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Il pesante coltello da cucina

Da Storiealcubo.


-Oggi sono stati giustiziati due pomodori-

dice Leo rientrando a casa. Era il suo modo di far sapere che qualcuno in cucina aveva preparato una caprese. Leo voleva sempre essere originale, distinguersi dagli altri, persino nel modo di parlare.

-Due pomodori?-

chiedeva la sua piccola Sara, incuriosita. Questo era il momento in cui Leo raccontava la sua giornata di lavoro, arricchendola con particolari minuziosi e affascinanti.

-Ebbene si, il cuoco li ha affettati ben benino e la polpa è schizzata fuori, macchiando anche il grembiule. Pensa che nel piatto è scivolato un pizzico di sale di troppo e i signori seduti al tavolo hanno ordinato tre bottiglie d'acqua, senza neanche pagarle "perchè la caprese era troppo salata... e non solo di gusto!"-.

Leo lavorava da anni allo Spaghetti House. Quando è stato assunto si adattava anche a pulire i bagni, poi è stato promosso come cameriere, ma poteva portare a tavola solo bibite, finchè non è stato qualificato,ottenendo il grado di cameriere completo con il privilegio persino di consigliare i clienti sulla scelta dei piatti. E' passato tanto tempo da quando passava tra i tavoli con un lembo della camicia fuori dai pantaloni, nella fretta di servire la pizza ancora fumante. Poi è arrivata Sara e con lei sono spariti i progetti futuri di trovare un impiego migliore, accontentando le sue ambizioni, ma anche quelle dei suoi genitori, che non avevano mai smesso di crederci. Non poteva permettersi di perdere tempo nella ricerca di un lavoro da ufficio, quando c'era quella dolcissima creatura che gli appariva sempre più come il dono di Dio. Per di più non c'era nessuna mamma a prendersi cura di Sara...era andata via per far restare la sua piccola. Ecco perchè quel divertente cameriere era un mammo, un po' papà e un po' mamma.

-Con questo hai finito tutti i compiti?-

chiedeva a Sara, alzandosi dalla sedia e togliendosi quei buffi occhiali, con cui non si faceva mai vedere, specie quando si usciva.

-Si, tutti tutti-

rispondeva la piccola. Poi, accompagnatala in macchina, accompagnava la figlia dalla sua compagnetta, come tutti i pomeriggi. Leo aveva il rientro al lavoro e non poteva lasciarla sola a casa, nonostante la vedesse ogni giorno più donna, anzi, era proprio la sua donnina.

-Hola chicos, dove sono le mie candele? Ne avevo chieste esattamente 30, blu e rosse. Devo sistemarle sopra i tavoli per la cena!-

dice ai suoi companeros, esigendo un minimo di attenzione; ma loro sono tutti chini sui piatti e alle sette del pomeriggio stanno già consumando il proprio pasto, affrettandosi a non farsi cogliere in flagrante, con le mani nella marmellata, dai clienti affamati. Finalmente qualcuno risponde

-i cannili? e chi c'ha fari?l'ha addumari pi santa Rosalia?-

e si asciuga gli angoli della bocca, verde pesto. Come non detto, ogni volta che Leo ha qualche idea più stravagante c'è sempre qualcuno che lo fa ripiombare coi piedi per terra, eppure prima lo stavano a sentire quando alzava coraggiosamente la mano in quell'aula colma di matricole impaurite. E ora... erano cambiate non poche cose e ogni tanto una punta di nostalgia gli invadeva l'animo, come quelle punte di asparagi che adesso invadevano la cucina. Ma il lavoro è lavoro e anche se i suoi genitori glielo dicevano spesso di impegnarsi nello studio che poi si sarebbe fatto una posizione, lui ha sempre voluto buttarsi nella vita vera, come nel mare profondo da uno scoglio alto, a volte senza sapere neanche se l'acqua fosse alta o no. Eccoli i primi clienti... danno una schicchera alla sigaretta e si sistemano al tavolo senza guardarsi in faccia, ma ispezionando la lucentezza delle posate e specchiandosi dentro. Fascia ben stretta, polsini abbottonati e via in sala a prendere le ordinazioni. Almeno c'era ancora qualcuna che lo guardava e da lontano gli lanciava sguardi ammiccanti e sorrisi sfuggenti. Forse fare l'architetto gli avrebbe portato più soldi a casa ma come rinunciare a quei corteggiamenti mescolati al profumo delle spezie? In fondo, Leo aveva tutto: una figlia dolcissima e un lavoretto che tutto sommato non era male, anche se a volte lo feriva come un pesante coltello da cucina.


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--Corinna 18:42, 21 mar 2010 (UTC)


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