DANIELE NUKE
Da Storiealcubo.
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- ATTO I
Credo di essere ubriaco.
Cioè, non lo credo, lo sono ! Per cui, dato il mio stato, ritengo che sia giunta l’ora di andare a rompere giusto un pochino i coglioni ai miei cari amici Ari e Buena.
A dire il vero non avevo alcuna intenzione di uscire, ma mezza bottiglia di whisky e un pallosissimo albo di Ken Parker ti spingono a confrontare la tua situazione con quella del mondo intero. Vieni travolto da migliaia di pensieri paranoico-etico-etilici, e si giunge automaticamente alla conclusione che forse è meglio mettere la testa fuori dal guscio e prendere una bella boccata di ossigeno, piuttosto che passare la notte in bianco, tra le odiate mura domestiche, a chiedersi come mai, dopo tanti anni sulla cresta dell’onda, Ken Parker sia caduto così in basso.
Stasera ho litigato con la mia ragazza, ma non credo che sia stato questo a spingermi a bere.
Voglio dire: ero già ubriaco mentre lei stava iniziando una discussione, a quanto ricordo, seria. Credo di ricordarmi anche che avevo ragione, o che almeno difendevo le mie posizioni con veemenza.
E' tutto molto fumoso.
La gola mi brucia, vuol dire che ho urlato, e ho in corpo una strana sensazione di stanchezza e soddisfazione, come se fossi reduce da un litigio conclusosi con la mia vittoria. Potrebbe anche essere il Whisky di Godzilla, in offerta al supermarket vicino casa mia e di cui ho comprato tre casse, a farmi questo effetto. Non mi sembra di buona qualità…’Fanculo ! L’alcol è alcol ! E’ un’invenzione geniale, il farmaco e la migliore forma di prevenzione per molti mali.
(“Se dio esistesse, l’alcol ne sarebbe la prova indiscutibile.”)
La decisione è presa ! Si va dagli amici ! Salto atleticamente sul motorino tenendo la bottiglia con la sinistra e parto.
Per le strade non c’è nessuno. Anche questa città di merda di notte sembra bella, forse proprio perché ti dà l’illusione di essere disabitata.
Devo fare attenzione, non devo distrarmi. Non è mica facile guidare con una mano sola, anzi, diciamo che nel mio stato mi viene proprio di merda.
Accosto e guardo la bottiglia. Se continuo a tenerla in mano potrebbe cadermi, come potrei cadere io. La metto allora tra le cosce, ma mi scivola.
Alla fine scelgo la via più pratica e drastica insieme. Svito il tappo e mi ficco tutto il collo della bottiglia in bocca reggendola con i denti.
Accendo il motorino e riparto. Ora ho il perfetto controllo e guido sicuro. E se per caso mi viene voglia di un sorso mi basta dare dei colpi di testa all’indietro.
Ecco vedo in lontananza il condominio all’interno del quale risiede la magione di Buena.
E’ bello vedere gli amici. Gli amici ti ascoltano, gli amici ti comprendono, gli amici avranno sicuramente un po’ di fumo.
Posteggio il motorino fischiettando, lo assicuro a un palo con l’aiuto dei miei fedeli Sig.ra Catena e Sig. Lucchetto. Otto tentativi di furto all’attivo, tutti sventati.
Dov’è il citofono ? Ah ! Eccolo ! Buzziamo e aspettiamo.
“Chi è ?”,
“Nuke !”,
“Si accomodi prego !”.
Che ospitalità !
Sono arrivato finalmente ! Buena si fa trovare sulla porta con una canna in mano.
Lo dicevo io !
Entro e li trovo tutti e due, il padrone di casa e Ari, che giocano con il computer.
“Ragazzi ! Ho avuto una giornata di merda !”,
“Pure noi.”, rispondono in coro senza staccare gli occhi dallo schermo.
“Dico sul serio !”,
“Pure noi.”,
“Per favore, ho bisogno che orecchie amiche mi ascoltino !”,
“L’avevo capito.”, mi fa Buena, “Guarda: mancano trenta secondi e Ari perde, così ci possiamo spostare di là.”,
“Col cazzo che perdo ! Ops ! Guarda e impara ! Una mossa sola e guadagno altri settanta secondi !”,
“Incredibile ! Ti avevo dato per spacciato.”,
“Ma porcoddio, uno viene a cercare conforto e cosa trova ? Due lobotomizzati ! Ma vi rendete conto che se sommo le vostre età ottengo un baby-pensionato delle poste ?”,
“E che c’entra ?”,
“Niente…Era così per dire…Insomma, come potete restare indifferenti al lamento di un essere umano sofferente ?”,
“Hai ragione !”, dice Buena con aria decisa, “Ora resettiamo e stacchiamo !”,
“No ! No ! Perché l’hai fatto ? Stavo per finire il livello !”,
“Dai, prima ce lo togliamo dalle palle e prima possiamo riprendere.”,
“Questa si che è diplomazia !”.
- ATTO II
Stanza da letto di Buena.
Interno notte.
Colonna sonora: Massive Attack.
Daniele è seduto su una sedia, dà le spalle alla finestra che è aperta.
La bottiglia di whisky è poggiata a terra e ogni tanto ne prende un sorso.
Ari è seduto a terra con la schiena appoggiata al letto, e sta rullando una canna.
Buena è disteso per terra e usa come cuscino la borsa di Ari.
Al centro ci sono una bottiglia d’acqua fredda e un posacenere abbastanza pieno.
La luce è soffusa.
La macchina da presa alterna primi piani a campi lunghi.
DANIELE NUKE (serio): Ho fatto le corna alla mia ragazza.
BUENA (serio): In che senso ?
ARI (leggermente urtato): Ma che cazzo di domande fai ? Ti ha detto di aver fatto cornuta la sua ragazza e tu chiedi: “In che senso ?”.
BUENA: La mia domanda ha un significato. Ti ricordi quando gli capitava di vedere per strada una ragazza carina e subito cominciava a fare pensieri peccaminosi che lasciavano immediatamente spazio a erezioni da guinness dei primati ?
ARI: Cavolo se ricordo ! I tempi di Pacciani-Nuke !
BUENA: Bene ! La sua mente malata lo portava poi a credere di essersi scopato davvero quelle ragazze, e di conseguenza a credere di aver fatto le corna alla sua donna.
E’ per lui che abbiamo creato il neologismo “corna platoniche”.
ARI: Mi sono sempre chiesto come facevi a raggiungere l’erezione così rapidamente.
DANIELE NUKE: Non era mica una cosa rapida. Poteva capitare se ci stavo un poco a parlare…
BUENA: Per me invece è quasi immediato ! Certo dipende dalla ragazza…
DANIELE NUKE: Complimenti !
ARI (polemico): Con che coraggio allora critichi Nuke ?
BUENA (con espressione tipo ‘cado dalle nuvole’): Ma io non l’ho criticato.
DANIELE NUKE (con aria preoccupata): Ragazzi, per favore, la situazione è grave. Si tratta di “corna fisiche”…
ARI: Merda !
BUENA: Incredibile ! Ti rendi conto che costituisce un precedente, dopo migliaia di corna platoniche ?
ARI: Lei (oppure lui) chi era ?
DANIELE NUKE: Era una donna !
ARI: Si ma chi ?
DANIELE NUKE: La cugina di mia madre.
BUENA: Ma non era morta ?
DANIELE NUKE: Non quella ! L’altra ! Quella che vive in un paesello a mille metri di altezza.
ARI: Quella coi baffi !
BUENA (scherzoso): Allora è un uomo !
DANIELE NUKE (alquanto urtato): E’ una donna cazzo ! Certo un po’ pelosa…
ARI: Che ci sei andato a fare da lei ?
DANIELE NUKE: Sono salito in montagna per comprare del vino, poi sono passato a trovarla e alla fine…E’ successo !
BUENA (strizzando l’occhio): Cosa è successo ?
DANIELE NUKE: Vaffanculo ! Non ti racconto i particolari !
ARI: Ma questa tizia non ha cinquant’anni ?
DANIELE NUKE: Cinquantasette !
BUENA: Veramente un bel paio di corna !
DANIELE NUKE: Non scherzate ! Non so che mi è preso. Non sono riuscito a resistere.
ARI: Esatto ! E’ proprio questo il punto. Io, se mi capita una situazione del genere, cerco di resistere. Molto spesso sono stato faccia a faccia con ragazze che avrei aperto in due come cozze, ma il cervello ha urlato al pisello: “NO !!!”.
BUENA: Ma perché cazzo queste cose non mi capitano mai ?
DANIELE NUKE: La fai facile, Ari…Ma davanti a quella donna forse neanche tu…
BUENA: Ma questa tua cugina non è quella che va caccia di ratti e li ammazza a morsi ?
ARI: Daniele, è una questione soggettiva. Ognuno reagisce come sa. Hai problemi al momento con la tua donna ?
DANIELE NUKE: No ! E’ per questo che non riesco a capire…
BUENA: Non c’è niente da capire. E’ una legge biologica. Agli uomini un buco solo non basta, alle donne, togliendo una minoranza, un tronco solo si.
DANIELE NUKE: Effettivamente è vero.
ARI: Nel mondo, poi, ci sono molte più donne di uomini…Ci sarà un motivo !
BUENA (con tono professorale): Da questa legge derivano poi le loro stupide gelosie, che non fanno altro che impedire il normale svolgimento delle nostre tendenze naturali.
ARI: La mia ragazza è gelosa della mia collezione di film porno.
DANIELE NUKE: Come può essere così insensibile da rovinare il tuo hobby preferito ?
ARI: Mi ripete sempre: “Dovrei bastarti io !”, come se lei fosse il massimo del porno che potrei permettermi.
BUENA: Il problema delle donne è che non sono molto aperte a queste cose. Se gli parli di un film porno cominciano a dire che sei un maiale e aggiungono: “Che schifo !”, con facce indignate. Sarebbe tutto più facile se li considerassero semplicemente come dei corsi di aggiornamento, da noi seguiti, per farle più felici a letto…
DANIELE NUKE: E’ vero !
ARI: Hai ragione !
DANIELE NUKE (dubbioso): Certo però che la tua legge biologica ha delle componenti molto maschiliste.
BUENA: Che vuoi dire ?
DANIELE NUKE: Beh, è come se ci fosse per noi un permesso naturale a tradirle, e per loro invece un obbligo naturale a esserci fedeli.
ARI: Non prendertela con lui, prenditela con Madre Natura.
DANIELE NUKE: Ari, se mi scopassi la tua ragazza, te la prenderesti ?
ARI: Ti romperei solo il culo !
DANIELE NUKE: Hai visto ?
BUENA: In questo caso subentra un discorso di territorialità. Tu sconfini in un territorio che Ari ha marcato per anni e anni.
ARI: E’ vero ! L’ho spruzzato per bene dappertutto. E’ molto piccolo, ma non ho tralasciato un millimetro.
BUENA: Il tutto è inoltre aggravato dal fatto che sei un suo amico, e se la sua donna non ha opposto resistenza, ci fa pure la figura della troia.
DANIELE NUKE: E allora mettiamo che la violento.
ARI: Non cambia molto. Avrei una sensazione di disgusto dovuta al fatto che il tuo cazzo ha penetrato la fica della mia donna !
DANIELE NUKE: Buena, allora mettiamo che becchi uno sconosciuto che sta stuprando la tua donna…Che fai ?
BUENA: Di sicuro lo ammazzo !
DANIELE NUKE: E se è armato ?
BUENA: Di cosa ?
DANIELE NUKE: Di una pistola.
BUENA: Cerco di schivare i suoi colpi.
DANIELE NUKE: E se è un tiratore scelto ?
BUENA: Considerando che sarà impegnato a pompare la mia ragazza non potrà prendere bene la mira, e ciò mi consentirà di evitarne eventuali spari !
ARI: Ragazzi, scusate non vi sembra di stare uscendo un poco dal seminato ?
BUENA: EH ?
ARI: Che cazzo state dicendo ?
BUENA: Hai ragione. Dunque, in conclusione, si può dire che le donne sono pazze !
ARI: Troppo comodo !
DANIELE NUKE: Giusto ! Troppo comodo ! La conclusione è che non c’è una conclusione.
Questa è la nostra natura e quella è la loro natura.
ARI: Io una conclusione ce l’ho, ma per questa serata. Che ne dite di un cornetto ?
BUENA: Certo !
DANIELE NUKE: Perché no ? Mi è passata la sbronza. Voi consumate i vostri cornetti, io vedo se c’è da bere.
Escono in fila dalla stanza.
La macchina da presa li segue per qualche secondo, poi dissolvenza in nero.
- ATTO III
Ci troviamo davanti a un bar. I ragazzi stanno mangiando i loro cornetti mentre io consumo la mia bottiglia di Whisky di Mario Merola…Potevo trovare solo questo in un quartiere popolare.
Vedo una ragazza giovane appoggiata a una macchina. Mi sorride in modo strano.
E’ sicuramente una puttana.
Do una gomitata a Buena che guarda Ari e poi guarda me, con una espressione che vuol dire “Perché no ?”.
Allora ci avviciniamo, contrattiamo un prezzo comitiva e la carichiamo in macchina.
Ci fermiamo in riva al mare.
La ragazza si porta Buena dietro gli scogli.
Buena consuma e esce con aria non proprio soddisfatta, poi tocca a me.
Mi diverto, ma in tutto dura trenta secondi. E’ brutto quando certe puttane ti scopano in fretta. Sembra solo una questione di denaro. E’ vero che abbiamo offerto una somma ridicola per tre, ma lei ha acconsentito, calcolandosi però un tempo minimo a testa.
Questo mi fa incazzare. Dove sono finite le puttane che lo facevano per passione ? Per pura dedizione al mestiere ? Non le sopporto queste troie col tassametro.
Alla fine subentra Ari. Io e Buena stiamo fumando una sigaretta quando ecco che la donna d’affari viene fuori, sistemandosi quei quattro stracci che ritiene di sicuro un vestito di classe ma provocante.
Mi fa schifo !
La guardo per qualche secondo poi le spacco sul viso la bottiglia.
Lei cade sulle ginocchia con le mani che le coprono il volto insanguinato, e comincia a urlare.
Buena mi guarda per un attimo e poi le sferra un calcio nello stomaco.
Arriva di corsa Ari, che, dall’alto degli scogli, guarda lo spettacolo: io e Buena stiamo riempiendo di calci la stronza. Tira su la lampo e scompare.
Ritorna subito dopo e mi lancia un bastone. Sferra un colpo sulla schiena della tizia e poi mi guarda, come per dire : “Dai ! Fai come me !”.
Non ci penso due volte. Comincio a bastonarla senza fermarmi un attimo, se non per passare il bastone a Buena che voleva provare.
Lo show va avanti per dieci minuti. Smettiamo solo quando la tizia non si muove più.
Saltiamo in macchina e sgommiamo lasciandola lì.
Non abbiamo più discusso di donne da quella sera.
Una volta Buena, completamente ubriaco, ha cominciato a parlarne, ma l’argomento alla fine verteva sulle puttane e sul loro ruolo nella vita maschile.
Buena è un amico, una persona fidata, non c’è il rischio che spifferi.
Il suo ragionamento di quella volta però mi colpì molto.
Non si spiegava perché moltissimi uomini andassero a puttane.
Insoddisfazione ? Curiosità ? Forse perché trattavano le loro donne come bambole di porcellana, per cui non le potevano immaginare come porcellone in calore.
O forse perché si vergognavano a chiedergli prestazioni particolari, per paura che rispondessero : “Credi che sia una di quelle ?”.
Allora forse è meglio evitare l’ostacolo e andare direttamente da ‘una di quelle’.
Io credo in una funzione sociale della prostituzione. Solamente pagando, l’uomo più brutto del mondo può avere una donna bellissima, anche se solo per un’ora, per una notte, ma potrà averla comunque.
Un uomo sposato, teoricamente felice, che bisogno ne ha però ?
Comportamenti del genere mandano a puttane il mio sistema di ragionamento.
La verità è che la natura maschile è complessa, meno di quella femminile, ma sempre complessa.
Ed io ho di nuovo sete.
| Note |
| il racconto risale al |
Firma
--Bona 10:13, 23 nov 2009 (UTC)

