LECTIO DIFFICILIOR
Da Storiealcubo.
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Gentili colleghi, sovente ci accingiamo alla traduzione o alla lettura dei testi con la fragilità presuntuosa, mi sia perdonato l’ardito ossimoro, dei dettami della ferrea ed incontrovertibile logica umana.
Il Rasoio di Occam, lo chiamiamo, quello straordinario strumento che spiana la strada alla scienza utile, la scienza positiva, illuminata, quella che muove le nostre macchine e scava le nostre miniere, per dirla con le parole di un giovane Carnot.
Ma cosa è il rasoio di Occam e fin dove è lecito applicarlo senza che esso perda di validità? È soltanto un valido strumento del pensiero scientifico, della logica matematica o è possible applicarlo senza alcuna distinzione ad altre discipline di differente ambito come potrebbero essere la dialettica, la storia dell’arte o la filologia.
Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem, Pluralitas non est ponenda sine necessitate, Frustra fit per plura quid fieri potest per pauciora possono codesti principi essere considerati applicabili con profitto anche alla retorica ciceroniana? Possiamo per caso stabilire col pieno consenso della comunità scientifica che il Big Bang esaudisca in toto i dubbi e le perplessità legate alla nostra provenienza, alla formazione, piuttosto che alla creazione dell’universo così come lo vediamo (locuzione più propria rispetto al così come lo conosciamo)?
Dobbiamo risalire agli albori dei primi filosofi ellenici per ritrovare concetti quali forma, materia, energia eppure al giorno d’oggi siffatti concetti sono ampiamente affermati ed assodati non solo tra le comunità scientifiche ma anche per il comune sapere dell’uomo della strada. Nonostante ciò continuiamo a ricercare nei reconditi meandri del più remoto lontano universo l’esistenza di particelle ancora sconosciute, quantunque teorizzate, che ci diano la definitiva chiosa alla completezza dei nostri più avanzati modelli fisico-matematici. Il bosone di Higgs, non possiamo certamente considerarlo ens sine necessitate quantunque la sua teoria molto complessa, discussa e discutibile appesantisca notevolmente il di per sé banale concetto di materia. Ciononostante la materia attorno a noi esiste, la studiamo, la conosciamo, la modelliamo e la forgiamo, la spieghiamo compiutamente secondo i canoni della nostra scienza così da assecondarla alle nostre esigenze facendone via via oggetto di sapere, di tecnologia, di scienza applicata.
Nel suo pamphlet dissacratorio La banda dei Quattro Boccali lo scrittore ungherese Laszlo Esterhazy pone in evidenza il concetto di redenzione sociale inteso come estensione di instrumentum fidei: Antoniotto, il capo della feroce Banda dei Boccali, già di per sé allegoria delle dissolutezze della casa reale asburgica, assurge nell’immaginario palcoscenico meta-teatrale ordito dallo scrittore magiaro a ruolo di redentor malorum partendo per una “Guerra Santa”, la crociata degli straccioni ordita da Pietro l’Eremita. Antoniotto va a fare la guerra, dunque, andrà ad uccidere con molta probabilità tante altre persone e ciononostante riabiliterà la proprio grama esistenza consacrandola ad una causa alta e trascendente quale la difesa dei luoghi sacri. Le brutalità, le brutture alle quali gli capiterà di assistere creano l’humus letterario per l’evoluzione del personaggio in senso positivo. Egli si accorgerà che era un uomo migliore quando veniva considerato una feccia della società non avendo dovuto commettere alcun crimine, in nome di alcuna divinità o religione, ma solo ed esclusivamente per la sua sussistenza.
In tali condizioni la redemptio, la riabilitazione sociale del personaggio di Antoniotto non può essere sottoposta alla lama di Occam, poiché egli è per l’appunto instrumentum fidei ed in quanto tale trascendente ed imperscrutabile e non dotato di mens cogitans.
Comincerei ad analizzare la parte centrale, il quarto capitolo passaggio a Belgrado, per passare al setaccio la traduzione ufficiale italiana di Teodoro Romaric risalente al…
“Che palle, a France’, pensavo fosse più interessante sta robba! Potevamo anna’ ar seminario der professo’ Antonelli, quello de Filosofia Scolastica”.
“E sì capirai, a Robe’, stai a cambia’ na lira co diciannove sordi”.
“Sai che te dico? Quasi quasi me n’andrei a Ostia a piglia’ ‘r sole… Che ne dici France’?”
“Ma sì va, annamosene che me se stanno a ‘ntreccia’ ‘e budelle”.
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--Lo Scellerato Grenouille 11:54, 4 mar 2010 (UTC)

