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LIBERA ME IN LIBERA TESTA

Da Storiealcubo.


Perché ho peccato... non trovo le parole.

Sono sempre loro, i miei demoni. Li sento nella mia testa, mentre riscaldano l’aria del mio cervello. Mi fanno paura. Allora che faccio? Mi vesto velocemente e scappo, come un topo dal suo gatto, dopo un terremoto interiore. Vorrei andare via ma non so dove, sento addosso i loro “198” occhi, pesano più di un fiato sul collo, pronti a giudicare. Li vedo materializzarsi negli abitanti di questa piccola frazione, troppo piccola per restare inosservata. Il postino mi vola accanto in bicicletta quasi ammazzandomi, l'ha voluto, tutti d'accordo, proprio tutti .. come se sapessero. Allora allungo il passo, ho il timore che inizino ad inseguirmi per l'unica via del paese, una stradina stretta e scolpita tra le abitazioni di pietra, una volta continuo via vai di asini con i loro padroni. Il paese è proprio piccolo, 99 anime, io sono la centesima, quella malata.

Ho appena svoltato l'angolo alla piazzetta, imbocco la stradina dalla quale si vede spuntare il campanile. Entro di corsa in sacrestia dalla porta laterale, rimango parecchio tempo in un angolo buio, in modo che nessuno possa notarmi, piegata sull'inginocchiatoio che da sull'icona di Maria, una piccola iconografia quasi dimenticata, ma di una bellezza da lasciare il fiato tirato giù nei polmoni. La vergine è raffigurata su una nuvola bianca, e le braccia aperte quasi ad invitarmi, sembra mi voglia parlare, sento i suoi occhi poggiarsi su di me. Lei sa, lei ha sempre saputo. Non ho vergogna dinanzi a lei, mi sento quasi protetta, mi da il calore di cui ho bisogno. Il suo viso è dolce, lineamenti quasi pittati a spazzola, e il vestito dipinto ad olio. L'odore di incenso è per la sacrestia, nel pomeriggio c'è stata una messa funebre, è morto Enzo, poveraccio. Pover uomo, poveri tutti ... ma povera, anche io! Se sono qui ci sarà pure un motivo, o è solo un senso di rifugio che mi ha condotto qui? Forse è sempre quel calore della Madre che ti chiama, ti rassicura, ti perdona sempre.

Sì, quello che ho fatto è abominevole, mio figlio, il mio unico figlio, come ho potuto, era lì, non dava fastidio a nessuno, una piccola cellula ancora, ed io... sono una strega, l'ho fatto per amore, ma amore di chi, sono una povera stronza che da retta agli uomini sbagliati, ne ho avuti tanti, li ho amati tutti con passione ed in cambio cosa ho avuto, dolore.. solo dolore. Mi sento vuota ora, lo rivoglio, il cielo me l'ha dato e io l'ho buttato, ne avrò altri ma lui no, non saprò mai che faccia avrebbe avuto, quanto mi somigliasse fisicamente o nei modi, la voce, mi mancano già i compleanni non festeggiati. Sto male. Per cosa si vive alla fine poi? Per se stessi? Io ho vissuto per gli altri invece, sempre! Ed ora i miei demoni interiori si materializzano ovunque, non mi lasciano in pace, anzi, quando la ritroverò la mia PACE? Sempre loro, gli uomini o troppo giovani, o troppo sposati, o troppo stronzi, ed io troppo. Lasciatemi in pace ora, voglio cambiare, ho voglia di concentrarmi sulla mia vita, sul tempo che non mi sono dedicata, un tempo oramai perso ma che posso recuperare, come? Alzandomi presto la mattina e inseguendo quella fioca luce interiore che mi porta come oggi qui? Penso sia solo un palliativo questo, il motivo vero è che ho bisogno di un aiuto, un aiuto reale, non effimero o anestetico dei sentimenti. Non voglio essere solo un aggettivo sessuale.

Oggi prenderò il primo treno e dove mi porti non lo so, spero solo in un altro mondo, voglio tornare a sorridere con quel sorriso che mi ha solleticato l’anima quando ero bambina. Quando tutto era così semplice, così facile!


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SYT


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