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Babbo Maiale

Da Storiealcubo.


Saldi da brivido. Una sera mi vedo con un boa peloso a mò di bretelle, un’altra da Investigatopo maledetto che insegue Gambadilegno, un’altra ancora da artista che espone alla Galleria. Sono multivitaminico, non riesco a tenere il cervello legato. Lo bastono per placarlo, ma è più forte di un orso. Mi guarda e mi piscia in faccia. Si fa una risata e poi? miete tempeste tra le dune di Mondello.

Ma dove cazzo stanno le dune a Mondello?

Infatti non ci sono. Le ho create io scoreggiando controvento.

Da ragazzino mi rigiravo tra le coperte per sentire l’odore delle mutande bagnate, da grande mi rigiro tra le coperte perché ho freddo. Neanche un centimetro di pilu si degna di entrare con me tra le lenzuola. Non sono poi così male, non sono da buttare via come una vecchia bagascia.

E’ l’ora delle tante coccole. Ciao, ciao.

Piacere. Il mio nome è Babbo Maiale. Mi travesto per andare ad uccidere la gente, sempre su commissione ovviamente. L’ultima volta ho sparato ad un antiquario mentre si faceva il suo solito giro in barca. Poi sono tornato a terra nuotando con la ciambella. E’ un problema, lo so, non so nuotare. Mi rallenta ogni volta.


Qual è la cosa giusta? ma cosa ne puoi capire tu che leggi?

Non farti troppe domande, le risposte non le conosco. Mi sono ignote.

E’ un semplice lavoro il mio. Sono un pulitore.

Sono amministratore unico della “Lava a modo”... il modo lo scegliete voi.

Basta recarsi in ufficio per consultare il catalogo. E’ fresco di stampa. Il morto lo incartiamo prima con i fogli di giornale e poi lo pesiamo. Di solito per un lavoro pulito si parla di 100 € al kg.

Assicuriamo un risultato perfetto e inodore. Senza smagliature. Non usiamo additivi.

Tutto viene smacchiato usando solo i migliori sgrassatori e sapone di Marsiglia.

Questo mese abbiamo l’offerta speciale sull’ora d’esalazione a tema. L’ultima volta abbiamo festeggiato un fanatico di Star Trek, il committente ci ha poi regalato la spilletta. Le pistole non erano a laser, ma la classica beretta con sicura inceppata.

Quello che ancora non ho provato è l’abito da clown, mi divertirei un mondo andare agli appuntamenti truccato da IT.


Oggi tra la posta, ho trovato una letterina scritta a mano:

“Caro Babbo Maiale,

ti scrivo la mia letterina perché a Natale voglio che papà diventi più buono e che dica a me e alla mamma ti voglio bene. Voglio che a Natale papà non deve picchiarci. Ho ancora la bua sulle braccia. Le gambe mi fanno tanto male.

Ti prego Babbo Maiale esaudisci questo mio desiderio, la mamma non lo sa che ti scrivo altrimenti mi sgrida. Io voglio bene alla mamma e papà, ed anche a te Babbo Maiale.

Sei il mio eroe, grazie per l’anno scorso, per l’orso di pezza che mi hai portato, anche se non aveva un occhio era bellissimo.

Ciao Babbo Maiale, ti voglio bene.

Sasà”.

Nessun problema Sasà, questo sarà il tuo Natale. Parola mia.


Notte della Vigilia.

Preparo il motore, l’ho addobbato con dei fiocchi rossi. Questa volta il costume da Babbo Natale è d’obbligo. Anzi, doveroso. Monto in sella e parto in missione, mi sento come i Missionari di Tatanka. Le renne me l’hanno seccate l’anno scorso sulla Salerno-Reggio Calabria.

Di solito il morto migliore è sempre quello di primo sparo. Come si dice da canna ancora fumante.

Quando sparo è come se scopassi. Godo che nessuno può immaginare.

Prendo la mira e premo il grilletto. In questi casi mi eccito più di una boccata di sigaretta. E' libidinoso, più insulinico, adrenalinico. Godo.

Arrivo a destinazione. Eccolo al bar, il papà di Sasà.

Scendo dal mezzo, i passi lunghi come una vita intera da bastardo. Nella testa mi ripeto sempre le parole di Forrest Gump “sì, sergente istruttore”. Gli sono addosso, ho la sua ombra sul mio casco, alzo la classica beretta. Lo sparo alla testa. Di solito se li guardo negli occhi è ancora meglio, rivedo la loro fottutissima vita, la famiglia, i figli, il lavoro.

In questo caso no. Vedo solo gli occhi di Sasà. Sputano gocce di rugiada quegli occhi, una rugiada trasparente che riflette tutto il mondo. Un mondo che Sasà ora potrà ammirare in modo non appannato e senza lividi.

Io sono il pulitore e il mio colore preferito è il bianco. Lavo tutto a 60 gradi e a 1400 giri. Massima portata: 120 kg di facce di merda.

Se poi non riuscite a contattarmi potete scrivere a Babbo Maiale e lasciare la vostra letterina appesa al camino.

Sono spietato, ma ho un cuore da Peter Pan. Soffro di una follia disarmante, cerco sempre di risolvere tutti i problemi, ma i miei li porto dentro. Anche io ho avuto un padre, anche io ho portato i lividi, ed ancora porto i segni nell’anima.

Sono diversamente abile a gestire le situazioni personali, ma amo il mio boa peloso che uso a mò di bretelle.

La prossima settimana esporrò i miei quadri alla Galleria, sono tutti quelli con i personaggi di spalle, sono quelli che portano un buco in testa, sono le mie migliori performance. In quei buchi puoi soffiarci come in un’ocarina, ma il suono è sempre lo stesso, un suono sottile, che fa vibrare la schiena sotto la luna riflessa nel mare di Mondello.

Ora mi distraggo formando altre dune, quelle di ieri il mare se l’è portate via, per sempre.


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--Syt 23:38, 21 dic 2010 (UTC)


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