La vita torna normale
Da Storiealcubo.
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Quelli che aspettano Lazzaro, quelli che si attende al varco, quelli che il malato non cammina, si muovono ansimando e strisciando come vermi tra i corridoi del supermarket alla ricerca del sottaceto migliore.
I carrelli sono stracolmi di cartoni da imballaggio con vasetti di carciofatti drogati allo speck. I brik di latta contengono solo derivati della soia, i chicchi di liso ripieni di buonumore romano. Scaldatelli frangipani dalla buccia dura con semi di girasole. Buste di argilla modellate al momento a forma di salvadanaio dove inserire i piccioli.
Alla cassa il pastore consegna latte appena munto non pastorizzato in latte dorate. Fuori dalla sala il corridoio porta al cancello, la guardia è ferma lì da dieci anni. 1978. Il direttore è passato pocanzi, mi ha portato il giornale, Topolino, mi piacciono i racconti, li leggo con le figure, nella mia di testa, astratta, tutto è Topolinia.
Il mio amico direttore ha detto che presto uscirò per andare a fare il magazziniere, so tenere ordine tra il reparto dei sott’oli e i rotoloni di plastica a due veli. Costano di meno e sono più resistenti.
Il mio amico direttore mi vuole bene, la domenica mi porta sempre due caramelle, una al limone ed una all’arancia. Sono davvero buone. Con le carte ci suono la mia musica, la suono da sempre mentre guardo la finestra: il cielo tutto blu e le nuvole che passeggiano avanti e indietro, cambiano forma e colore, ora bianche, ora rosa, ora turchesi.
Proprio bravo il mio direttore, gioca anche con noi e manda sempre via i cattivoni, mi fanno tante domande, tante e vogliono sempre risposte che non so. Come mi chiamo, quanti anni ho, quante dita ho, domande troppo difficili ma poi arriva il mio amico direttore e li manda via.
Bravo lui, davvero bravo. Voglio bene al mio amico direttore, quando uscirò spero di andare a casa sua. Mi racconta sempre tante storie. Mi fa ridere tanto.
Mi vuole bene il mio amico direttore. Ora sta arrivando, cosa mi farà fare oggi? Ha detto che presto uscirò, andrò a casa, ma non ho casa, vivo qua nel supermarket, vicino il mio amico salumiere e l’amico fornaio, che però ancora non sa impastare, compra il pane e lo rivende. Che buffo, mi fa tanto ridere.
Il mio amico direttore è il mio migliore amico, si incurva per aiutarci ad alzarci dalle sedie, e chi non si alza resta a guardare la finestra. Marianna guarda sempre il muro, allora il mio amico direttore ha fatto disegnare sul muro a tutti noi il cielo con le nuvole. Io ho disegnato pure dei gabbiani, è l’unica cosa che mi ricordo, i gabbiani bianchi.
Il mio amico direttore per me è il mio amico, per gli altri è solo Franco Basaglia.
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--SYT 22:46, 10 feb 2010 TUNISI
