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Era bello sognare

Da Storiealcubo.


Il signor Jhoseph Niedlich puo’ essere considerato senza ombra di dubbio il campione del mondo della noia.


Il Signor Niedelich vive in una piccola cittadina a pochi chilometri da quella che è considerata la capitale piu’ noiosa d’Europa: Zurigo. Inutile dire che la vita nella piccola cittadina è ancora meno emozionante che nella capitale, ma questo non è tutto.



Il signor Niedelich lavora come impiegato del catasto a Zurigo, tutte le mattina si reca in treno al lavoro percorre 400 metri a piedi dalla stazione all’ufficio dove arriva puntualmente tutte le mattine alle otto: non un minuto prima, non un minuto dopo, alle cinque del pomeriggio (non un minuto prima, non un minuto dopo) il signor Niedelich percorre i 400 metri che dall’ufficio lo portano alla stazione, prende il treno delle cinque e un quarto e torna a casa, 650 metri dividono la stazione ferroviaria dal casermone in cui Jhoseph Niedelich vive con altre ottanta famiglie di cui a stento ricorda i cognomi: oltre trecento facce di uomini donne e bambini che da anni gli passano davanti, oppure lo fissano con insistenza in ascensore, alle quali non riesce ad associare un nome.


Per dare un brivido alla sua vita tutti gli anni, il primo di giugno, il signor Niedelich cambia il percorso che dalla stazione lo riporta a casa e poi per sorprendersi nuovamente il primo di dicembre riprende l’altro percorso.


Il signor Niedelich è esattamente come lo state immaginando un omino non alto non basso, non grasso non magro, parzialmente calvo con degli occhiali dai vetri spessi ed un accenno di baffetti.

Lo state immaginando in un abito grigio, cambicia bianca e cravatta scura, scarpe nere ed ombrello ? Bravi ! Quella è la versone autunno-inverno, in estate il colore dell’abito cambia dal grigio al celeste chiaro.


Vi piacerebbe che adesso vi dicessi che tornato a casa Jhoseph indossa pantaloni di pelle, bracciali borchiati e catene e si mette ad ascoltare musica haeavy metal mentre scuoia delle innocenti vecchiette che ha attirato in casa sua con l’inganno? Non è cosí, Jhoseph ritornava a casa, mangiava una minestrina d’inverno ed uno yogurt d’estate, guardava il notiziario e andava a dormire.



Se qualcuno di voi ha una vita meno interessante di quella del signor Niedelich farebbe bene a smettere di leggere e pensare seriamente ad un tuffo in mare aperto con scarpe zavorrate.


Anzi no ! Gli schemi della sorte sono oscuri ed imprevedibili … guardate un po’ cosa successe al nostro Jhoseph.


Una sera come tante, Niedelich si dirigeva verso casa percorrendo la variante invernale del tragitto dalla stazione, mancavano meno di 280 metri perché poteva intravedere la luce del portone resa verdognola dalla nebbia.


A metà strada un oggetto delle dimensioni di un automobile ostruiva il passaggio, non si capiva bene che cosa era a causa della fitta nebbia.


“Accidenti ! Mi farà arrivare tardi a casa” - penso’ Niedelich - “se non si sposta di là dovrò girarci intorno ed allungare il percorso ! Ma che cosa ha la gente in testa ?! Se tutti ci mettiamo a fare come ci pare è il caos!”


Imprecando fra se e se contro l’anarchico che rischiava di allungare il suo percorso di un paio di metri Niedlich continuò ad avanzare. Giunto ad un paio di metri dall’oggetto del suo turbamento poté chiaramente distinguere che si trattava di un oggetto ovale, senza alcuna apertura e che violando, non sole le regole della civile convivenza, ma anche quelle della fisica, se ne stava sospeso a mezza aria fluttuando leggermente.


Intendiamoci uno come Jhoseph Niedlich ha perso da tempo l’abitudine ad avere paura, neppure si ricorda come si fa a spaventarsi, tuttavia si schiacció con la schiena contro il muro di grosse pietre che costeggiava la strada. Forse lo fece per il profondo senso di disagio che quella violazione di regole tanto elementari gli procurava o forse lo fece nel tentativo di passare fra il muro e l’oggetto in modo da tirare dritto per il suo percorso.


“Ohhh nooo, arriveró tardi, quando il notiziario sarà già finito, come quella volta che il treno fu rallentato per lavori” - pensava Jhoseph guardando il grosso uovo con disgusto - “ e poi dormiró male per tutta la notte e domani mattina rischio di svegliarmi tardi … la mia vita sarà sconvolta da questo stupido uovo ! … ma chi ha potuto aver...”


Il pensiero gli si strozzó a metà neurone, perché in quel momento un tratto della superficie dell’uovo si illuminó divenne sottile fino a scomparire e come nei vecchi film di fantascienza ne uscí un ragno si mise in posizione eretetta sulle zampe posteriori e:


- Hey come butta fratello ?! Che si fa stasera dove mi porti? Ho voglia di divertirmi un po’


Jhoseph non poté fare altro che esprimere tutta la sua indignazione.


A questo punto sarà semplice comprendere che in cima ai pensieri di Jhoseph non c’era un ragno sbucato da uno strano uovo fluttuante e che gli chiedeva di portarlo in giro, ma qualcosa che rischiava di colpire a morte la sua routine.


- Signore. Ci tengo innanzitutto a precisare che noi due non ci conosciamo neppure figurarsi se Le consento di rivolgersi a me chiamandomi “fratello”... non ho frarelli io! In secondo luogo noi due non andiamo da nessuna parte, IO me ne vado a ca...


- Rilassati amico … non voglio mica pisciare sul tuo tappeto … dai andiamo a farci una birra.


- Birraaa ?! Alcoool ! Lei ha intenzione di ammazzarmi, di spappolarmi il fegato … e poi cosa facciamo ? Ci droghiamo ?


- Yeahhhh grande idea ! Prima ci facciamo un paio di birre, poi ci compriamo qualche bottiglia di roba forte, ci fumiamo qualche canna … si dai mi piace il programma !


Le ultime parole del ragno scossero profondamente Jhoseph che uscí dal suo bozzolo quasi che l’insetto fosse lui e non l’altro …


Il signor Niedlich comincio’ piano piano a realizzare che da alcuni minuti stava conversando con un ragno gigante che gli si parava davanti in posizione eretta.

Uno come Jhoseph Niedlich in questi casi puó fare solo una cosa: svenire! E lo fece!


Si risveglió in una birreria di Monaco di Baviera aveva in una mano un boccale di birra, nell’altra un sigaro e la faccia era schiacciata fra le tette di una valchiria che tentava, in quel modo, di rianimarlo.


- Dai Jhoseph, vieni fuori da quei meloni, dobbiamo andare a prendere lo Scotch a Skye Island e poi dobbiamo andare ad Amsterdam per …


- Quando dice Scotch intende nastro adesivo, vero ?


- Ma che nastro adesivo ...whiskey, dobbiamo rifornirci di alcool.


Il pensiero “Ohhhh nooo whiskey …” non fece in tempo ad affiorare fino alla zona razionale del cervello che Johseph perse di nuovo conoscenza.


- Hey Joe, aiutami a scegliere, io non so quale prendere … mi sembrano tutti buoni …


- Joe ?! Chi è Joe?


- Hey, Jhoseph mi sembrava troppo da imbranato ...Joe è piu’ rock ! Quale prendiamo ?


Forse il nuovo nome, forse la visita ai meloni della valchiria, forse la birra, forse tutte queste cose insieme contribuirono a rilassare Joe … cominciava piano piano a mettere la testa fuori dal guscio che anni di consuetudine gli avevano costruito intorno.


Slacciata la cravatta e buttata la giacca sua una spalla, Joe, attingendo alle informazioni lette tempo prima su una rivista trovata in treno, parla con aria da intenditore:


- Io prenderei il single malt invecchiato ventiquattro anni, l’altro lo trovo troppo forte


- OK andata per il single malt - il ragno tira fuori la carta di credito di Joe e paga, la cassiera porge a Joe la ricevuta e gli chiede sottovoce che tipo di incidente abbia avuto il suo amico per essersi ridotto in quel modo.


- Ma no, nessun incidente … è un ragno che ho incontrato mentre mi ritiravo a casa … è venuto fuori da un veicolo a forma di uovo … - risponde Joe rilassato.


La cassiera da un’occhiata alla bottiglia mezza vuota che tiene accanto al registratore di cassa e decide che è il caso di smettere con l’alcool.


- Senta, amico … siamo venuti fin qui con l’uovo ? Avrebbe un rasoio lí dentro … sa ho deciso di radermi e tagliarmi i baffi mi danno un’aria da coglione. E voglio comprare delle lenti a contatto e dei jeans …


- Andiamo Joe …. troveremo tutto quello di cui hai bisogno. Prossima tappa Amsterdam …


Joe cominciava ad immaginare come sarebbe stato l’indomani mattina in ufficio … i suoi colleghi sarebbero rimasti stupiti del nuovo Jhoseph, anzi di Joe.


Già l’indomani … cioè fra poche ore … in che condizioni sarebbe arrivato in ufficio ?!


“ma chi se ne frega … affanculo il lavoro … mi prendo una settimana di ferie !”


Quest’ultimo pensiero fu troppo anche per il nuovo Jhoseph che svenne di nuovo per ritrovarsi in un coffe shop ad Amsterdam, aveva una bionda seduta sulle ginocchia ed il suo amico ragno, che in quell’ambiente passava del tutto inosservato, gli stava porgendo un fungo allucinogeno.


- Prendi è un messicano.


- Messicano ?


- Psilocybe cubensis è un fungo allucinogeno


- Droga ! - esclama Joe restando con gli occhi sgranati, al che la bionda si sentí in dovere di intervienire


- Caro, cosa pensavi di trovarci qui, arancine ?


- OK dai fuma questo …- il ragno allunga un cannone a Joe


Sarà stata la volontà di evitare una figuraccia con la bionda oppure una strana forma di orgoglio, Joe accese lo spinello e comincio’ a fumare, strozzandosi ovviamente, come capita sempre. Poi cominció a sentirsi in quello stato di pace e integrazione con l’universo e tutto intorno a lui fu normale: il trans sulle sue ginocchia, il ragno gigante, i funghi …


I due, Joe ed il ragno risalgono sull’uovo.


Per la prima volta Joe entrava nell’uovo da sveglio e l’ambiente gli risulta stranamente familiare, piú che familiare … l’interno dell’uovo era casa sua !


- Hey, ma questa è casa mia !


- Cosa ti aspettavi ?! Non sei un tipo molto fantasioso non ho potuto fare di piú


Jhoseph cominciava a farsi un’idea circa il significato degli eventi delle ultime ore o forse giorni ed improvvisamente si rattristó. Joe cercó di tornare ad essere Jhoseph.


- Hey Joe che ti succede ? Non ti diverti piú


- No, è che ho capito … tu sei me stesso, sei la parte di me che ho represso per anni e adesso sei venuto fuori con prepotenza … ma queste cose succedono solo nei sogni, domani mattina mi sveglierò e tornerò ad essere il grigio Jhoseph, impiegato del catasto di Zurigo …


- Heeee !? Io parte di te stesso?! Ma neanche per sogno ! Questo è Kafka … No, io sono solo uno dei tanti psicoragni che vanno in giro per il mondo con il compito di curare le persone con … qualche problemino, per dirla tutta mi danno pure uno stipendio da fame !


- Psico... psicoragno hai detto ? Non ne ho mai sentito parlare …


- Si, alla gente non piace parlare di noi … sai, se hai visto uno di noi vuol dire che hai qualcosa che non va …


A questo punto, vi siete appassionati alle vita dell’omino grigio e volete sapere cosa successe a Jhoeseph o Joe se preferite … OK ma siete voi a volerlo.


Il sigrnor Niedlich si risveglio’ un po’ di tempo dopo, con un gran mal di testa e senza baffi, andó come ogni mattina al lavoro in treno, ma in jeans e senza cravatta. Uscito dalla stazione decise di percorrere la strada che costeggiava il fiume, un po’ piu’ lunga … ma per il nuovo Joe qualche minuto di ritrdo non era un problema.


Fu a pochi metri dall’ufficio che il signor Niedlich si dimenticó di un semaforo e, attraversando con il rosso, fu investito da una automobile …


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--dramocles 10:36, 6 gen 2012 (UTC)


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