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Che mondo di merda

Da Storiealcubo.


Sistema solare

Pianeta Terra

4 gennaio 2045

Trentaquattro anni dopo.......




Ho sessant'anni suonati, cioè non dalla migliore orchestra s'intende, ma comunque suonati discretamente, qualche esperienza qua e là degna di essere ricordata. Sono stato un lavoratore diligente e proficuo, anche se in realtà manca solo qualche anno alla pensione, per il resto non si è mai lamentato nessuno di me, parlo di loro, i “dirigenti”! No, non mi sono mai sposato, e meno male, a quest'ora magari starei pagando gli alimenti a qualche stronza, con la quale avrei rotto per chissà quale altro stronzo si sarebbe portato a letto. Non ho mai creduto nei rapporti a due, l'unico rapporto in cui ho riposto sempre la mia fiducia è un rapporto a tre, io e le mie palle. Loro non mi hanno mai tradito, e credo mai succederà. Poi si sa, senza il matrimonio sei libero di fare ciò che vuoi; se dovessi annotare i nomi di tutte le donne che ho avuto, non basterebbe un pacco intero di carta igienica. Ognuna diversa dall'altra, ognuna speciale; intesi però che per rimanere speciale non doveva girarti intorno più di un paio di mesi. La mia vita è stata questa, alla fine ho sempre fatto ciò che più mi andava, non ho rimpianti, figuriamoci rimorsi. Certo non posso essere orgoglioso di me stesso come lo sarebbe un premio nobel, ma voglio dire, non tutti hanno le palle di vivere tutto ciò che sono stato in grado di fare io su questa terra, e questo sia chiaro, è un mondo di merda.




Ho già sessant'anni, mi sembra ieri quando ancora ero un ragazzo, ma avevo già visto lontano, già allora era tutto da rifare. Hanno segnato la nostra generazione per sempre, brutti figli di puttana, ma cosa potevamo fare noi? C'è chi dice che non siamo stati in grado di fare una rivoluzione, cioè la facevamo, ma era soltanto immaginaria, astratta; qualche comizio qua e là e alla fine non si risolveva niente, neanche i turni di lavoro notturni siamo riusciti a ridimensionare, troppi lecca culo. Ogni tanto mi capita di pensare se avessi avuto una famiglia. Mi piacerebbe avere adesso qualche nipotino che mi cammina tra le gambe, o scambiare due chiacchere con mio figlio davanti un buon bicchiere di vino. Tutto questo non è stato possibile, non avrei avuto i soldi per mantere una famiglia, non mi sono mai potuto sposare, e anche se l'avessi fatto la vita mi avrebbe tolto Sara prima di avere figli, in fondo è stato un bene.....non essermi sposato intendo, perchè l'avrei persa comunque. Adesso nenache posso andare in pensione, mi mancano troppi anni ancora, ma credo che morirò prima, perchè sono troppo vecchio e troppo stanco. Tutta colpa loro, di questo sistema, di questo mondo di merda.




Sono passati tanti anni, il prossimo novembre ne compio sessanta, adesso più di allora capisco di aver fatto la scelta giusta. Me lo diceva mio padre: “soltanto ciò che hai è sicuro, il resto va a fortuna!”. Ovviamente non è stato facile all'epoca, abbandonare tutti i miei ideali, i miei sogni, per chiudermi dentro quel forno a impastare pane già alle cinque del mattino, mentre i miei amici andavano all'università, manifestavano, correvano di qua e di là; sembrava quasi che io non stessi vivendo, ma osservavo il tutto da una parete a vetri. Oggi, però, mi guardo intorno ed ho una bella casa, una bella macchina, una moglie che mi ama e che mi ha donato dei figli fantastici, per non parlare dei nipotini, li ami in maniera sconsiderata, forse perchè li vivi in maniera meno coinvolta, più rilassata. Si ho fatto bene a seguire il consiglio di mio padre, anche perchè ovunque ti giri si vede molta gente che va avanti di stenti, non è facile per loro, in fondo se non riesci ad accontentarti rischi di finire male, in fondo......in fondo è un mondo di merda.




A occhio e croce adesso avrei avuto sessant'anni più o meno, ma che importanza ha, non ci sono più. Ogni tanto mi capita di ascoltarli quando parlano di me, dentro qualche bar, o a casa con la loro famiglia, ma il più delle volte mi ricordano mentre si trovano al lavoro. Per qualcuno di loro sono rimasto un eroe, uno dei pochi grazie al quale sono riusciti ad ottenere quel poco che hanno, per altri invece sono morto per niente, dicono che tanti come me sono andati via, senza riuscire in fondo a cambiare il corso delle cose. Io non so chi ha ragione e chi no, ma sinceramente non ha molta importanza, quello che facevo veniva da dentro il mio spirito, non ho mai zittito la voce che dentro me parlava di giustizia, di diritti, e di amore verso il prossimo; potremmo dire che il mio difetto o il mio pregio è stato proprio questo, quindi definitelo voi cosa sia, ma ripeto non ha importanza. Certo è che adesso so molte cose, come sembrano banali alcune vite vista da qua, ma capisco che non è facile per chi è ancora in gioco, se potessi dare loro una millesima parte della mia consapevolezza cambierebbe davvero tutto, ma forse è così che dev'essere, perchè qualcuno ha deciso che quel mondo li deve restare un mondo di merda.


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--Malincomico 13:43, 7 set 2011 (UTC)


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