modified on 15 apr 2011 at 12:45 ••• 737 views

Ari

Da Storiealcubo.


Facciamo una scommessa?

Io scommetto che qualunque lavoro voi facciate e per quanto siate insoddisfatti e stufi delle vostre mansioni, dopo che vi avrò detto cosa faccio per guadagnarmi da vivere, riconsidererete il vostro impiego con occhi diversi e sicuramente più benevoli.

Non ne siete convinti? Beh, vedremo.

Prima di tutto mi presento.

Mi chiamo Ari, ho 26 anni, e sei mesi fa sono partito dal mio piccolo paese di provincia, Casteltermini, alla volta del nord Europa in cerca di fortuna e nuovi stimoli.

Adesso sono nella città più permissiva d'Europa, Amsterdam, nel distretto a luci rosse, dentro un localino dall'ingresso veramente piccolo, con un insegna che è tutto un programma.

Il tizio che è entrato nella cabina davanti a me è li per godersi i suoi 10 euro.

Ed io aspetto, quando avrà finito, sarà il mio turno.

Non sono qui per divertirmi, mi sto guadagnando da vivere. Con uno straccio in mano, attendo.

Ecco il mio mestiere, sono colui che pulisce le cabine di un PeepShow di Amsterdam dal nome più che mai esplicito:

Look & Shot.

Il mio capo ha decisamente il dono della sintesi linguistica.

Non sapete cosa sono i PeepShow?

Ve lo spiego subito.

Sono dei locali dotati di una grande sala rotonda con un palo al centro, come la pista di una discoteca. La sala è circondata da vetri dietro i quali un pubblico pagante gode delle acrobazie fatte dalla ragazza di turno, rigorosamente nuda, ben depilata, e disposta a mostrare ogni centimetro del proprio corpo a beneficio degli spettatori.

Per salvaguardare l'incolumità della ragazza i vetri sono spessi sette centimetri. Per preservare la psiche, sono specchiati e la "ballerina" non può vedere le facce e le azioni degli spettatori.

Non avete idea di cosa sono capaci di fare questi individui.

Se il vostro stomaco regge, provate ad immaginare un uomo con il pene dritto, chiuso in una cabina, nel pieno anonimato, di fronte una ragazza appena maggiorenne che dimostra come mettere a frutto gli anni di danza classica fatti da bambina. Capace di aprire le gambe così tanto da mostrare ogni angolo nascosto del proprio sesso.

Quell'uomo non solo si masturberà, comincerà a grugnire, sbavare, sputare, strusciare il sesso sul vetro, dare pugni nella speranza di stabilire un contatto con la ragazza, di attirare la sua attenzione e di esistere anche solo come inquietante suono di un colpo sul vetro.

Una volta finito di smanacciarsi il sesso, rimane con i pantaloni calati a guardare lo spettacolo, senza alcun interesse, nell'attesa che il tempo scada e sul vetro cali una saracinesca.

A quel punto si ricompone, assume l'aria di una persona rispettabile, esce dalla cabina, mi guarda con sdegno - perchè faccio un lavoro poco rispettabile - e va via.

Alcuni, i più misericordiosi, provano pena per me e cercano di fare i simpatici, magari stringendomi la mano o dandomi una pacca sulla spalla!

Altri invece mi lasciano persino la mancia!

Prendono i soldi con la loro mano ancora umida di saliva e sperma e me li porgono.

Da quando faccio questo lavoro la frase "soldi sporchi" ha un significato decisamente più materiale. Ovviamente i soldi li prendo.

Vi fa schifo il pensiero di toccare quei soldi? Devo supporre che conosciate la storia igienico-batteriologica di ogni banconota presente nel vostro portafoglio. Io quei soldi li spendo al supermercato dove una cassiera li usa come resto per il cliente successivo, che potreste essere voi.

Voi direte che il mio lavoro ha anche dei risvolti positivi, che sono circondato da belle ragazze, tutte nude e vogliose...

Vi sbagliate.

E' vero sono belle, bellissime. La maggior parte però, sono delle teste di cazzo fenomenali, senza cervello, intente a cercare smagliature, cellulite o altri segni di cedimento strutturale nel corpo delle loro colleghe con il solo scopo di farglielo notare.

E queste non sono neanche le peggiori!

Alcune cercano anche di portarsi a letto il capo convinte che gli farà fare carriera, ma lui non se le porta neanche a casa, si infila in una cabina e si fa fare un servizietto.

Indovinate a chi tocca pulire dopo...

Sono sicuro che adesso ho vinto la scommessa, il vostro lavoro non vi sembra poi così male...

Come?

Perchè resto?

Probabilmente perchè non sono migliore di quelle ragazze, ed il mio ego ha bisogno di vedere bavosi erotomani entrare nelle cabine per appagarsi.

Per carità, al Look & Shot ci sono anche ragazze dotate di cervello, ma sono meteore, un mese al massimo e poi vanno via. Ecco cosa le rende intelligenti, la loro fuga.

Probabilmente dovrei andar via anch'io, ma per adesso non voglio.

Voglio restare, perchè qui lavora anche Judith, una delle ballerine.

E' conosciuta come l'Uzbeka, anche se è di origini ungheresi. Vai a capire perchè il mio capo ha voluto chiamarla così. Pare sia un tipo di cocaina particolarmente pregiata, ed i clienti sembrano cogliere il collegamento.

Judith lavora con noi da quindici giorni, e da come mi sorride si vede che è una ragazza intelligente.

Non passeranno molti giorni prima che sparisca per sempre. Oggi devo assolutamente mantenere la promessa che mi sono fatto ieri notte.

Dovete sapere che anch'io, come ognuno di voi, ho i momenti di autoerotismo.

Considerato il lavoro che faccio però, le mie fantasie erotiche sono un pò diverse.

Ieri mi sono svegliato nel cuore della notte con un consistente gonfiore al bassoventre. Mentre mi accingevo a porvi rimedio, pensavo a Judith; solo che non era nuda come l'ho vista migliaia di volte in camerino. Era vestita, con una gonna lunga verde scuro, una canottiera marrone, era in bagno intenta a passarsi il burro cacao sulle labbra, neanche un filo di trucco. Nella mia fantasia non fissavo il suo volto meraviglioso riflesso nello specchio.

Guardavo il suo braccio, quello puntato sul bordo del lavandino per reggersi. Un braccio lungo candido e sottile, non era dritto, disegnava una leggera curva con la parte interna del gomito rivolta verso lo specchio. Il polso piegato a novanta gradi e le dita, leggermente piegate, toccavano con i polpastrelli la curva esterna del lavandino. Le unghia erano corte e molto curate con un accenno di smalto trasparente. Immaginavo di baciare quei polpastrelli: l'indice, il medio, l'anulare.....

Non sono mai arrivato al mignolo, il corpo mi ha preceduto, e non c'era nessun Ari a pulire il frutto delle mie fantasie. Mentre mi asciugavo con il lenzuolo, ho giurato a me stesso di lasciare il lavoro, e che prima di farlo avrei chiesto a Judith di uscire.

Subito dopo l'orgasmo ognuno di noi gode di uno stato di grazia tale da sentirsi capace di qualsiasi cosa.

Adesso con lo straccio in mano, un paio di banconote sudicie nella tasca non sono più tanto sicuro, mi manca il coraggio di parlarle, la guardo ma non riesco a decidermi. Poi lei fa una cosa che conferma un sospetto che mi porto appresso fin da bambino. Le donne hanno un occhio anche sulla nuca!

Infatti Judith si gira, mi sorride e dice:

"Che c'è Ari? Devi dirmi qualcosa?"

"Ehm, ciao Judith, si, volevo dirti, chiederti, se non hai impegni, ecco, mi piacerebbe, se non devi fare cose, o vedere qualcuno, ecco volevo chiederti.....".

Mi stavo strangolando da solo come un bambino di 2 anni con uno yo yo

Judith, mi salvò da morte certa dicendo: "Gran bella idea, avevo proprio voglia di andare al parco, ci vediamo nel pomeriggio, porto qualche panino per un picnic. A dopo Ari".

Mi saluta mandando un bacio con la mano, scoprendo così il più bel sorriso che un essere umano abbia mai potuto sfoderare.

Prima di uscire da casa, mi lavo per bene, mi profumo ed indosso la camicia migliore ed i pantaloni di JeanPaul il mio coinquilino francese.

Ho preso i suoi perchè erano gli unici puliti in tutto l'appartamento, lui era a letto con gli occhi spalancati impegnato in uno dei suoi soliti psicoviaggi a base di allucinogeni, non rispondeva, ed i viaggi durano almeno dieci ore, non si accorgerà del prestito che mi ha fatto.

JeanPaul dice che un giorno in uno dei suoi viaggi accederà alla conoscenza universale e diventerà un Dio. Ho cercato di spiegargli che quelli che fanno questi discorsi di solito finiscono in manicomio, ma lui è convinto delle sue teorie, ed io che pulisco cabine in un peepshow non sono nella posizione di giudicare nessuno.

Con Judith ci incrociamo all'ingresso, lei ha un paio di jeans ed una canottiera verde militare, sulle spalle lo zaino con i panini e la coperta. Io, da buon italiano, ho comprato una bottiglia di vino rosso.

Il pomeriggio passa meravigliosamente bene e verso le otto di sera il sole non è ancora tramontato, qui in Olanda a Luglio il sole tramonta alle undici di sera.

Judith dice: "Dopo un pomeriggio così, immersi nella natura, a mangiare e bere ci starebbe proprio bene una canna... ". E mi guarda speranzosa.

Ora, so che non ci crederete, ma anche se abito ad Amsterdam ed ho 26 anni, non fumo canne. Non mi sono mai piaciute.

Certo, dopo quello che aveva detto Judith avrei voluto un passato diverso ed essere diventato il Pablo Escobar dell'erba per darle vagonate di marjiuana.

Ma abitiamo ad Amsterdam ed un coffeshop lo si trova facilmente. Mi offro di andare a prenderne un pò, ma lei dice:

"No. Non andartene, non fa niente, preferisco che resti qui vicino a me, è stato un pomeriggio così bello, se ci alziamo e usciamo da questo parco rovineremmo tutto." Poi fa un leggero broncetto con le labbra.

Ma perchè non ho scelto di fare lo spacciatore!!

Maledizione!

Potevo almeno cominciare a fumare le canne quando me l'ha proposto JeanPaul, almeno adesso avrei una pò di erba!!!

.....

JeanPaul!! Ho i suoi pantaloni!!

Metto una mano in tasca e tiro fuori un pacchettino trasparente. Non è erba ne sono sicuro, sono funghi. Judith li vede, sgrana gli occhi, li afferra. Li esamina.

"Questi sono Psilocybe Semilanceata !!". Sono funghi meravigliosi!! Ci facciamo un viaggio? Dai, dai, dai. Non mi faccio un viaggio da un sacco di tempo...

Voi che avreste fatto? Lasciate perdere. Non rispondete.

Ho preso la mia metà ed ho masticato quel disgustoso, amaro, terroso pastone di funghi e saliva. Seguendo le indicazioni di Judith, dopo averli ruminati per una buona mezz'ora li ho ingoiati.

Vorreste sapere cosa è successo dopo vero?

Beh pure io!

So solo che ci siamo svegliati in una zona del parco che non conoscevo, abbracciati stretti e completamente nudi.

Nessuna traccia dei vestiti. Judith anche con gli occhi gonfi per l'umidità e le borse sotto gli occhi riesce comunque ad essere bella come una dea.

Cerchiamo per un'ora i nostri vestiti, niente da fare. Maledizione!

Judith ride a crepapelle, lei è abituata a stare nuda, io mi sento come una lampada da 1000 Watt di notte nel deserto.

Visibile a centinaia di chilometri di distanza!

Prendiamo dei sacchi della spazzatura dai cestini sparsi nel parco e ci copriamo alla meno peggio.

Usciamo dal parco fischiettando indifferenti, cercando di raggiungere casa mia, sento la mia faccia andare a fuoco per la vergogna.

Sulla strada incrociamo Ibrahim un ragazzo libanese che si occupa di raccogliere la spazzatura al Look & Shot, dice che il capo è infuriato con me e Judith perchè non ci siamo presentati a lavoro, e ci sta aspettando sotto casa mia, ha pessime intenzioni.

Guardo preoccupato Judith, lei mi guarda, il suo viso è molto serio, ma i suoi occhi brillano, si vede che dentro sta ridendo.

Il mio sguardo adesso è anche interrogativo.

Mi dice: "Di sicuro se torniamo al parco, non ci trova". E poi scoppia a ridere.

Capisco cosa intende. Capisco finalmente cosa vuole. Comincio a ridere anch'io.

Ibrahim ci guarda e va via scuotendo la testa, lo sentiamo dire solo: "Siete fuori di testa, quello vi ammazza."

Io e Judith ci prendiamo per mano, torniamo di corsa al parco, appena entrati ci strappiamo di dosso i sacchi di plastica, e adesso completamente nudi corriamo tenendoci per mano.

Siamo senza un soldo, senza lavoro, e senza vestiti, ma siamo gli esseri più felici dell'universo. Siamo come Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden. Così pieni di Amore ed Energia da non avere più spazio per paure e preoccupazioni.

Spero che un giorno anche voi riuscirete a sentirvi così.


Firma

--Pigi 14:37, 29 giu 2010 (UTC)


VOTA QUESTO RACCONTO

Voto Medio: 4.1/5 (14 voti)Racconto rilasciato in licenza
Licenza Creative Commons