Il sonno dei giusti
Da Storiealcubo.
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Siamo in tanti qui dentro, tutti stretti stretti quasi incollati l’uno all’altro.
Siamo al buio. Stiamo in silenzio, in silenzio aspettiamo.
Aspettiamo la fine, che sarà uguale per ognuno di noi.
O per meglio dire faremo si la stessa fine, come ognuno di voi che finirà sottoterra, ma proprio come voi umani non conosciamo il modo in cui lasceremo questo mondo.
Ecco, aprono la porta del posto dove siamo chiusi, cerco di capire dove ci troviamo, mi è sembrato di vedere delle lenzuola, un cuscino.
Ho capito, siamo nella stanza da letto. Ho sentito anche il rumore della TV.
Tutto chiaro, il nostro padrone è a letto. Adesso si accenderà la sigaretta, e per farlo gli servirà uno di noi.
Dice di aver perso l’accendino e quindi usa noi. I cerini.
Infila il suo enorme dito nella scatola, durante il trambusto cerco di sfuggire, non voglio morire mentre accendo una sigaretta.
E’ la morte più banale, persino accendere una pipa puzzolente è considerata una fine più accettabile.
Ognuno di noi cerca di evitarla, una volta uno dei miei compagni era così scocciato di finire così, che mentre il padrone lo poggiava sul lato della scatola, fece una torsione nell’istante esatto dello sfregamento, volò di mano e finì sulle lenzuola.
Non riuscì a dargli fuoco, però fece un gran bel buco!
Ognuno di noi sogna una fine gloriosa. Alcuni di noi hanno contribuito a cambiare il mondo.
Pensate che una intera scatola di noi servì Fidel Castro quando era ancora in prigione.
Lo aiutarono a scrivere il libro “La storia mi assolverà”.
Proprio così, toglieva la capocchia, srotolava la carta e scriveva su ognuno di loro con una grafia microscopica.
Poi con espedienti sempre diversi li faceva uscire di prigione.
E così quei fortunatissimi cerini fecero girare le idee che gettarono le basi per la rivoluzione cubana. Che meraviglia!!
Altri cerini hanno tenuto compagnia a volti spaventati chiusi in un ascensore, altri ancora hanno acceso stufe e camini per scaldare gente infreddolita.
Purtroppo siamo oggetti e non possiamo far nulla per evitare il nostro destino.
Così alcuni, loro malgrado, hanno scaldato cucchiaini pieni di eroina, hanno arrostito le chiappe ignare sui banchi di scuola, hanno bruciato piedi a gente sotto tortura.
A pensarci bene forse è peggio finire così, che in una banale sigaretta.
Per me voglio una fine gloriosa, non aspiro certo alla gloria dei miei compagni castristi, ma avete capito, ho le mie idee!
Non per niente la mia testa è rossa, come i miei pensieri; e se provate a farmi entrare qualcosa in testa, qualcosa che non mi garba, qualcosa in contrasto con le mie idee, beh mi accendo in un lampo e preferisco bruciare a vuoto piuttosto che assorbire qualcosa in contrasto con il contenuto della mia testa.
Potete bagnarmi certo, mettermi fuori combattimento, ma solo per un pò. Una volta asciutto sono nuovamente io, testa rossa, pronto ad accendermi per una giusta causa.
Il mio padrone sembra un tipo a posto, non è uno stupido, certo fuma a letto, e si scorda di noi un pò ovunque, però ha il suo bel carattere.
Lo sento spesso commentare le notizie su internet o quando parla con i suoi amici, non è certo Che Guevara, ma non gli spiacerebbe esserlo.
Adesso per esempio sta parlando della manifestazione di domani con un suo amico.
Domani sarà una giornata importante, i grandi del mondo, i primi otto si riuniranno a Genova per decidere le sorti dei restanti sei miliardi.
Riuscite a pensare qualcosa di più ingiusto? Otto persone che decidono per sei miliardi!
Domani il mio padrone ed altre migliaia di persone si faranno sentire per le strade di Genova.
Eh si, il 20 Luglio 2001 sarà una data che rimarrà a lungo nelle menti di quegli otto arraffoni dal vestito firmato.
Ed io sarò li, magari accenderò uno straccio intriso di benzina, magari servirò a dar fuoco ad un camion della polizia, oppure servirò a far luce nella stanza buia di una caserma, o brucerò dei lacci troppo stretti sui polsi di qualcuno aiutandolo a scappare.
Oppure no.
Forse resterò nella scatola perchè tutto questo capiterà a qualcun altro chiuso con me qui dentro.
Nella vita è solo questione di fortuna, vieni scelto e compi il tuo destino, meraviglioso o triste che sia.
Firma
--Pigi 20:39, 18 nov 2010 (UTC)

