Il corso delle cose
Da Storiealcubo.
| Introduzione |
| Non c'è prima e non c'è dopo. Tutto è o niente adesso. |
Continuo a guidare fissando la pioggia.
Le gocce rimbalzano sul vetro e i tergicristalli sono rotti.
Non vedo bene, dentro e fuori ai miei occhi è un manto indistinto di gocce che rimbalzano furiose.
Accosto l’auto al marciapiede e aspetto che passi lo scrosciare incrociato dentro e fuori l’abitacolo.
E’ buio.
Non vedo al di la dei miei pensieri confusi.
Vago in un indefinito sentore di polvere che si alza ad ogni passo.
Così mi fermo per non sentire il formicolio dentro le narici.
Sento di respirare sabbia e un sapore ferroso in gola.
E’ sangue.
Vorrei potere scegliere.
Discernere la notte e il giorno, sospirare senza spegnere la tremolante luce di una candela.
Tendo il corpo in un gesto pensato con lucida determinazione mentre si alzano ventate di polvere che soffoca e pizzica la gola.
Mi fermo.
Rilasso ogni muscolo, provo a non respirare mentre guardo in controluce i granelli danzare nel riflesso di una luce artificiale.
Poi l’aria si fa strada dentro e gonfio la pelle nel bisogno di una boccata d’ossigeno.
Poi un’altra e un’altra ancora.
Sento il cervello riattivarsi.
Fuori ha smesso di piovere e intricati rivoli disegnano la notte sul parabrezza.
Le sagome delle auto si confondono nel riflesso dei fanali contromano.
Attendo.
Vorrei poter scegliere.
Sento di non averlo mai fatto veramente.
Non so come mi trovi adesso a fissare il mondo nella notte attraverso un vetro appannato.
Non so il perché di questi occhi rossi e del chiaro senso di malinconico abbandono al corso delle cose.
Vorrei poter scegliere.
Vorrei scendere adesso da quest’auto e dissolvermi nella pioggia fredda, liquefare al suolo ogni esitazione e rinascere d’un verde vivido e smeraldo; tremare per soffio d’un sospiro e scaldarmi al tepore d’un raggio di gentilezza.
Tirare il freno a mano e andare in un furioso testacoda, perdere il senso della destra e della sinistra, di ciò che sta sopra e di ciò che sta sotto; confondere senza peccato il bene con il male.
Cambiare adesso il corso delle cose.
Ma è buio.
È troppo freddo e buio adesso.
Il silenzio è rotto dal rumore delle quattro frecce che segnalano l’esteriorità della mia stasi.
Tic tac tic tac tic tac
Sono qui sono ferma sono qui ferma qui ferma... all’infinito.
In una notte senza stelle, immobile nell’attesa di un fulmine o di un passante.
Dentro quest’auto non sento più lo scorrere del tempo, non c’è un prima, non c’è un dopo.
Si è smarrito il senso delle cose: perché sì e perché no... perché oggi e non ieri... perché dopo e non prima. Perché restare o andare alla deriva.
Sono frasi senza senso, scarabocchi del tempo.
Giochi di parole che fuori dall’abitacolo si chiamano paure.
Ma poi sarebbe meglio?
Vorrei potere scegliere.
Confondere senza peccato il bene con il male.
Firma
--AfroditeAx

