli equivoci, l'amicizia, l'affinità, la dolcezza. Quando Angie mi mollò, provai ad immaginare la mia vita senza di lui. Mannie. My dad. He's dead. Mannie. Mi incazzai parecchio quando morì. Decisi di partire, alla ricerca di un posto in cui poterlo ritrovare.
...Non appena lo spettacolo finì, la suonatrice di flauto ci venne incontro, sorrise e lo baciò. Mi strinse la mano e si dichiarò moglie di quell' uomo. Doveva amarlo, eppure lui mi era sembrato tanto solo...
Anche a velocità di crociera, lo scarico della mia moto non scende sotto gli ottanta decibel. Così Bonnie strillava di continuo per far si che che io la capissi. Quando afferrò che facevo solo finta di non sentire, cominciò a godersi la costa francese. Quell'estate durò poco però. Fummo costretti ad abbandonare la moto, in cambio, rilevammo un vecchio Maggiolone arrugginito. C'era una autoradio a cassetta dentro, ma anche a palla, il volume, non era sufficiente a sovrastare i tonici monologhi di Bonnie. Si inventò un gioco per cui, a turno, dovevamo trovare cinque aggettivi in grado di definire un momento, un oggetto o, a caso, una persona. In più aveva delle incredibili capacità manuali. Era lei che si occupava di riparare le gomme forate, di lavare a mano i panni e sistemare gli aggeggi elettronici malfunzionanti. Bonnie. Suppongo si sia incazzata parecchio quando, senza la possibilità di riporla nel Maggiolone, gli toccò smantellare la nostra ultima tenda.
...Quando glielo chiesi mi rispose che, si, amava molto quello strano uomo e che, si, era davvero tanto solo. Mi disse che molti uomini sono terrorizzati dall'idea di poter restare da soli tutta la vita e che l'unica paura di suo marito era, invece, quella di non poter restare da solo per più di dieci minuti.
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--Vicio Matta 17:36, 2 dic 2010 (UTC)Vicio Matta

