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Il metodo di Satana

Da Storiealcubo.


Anche quella sera Steel Tiger Jack salì sul palco, guardó il pubblico e si rinnovó un birvido di piacere incontrollabile. Una esplosione, poi il brano di apertura dei suoi concerti, che era sempre un blues: “A man in red cut my tongue”, alla fine del concerto eseguiva “Sympaty for the devil” e poi salutava il pubblico con una frase enigmatica e antica: “Fides Universalis Caritate Kartago Uniceps”.

Finito il concerto un giovanotto gli si avvicinó - Hey Jack! Hai cinque minuti per me ? E’ importante ! Jack era stanco, aveva corso e saltato per un paio d’ore, con tre chili di chitarra addosso, non aveva alcuna voglia di chiacchierare con qualche giornalista d’assalto o peggio qualche spostato convinto di avere in tasca lo spartito di un successo mondiale.

- Hey Jack, quei cinque minuti me li devi … io so molte cose su di te.

“Porca miseria questo non mi vuole mollare stasera ! Eviterie volentieri di chiedere a qualcuno della sicurezza di occuparsene, ma se insiste se la sarà cercata lui.”

Mentre pensava a quel fastidioso ragazzo, Jack si affrettó verso il suo camerino. “ Sa molto su di me !” sghignazzo dentro di sé “Se sapesse un decimo di quello che c’è da sapere sarebbe già impazzito e non oserebbe avvicinarsi a me”.


Raggiunto il camerino Jack bevve qualcosa di forte e mandó giú un paio di pasticche colorate, non riusciva a togliersi di mente quel ragazzino o meglio la sicurezza con cui sosteneva di avere delle informazioni sul suo conto.

Ma basta con le ciance, era ora di mettersi al lavoro. Jack aveva girato a lungo, aveva girato piú di chiunque altro, ma era la prima volta che si trovava a “lavorare” da quelle parti. Sembrava un posto in cui la gente si fida e non prende troppe precauzioni … qualcuno lasciava perfino la porta di casa aperta.


Aveva ancora addosso il saio da monaco che indossava per il pezzo finale del concerto ed un vecchio sacco di tela, scelse il suo obbiettivo preferito: una ricca chiesa.

Il portone principale era aperto, si guardó intorno ed individuó senza difficoltà il forziere che probabilmente conteneva le ricchezze della chiesa, era incastrato nella base dell’altare.


Cominció a lavorare sulla prima delle cinque serrature che lo tenevano chiuso … da tempo aveva smesso di usare gli esplosivi per quel genere di lavori.

Monsignor Marnetta gli si avvicinó da dietro -Fratello, non starai mica tentando di rubare ? Non solo è un peccato mortale, ma nessuno può’ aprire quelle serrature!

In quel momento la quinta serratura scattó e contempraneamente una lama sottile ed affilata si allungó dalla mano destra di Jack fino alla gola del prelato.

- Quest’oro e questi preziosi devono essere purificati. Se avrai fede nella mia santità ti arricchirai, altrimenti … - la lama si avvicinó ulteriormente alla giugulare del prelato che in quel preciso istante ricevette l’illuminazione divina, oltre ad uno zaffiro grosso come un limone.

Marnetta era ancora in preda all’estasi mistica quando Jack, preso il suo sacco, usci’ dalla chiesa e si diresse verso la sua auto sportiva, parcheggiata in un posto sicuro poco distante.


L’auto non volle saperne di mettersi in moto … poco male il bottino era al sicuro nel bagagliaio e Jack poteva raggiungere il suo albergo a piedi in pochi minuti.

- Jack ! Allora, facciamo quattro chiacchiere ?! - Ancora il ragazzo di prima, tutto sommato cominciava a stargli simpatico.

- Una chiacchierata me la devi! Steel Tiger Jack oppure St. Jack ?

Jack apparve improvvisamente alle spalle del ragazzo:

- Fra tutte le cose terribili che potrebbero succederti nei prossimi cinque minuti, credimi, la morte è la piu’ desiderabile!

Il ragazzo deglutí e cercó di sostenere con fierezza lo sguardo infuocato di Jack.

- Chi ha portato per primo degli esplosivi dall’oriente e chi ha spacciato per un millennio una lingua di bovino (la lingua di Jack appunto) per una sacra reliquia ? Io devo sapere !

A Jack questo ragazzino era diventato veramente simpatico e forse cominciava a capire perchè continuava a seguirlo, forse gli doveva davvero qualcosa

- Credo di sapere perchè sei qui e perchè stringi quella inutile pistola nella tua tasca, Il professor Winston era tuo padre ? Mi dispiace avrei voluto che non morisse in quel modo … ma riconosco che la tua sete di sapere è giustificata...

- Il profssor Winston non era mio padre, io devo sapere … scrivo per Storie al Cubo !

Quell’ultima affermazione provoco’ una scossa in Jack che fece crollare tutto il suo castello di supposizioni.

- Questo cambia tutto! Hai ragione sono stato St. Jack e molti altri, ho guidato un carro armato con i gradi di generale del Reich, ho ucciso lo Zar e i sui ministri, ed ero li’ quando Gesu’ Cristo ha avuto il suo momento di dubbio.

Ho frequentato assiduamente quasi tutti i peccati capitali, si, ho commesso l’assassinio ma come ultima risorsa, per me quello è un fallimento. Satana non ti uccide ti coinvolge, ti rende complice. Vieni andiamo ti offro da bere e continuiamo a chiacchierare.


Il ragazzo lo seguí … ovviamente.


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--Dramocles 13:02, 06 dic 2011 (UTC)


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