modified on 6 dic 2010 at 09:17 ••• 237 views

Due uomini, la loro pioggia.

Da Storiealcubo.


"Piove! Beh… Almeno sembra. Ho l’impressione di sentirne il suono, Lo scrosciare delle gocce sui tetti, sulle auto, sugli ombrelli aperti degli anziani che rimproverano i nipoti che scalciano sulle pozzanghere... schizzano ancora gocce. Un po' qua... Un po' la".

Stava per alzarsi dal letto quando squillò il telefono, rispose ancora mezzo addormentato, sentì una voce metallica che farfugliava qualcosa… un’altra di quelle pubblicità telefoniche! Riagganciò con violenza. Non lo mettono certo di buon umore certi avvenimenti. Sorseggiò il primo caffè della giornata e iniziò a svegliarsi un po' alla volta, guardandosi attorno pensieroso mentre il telefono riprese nuovamente il suo acido canto mattutino. Alzò la cornetta bruscamente, ma stavolta, una voce dall’altra parte del cavo gli riferì: “Tutto ok” . La voce si spense in un ripetersi perpetuo di un "La" perfettamente accordato. Si fece una doccia bollente...

"Piove! Beh… Almeno sembra. Ho l’impressione di sentirne il suono, Lo scrosciare delle gocce sui tetti, sulle auto, sugli ombrelli aperti degli anziani che rimproverano i nipoti che scalciano sulle pozzanghere... schizzano ancora gocce. Un po' qua... Un po' la".

... si vestì, e andò verso l' armadio. Ne estrasse il suo fedele fucile a pompa. Ne estrasse la nera giacca di pelle. Il nero casco. I neri stivali... le rosse intenzioni. Si apprestò a montare la sella di un Bobber dalla gomma posteriore maggiorata spalleggiata da un terminale tour-out che estrapolava fiamme di essenziali emissioni di vecchia Libertà. Alzò lo sguardo in cielo... ripensò alla voce al telefono. "Tutto ok" aveva detto, era giunto il momento. Il rombo del bicilindrico prese a scuotere le strade. Il punto d'incontro era un vecchio magazzino col tetto sfondato, vicino al porto. Quando arrivò vide la Bianca Moto, un Chopper dalla forcella parecchio allungata capeggiata da un faro che emanava mirati fasci di sovversione. Si sentì ancora più pronto quando vide l'uomo che lo aveva contattato al telefono preparare il loro probabilmente-ultimo Cointreau, seduto su un vecchio pneumatico rimediato in seguito all'esplosione di un portavalori. No. Non erano i soldi il loro movente. Se è quello che state pensando, vi sbagliate di grosso. Alzando il bicchiere, brindarono consapevolmente alla loro presumibile-fine e alzando lo sguardo verso il soffitto di quel vecchio magazzino pensò...

"Piove! Beh… Almeno sembra. Ho l’impressione di sentirne il suono, Lo scrosciare delle gocce sui tetti, sulle auto, sugli ombrelli aperti degli anziani che rimproverano i nipoti che scalciano sulle pozzanghere... schizzano ancora gocce. Un po' qua... Un po' la".

... che stavolta era finita. Un addio certo a tutte le donne che aveva conosciuto... e a quelle che aveva da conoscere. Un addio certo al vento, orgoglioso avversario dei percorsi più lunghi. Un addio certo alla vita, era per un' utopia che si trovavano li. Pensò di non aver mai fatto un brindisi più appropriato di quello. Uno sguardo fra i due... e i bicchieri vuoti si schiantarono contro al muro. Uno sguardo filtrato da due lenti destabilizzanti che non nascondevano altro che sete di riscatto. Il rombo dei bicilindrici prese a sgomentare le strade. Il punto di incontro era la piccola piazza che si trovava dietro "L' Impianto". Per strada... Lo spostamento d'aria causato dalle loro velocità gli aveva propinato i volantini pubblicizzanti il tracollo, lo sfascio, il vizio, la miseria, la moralità del pensiero unico. Per strada... una donna nel suo cappotto di tendenza fumava una sigaretta ignara che...

"Piove! Beh… Almeno sembra. Ho l’impressione di sentirne il suono, Lo scrosciare delle gocce sui tetti, sulle auto, sugli ombrelli aperti degli anziani che rimproverano i nipoti che scalciano sulle pozzanghere... schizzano ancora gocce. Un po' qua... Un po' la".

...qualcosa di grosso stava per accadere. E che nessuno, neppure lei, ne sarebbe rimasto fuori. Giunse al punto d'incontro. Vi trovò rivoltosi di ogni sorta. E in mezzo a quelli notò inaspettatamente la sciarpa gialla della sua donna. Se fosse morto per difendere i suoi ideali, lei, sarebbe stata al suo fianco. La guardò solo per un istante, poi si rivolse alla piazza: <<Oggi... ammazzerò qualcuno! Voi ammazzerete qualcuno! Oggi... qualcuno di noi morirà! Gli spareranno da lontano o lo beccheranno alle spalle, ma trapassare la nostra pelle con l'artiglieria è l'unico modo di ucciderci che avranno a disposizione. Hanno già fatto troppi morti... idioti di mezza età con la faccia plastificata, sottosviluppati che indossano mutande col nome di qualcun altro scritto sopra, mentecatti che "saranno famosi", figli di telegiornali tarlati e di sabato-sera obbligatori, di un apparire doveroso, cazzoni con la riga di lato ai capelli e righe verticali sugli abiti. Oggi...

"Piove! Beh… Almeno sembra. Ho l’impressione di sentirne il suono, Lo scrosciare delle gocce sui tetti, sulle auto, sugli ombrelli aperti degli anziani che rimproverano i nipoti che scalciano sulle pozzanghere... schizzano ancora gocce. Un po' qua... Un po' la".

...qualcuno potrebbe trapassare con l'artiglieria persino uno di questi sciatti ottusi! Inconsapevoli come sono di poter mirare a qualcos'altro, incapaci ormai di desiderarlo. "L'impianto" è l'avamposto del nostro nemico, noi, ne prenderemo il comando!>>. Fece volteggiare il fucile con un sol braccio e lo armò. Uno scalpitio di cuori e di mitra semiautomatici cominciarono ad incitarlo. L'orda prese a muoversi. Un faro che emanava mirati fasci di sovversione e un terminale tour-out che estrapolava fiamme di essenziali emissioni di vecchia Libertà la conducevano. Non trovarono un nemico impreparato. Una schiera di vigilanti in tenuta antisommossa era già pronta. Lo scontro fu violento.

VIDI MORIRE PARECCHI FRATELLI QUELLA NOTTE. VIDI PARECCHI CRANI FRACASSATI. MOZZI SPARARE LE LORO ULTIME CARTUCCE. VIGILANTI PERFORATI DAL PIOMBO E GRONDANTI DI SCONFITTA. VIDI GIOVANOTTI DAI LINEAMENTI AGGRAZIATI SQUARCIATI E FATTI A PEZZI. VIDI LA BIANCA MOTO RICOPRIRSI DI SANGUE SOPRA IL MIO CORPO. LO VIDI ENTRARE E PRENDERE IL CONTROLLO DELL'IMPIANTO. LO VIDI GUARDARE QUELLA PIOGGIA DI SANGUE E ASCOLTARNE IL RUMORE.

"Piove! Beh… Almeno sembra. Ho l’impressione di sentirne il suono, Lo scrosciare delle gocce sui tetti, sulle auto, sugli ombrelli aperti degli anziani che rimproverano i nipoti che scalciano sulle pozzanghere... schizzano ancora gocce. Un po' qua... Un po' la".


Firma

--Vicio Matta 18:00, 4 dic 2010 (UTC) Vicio Matta e Antonio Li Puma


VOTA QUESTO RACCONTO

Voto Medio: 4.0/5 (9 voti)Racconto rilasciato in licenza
Licenza Creative Commons