Le mani
Da Storiealcubo.
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Ci sono periodi in cui si è stanchi di parlare e si diventa osservatori... periodi magari brevi ma molto intensi. Osservatori di esseri umani, di situazioni, di comportamenti o di cose, oggetti o parti del corpo. In questo periodo osservo le mani. Rimango impressionata da quanto le mani sappiano raccontare della personalità della gente. Ho visto mani forti, curate ma forti, di donne madri lavoratrici, mani autorevoli, mani che raccontano di tutta una vita spesa per i figli, mani in grado di proteggerli, mani in grado di afferrarli se cadono, e di consolarli con quella comprensione e quell’amore che solo una madre una madre sa trasmettere al proprio figlio.
Ho visto mani diafane, mani di voci sibilanti, mani di porcellana che non hanno mai lavorato, che non hanno mai pulito. Mani impalpabili, levigate e fredde, come quelle dei morti, mani che mi fanno impressione, con unghie ben arrotondate, lucide, terribilmente demodè, e che odorano d’antico come la persona a cui appartengono. Mani senza muscoli, senza sudore, mani impersonali.
Ho visto mani sofferenti, di padroni nervosi e ticchettomani, mani che gestualizzano di continuo, che manifestano un disagio, mani che non stanno mai ferme, mani lacerate dalla bocca, ferite dai denti, con unghie inesistenti e con la pelle consumata... mani nude.
Ho visto le mani di mio figlio, mani di luce che profumano di cannella, mani cicciottelle e morbide come seta, protese per abbracciarmi, per chiamarmi, per nutrirlo. Ho visto le mani tue, mani su cui non ho un’opinione precisa, mani che mi sfiorano con delicatezza, che si intrecciano con le mie, che mi trasmettono calore e che mi asciugano dalle lacrime ingorde. Mani forti e tenaci, mani che sanno prenderti quando cadi, come un padre con suo figlio, mani a cui non rinuncerei mai.
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--Ariel 21:41, 24 ago 2010 (UTC)

