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GOOD MORNING PEPPER

Da Storiealcubo.


Stamattina mi sento implodere il cervello, vorrei divenire un buco nero. Gli occhi fanno fatica a rimanere in piedi: sdraiatevi! Lasciatevi trascinare dall'amico sbadiglio che prova a far passare l'ultima molecola di ossigeno al cervello. Non basta, non è sufficiente. Questa, una notte, una notte d'inferno, non si può non dormire per un mal d'essere, la schiena ha troppi pesi e colori da sostenere, non lo auguro a nessuno. Hai sonno e vorresti metterti supino, i dolori si moltiplicano, lancinanti, sotto i colpi inflitti da una frusta che arriva a picchiare sulla schiena, un colpo secco che ti scuote dentro come un orgasmo, e ti ordina: continua! Continua a remare, non fermarti! è forte e sempre più forte, continua a battere come un tamburo contro il mio timpano. Tam! Tam! Tam! Lo sento nelle mie orecchie, sento solo lui, la notte è silenziosa fuori, il buio la fa da padrone. Ma immagino i suoi occhi posarsi sulla mia schiena, le sue mani tenermi i fianchi, il suo sudore bagnarmi.

Che bello soffrire, gridare, godere! Mi si alza lo sguardo al soffitto, non vedo nulla solo riflessi i miei pensieri, le ombre giocano contro il muro come spade che infondono nell'armatura altrui il colpo di grazia.

E' finito, è finito tutto, sono ferito di dolore, sono stremato dalla sete. Ancora, ancora. Voglio ancora. Saziatemi con tutto ciò che di più bello e malefico è in giro questa notte. Vengano fuori tutti i segreti delle metro sotterranee, degli angoli bui e persi di questa città. Rompete i vetri, il fragore vi dia gioia e arrampicatevi sugli specchi oramai rotti. Tutto sta finendo. Non voglio, ancora.

Ma so già che il sole cancellerà tutto, ogni minimo odore, ogni minima immagine dalla mia mente, resteranno solo i segni sul mio corpo e sulla mia anima. Mi sento sporco, ma è una sporcizia che sopporto, che nessuno sa di quale sensazione mi faccia godere. La porterò con me in ufficio sotto gli occhi di tutti, che non sanno. Tutti dietro i loro volumi di stronzate e leggi da seguire, riunioni da fare, video-conference e briefing con clienti. La vita torna normale.

Ma il mio animo resta un buco nero che tutto consuma, l'aria, lo spazio circostante, assorbe le risa davanti la macchinetta del caffè, le urla per una mail non inviata, il cigolio di ruote del carrello della donna delle pulizie.

Ora sono seduto, nella mano sinistra ancora il biglietto del tram obliterato, la valigetta poggiata sul tavolo, ma il mio sguardo va al calendario: tra dieci giorni mi rincontrerò con lui, sempre di nascosto, sempre al buio con la notte che la fa da padrona. La mia anima non lo perdona, no! Gli da sempre un'opportunità. Sporco gioco della vita, questo.


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--SYT 22:45, 10 feb 2010 AMSTERDAM


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