E’ tutto un bluff
Da Storiealcubo.
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Eccomi qui, sono seduto in riva al lago da solo, sono qui da alcune ore, è oramai notte fonda, vedo in lontananza le luci della città … insomma della piccola cittadina addormentata oramai da molte ore. Da qui non si distinguono le scritte delle insegne sui negozi, ce ne è una in particolare che sembra dire “VAI A DORMIRE, FA FREDDO !”
Sono qui seduto in riva al lago da solo, da alcune ore, fisso la pagina vuota del mio moleskine, dovrei scrivere qualcosa ma non mi viene in mente niente.
Prima era tutto piú semplice, molto piú noioso ma piú semplice.
Mi svegliavo alle 6:30 del mattino, colazione, autobus, uffcio, otto ore al computer e poi autobus e a casa.
Poi qualcuno si inventa il mio talento di artista e la mia vita cambia improvvisamente, adesso scrivo, suono, “compongo musica”, scrivo testi, faccio concerti e partecipo ad eventi culturali.
Intorno a me non c’è un’anima viva, la scarsa illuminazione del parco proietta le sue ombre sulla superficie del lago, io spero che quelle ombre mi diano lo spunto per un racconto, per il testo di una canzone, per una barzelletta … ma niente, si limitano a galleggiare sull’acqua, mi sembra quasi che una delle ombre mi stia sfottendo.
Forse mi è venuto in mente il titolo per una canzone:
“If your telephone doesn’t ring then it’s me” … ci si potrebbe fare un pezzo country: lei lo tratta male, lui se ne va … lei aspetta che la richiami ma lui ha trovato un’altra, il telefono non squilla ! Nooo, non funziona e poi che c’entro io con il country ? Ho passato la vita a inventrarmi software, non ho mai visto una vacca da vicino !
Intendiamoci io non ho alcun talento … si forse un vago talento per l’informatica una passione per la fisica, peraltro non adeguatamente supportata da conoscenze di matematica, ma niente sul fronte musica e letteratura.
Tutto cominció una sera, eravamo in una biblioteca di Monaco di Baviera, leggevamo i nostri racconti ad una associazione culturale di italiani all’estero. Scrivere racconti di genere “cazzeggio” era il nostro hobby e quella volta avevamo voluto dare al reading event un respiro internazionale.
Il mio amico Don Vito si era portato appresso per tutto il viaggio una valigetta, finalmente la apre e tira fuori un sassofono.
- Stasera leggerò delle poesie … e mi accompagnerò con questo !
- Sai chi mi sembri ? Un personaggio del film “L’attimo fuggente” !
- Già, esatto ! Chiamatemi Nuanda !
E fu così che Nuanda mi convinse a portare con me una chitarra per accompagnarlo, inutilmente tentai di dirgli che ero a malapena capace di strimpellare qualche accordo.
Insistette - Ma dai ! Una volta tanto proviamo la sensazione che si prova a comportarsi come artisti … domani saremo ancora le grigie e anonime persone che eravamo ieri …
Poi bevemmo qualche birra, tanto per rilassarci … forse ci rilassammo troppo, forse non ci limitammo a qualche birra, fatto sta che quello che si presentò non ero io.
Dietro al leggio ci stava una specie di scrittore maledetto, che biascicava con la voce impastata di alcool, dei racconti originariamente scritti per essere ironici e divertenti e che ora sembravano, per qualche assurdo motivo, delle riflessioni sui significati più profondi della vita e della società.
Ho sempre sospettato che da ubriaco suono meglio che da sobrio … ma a quanto pare quella sera superai me stesso. Il difetto dell’alcool è che dopo un po’ i suoi effetti svaniscono e si ritorna alla realtà.
Stavo appunto tornando alla realtà, quando una ragazzina, con un italiano caratterizzato da un forte accento tedesco mi dice
- Grazie ! Sei grande … ho capito cosa devo fare della mia vita !
- Hey, no aspetta … io non … - ma era già andata chissà dove.
Don era ritornato alla realtà più velocemente di me, aveva realizzato immediatamente che quello che era successo in quella libreria poteva essere riprodotto in altri dieci, cento, mille posti e stava già pensando a come fare dei soldi con questa improvvisa popolarità.
Preferisco non scendere nei dettagli di quello che successe da quella sera in poi, ma l’idealista Don aveva messo in piedi un business basato sulla mia immagine. Il passo da Monaco al mondo fu breve e velocissimo.
Siamo nell’era di Internet quindi la performance di Monaco ferce il giro del mondo in pochi giorni. All’inizio quella popolarità non mi dispiaceva … per non parlare dell’improvviso benessere che mi era piovuto addosso. Ma ben presto la cosa cominciò ad essere pesante.
Un giorno entro in un negozio di strumenti musicali della mia città natale, un posto in cui ero stato centinaia di volte.
Conoscevo il proprietario fin da quando ero un ragazzino, prendo una chitarra per provarla, l’accordo e suono tre accordi : la7-re-mi7 … l’ultimo accordo stava ancora risuonando nell’aria, mi giro ed una folla di ragazzini armati di cellulari sta riprendendo “l’evento”.
In pochi mesi il piccolo ufficio che Don aveva allestito per curare i nostri affari e per “concentrarci sull’attività artistica”, come dice lui, cresce fino a diventare un palazzo di sette piani popolato da segretarie, legali, creativi e altre centinaia di persone. Persone che campavano con i soldi generati da questa immagine che mi era piombata addosso.
Un giorno Don mi chiede di raggiungerlo in ufficio
- Quante volte mi hai chiesto di avere una specie di band di supporto ? Vieni qui ci sono i ragazzi che ti accompagneranno al prossimo evento … tu leggi le tue storie, loro suonano, tu suoni, loro ti accompagnano.
- Bene ti raggiungo, c’è bisogno di qualcuno che sa suonare sul serio …
La segretaria di Don (sorvoliamo sulla descrizione delle misure e delle forme della signorina...detta appunto La giunonica Gianna) mi accompagna all’ufficio di Don.
Con un certo disgusto noto che questi ragazzi non sono poi tanto ragazzi … e poi i capelli lunghi, gli occhialoni alla Bon Vox, quell’altro con il cappellone con le piume … una band di supporto che fa il verso agli U2, non mi sembrano neppure credibili.
Con mia grande sorpresa, quello con gli occhialoni comincia a parlare e lo fa in inglese, la lingua non mi sorprende tanto quando la voce profonda ed armoniosa … e mentre comincio a farmi venire un minuscolo sospetto, Don:
- Bono let me please introduce you my friend, our firend …
- Pleased to meet you, let’s jam !
“Azz ! Cosí funziona ?! “piacere di conoscerti, andiamo a suonare ! “
Detto fatto … il tempo di prendere un caffè e mi ritrovo a suonare con gli U2 ! Io non so quanti soldi gli avesse dato Don, ma loro continuavano a dire
- That’s good stuff
- Cool, let’s make it a bit more bluesy
Mi sembrava di essere il protagonista di Truman Show … la mia vita era perfetta, ma non era piú la mia vita.
Per non inflazionare l’immagine, Don aveva drasticamente ridotto le mie apparizioni pubbliche. Il che era un bene: in primo luogo perché non avrei retto a lungo rimbalzando per il mondo come una pallina da flipper e poi perché mi consentiva di starmene a casa con la mia famiglia.
Anche loro erano cambiati un po’, restavano tuttavia le uniche persone che mi trattavano per quello che ero in realtà e non per il personaggio che recitavo in pubblico.
A questo punto dovrei raccontarvi di quando, pochi giorni dopo la serata di Monaco, telefonai a mia madre e le dissi - Mamma, pare che sono artista … - ma ci porterebbe lontano.
Sono qui seduto in riva al lago, guardo le ombre, la scritta continua a chiedermi che ci faccio da solo al freddo e vorrei tanto risponderle ma non posso. Devo stare qui con aria meditabonda a fissare le ombre e a scarabocchiare sul moleskine.
Finalmente una bip nel minuscolo auricolare che porto nell’orecchio, è Don
- OK, abbiamo finito … puoi andare a dormire adesso !
- Bene, cominciavo a congelarmi. Come è venuta ?
- E’ perfetta, sembra che stavi veramente riflettendo su cose profonde, sul senso della tua vita …
- Sono contento. Abbiamo finito, quante scene mancano ?
- Domani facciamo quella sulla piramide in Messico, in cui urli al vento. Poi le mettiamo su YouTube facendole passare per sequenze girate a tua insaputa e poi il lancio del nuovo libro e del CD. Sarà un successone.
- OK, se lo dici tu ! E il prossimo passo ? Muoio per overdose e scompaio per sempre ?
- Hey, mica male come idea … muori, scompari per quattro o cinque anni durante i quali troveremo un po’ di inediti da pubblicare e poi vieni fuori a Las Vegas con un grande show. L’ho sempre detto che sei un genio …
- OK, se lo dici tu !
Firma
--dramocles 10:48, 1 feb 2012 (UTC)

