ME SANTO SUBITO IN RIVA AL FIUME
Da Storiealcubo.
| Clicca per mostrare racconti collegati | ||
| ME SANTO SUBITO IN RIVA AL FIUME | -> | Ulivi pugliesi |
Seduto in riva al fiume sfoglio la mia anima.
Sfoglio tra le dita i petali delle mie vesti, sono fatte di un cotone leggero con una larga trama, ci passa in mezzo il vento, un vento caldo che mi accarezza le braccia. Sono stanche ora, ne risentono di tutte le fatiche affrontate, delle vicende trascorse e vissute sulla loro pelle. Ogni ruga è un ricordo, un giorno trascorso, una linea recisa con le unghie, sono il carceriere di me stesso e questa scorza di peli il muro di una cella senza finestre.
Questi segni li ho addosso, li ho scalfiti sin sotto il tessuto cutaneo radicati sino all'osso, inerme e freddo senza sentimenti. Le ossa sono inutili, il muscolo le guida, il cervello le comanda, servono solo a reggere il peso, questo un peso nudo, un peso enorme per me e forse per tutti. La stanchezza di ora mi orienta all'oblio, al dolce far nulla, allo stare seduto quì in riva a questo fiume anche se melmoso e puzzolente, mi da tranquillità, mi permette di oziare sino a quando mi stancherò di oziare. Ma ciò comporterebbe lo stesso un pensare che ora non mi permetto. Mi isolo con le mie braccia, mi sazio di queste parole, del verbo di questo momento, aureo lo definirei non formulabile con alcun paradigma, neanche Godel ci riuscirebbe perché Io sono il dio che tutto decide, che tutto sorveglia e trama. Decido di fermarmi quì, di restare isolato, di guardare lo scorrere del fango, delle impurie di questa vita.
Arriverà il momento che mi sentirò così leggero, senza pensieri, che mi vedrò andar via, sollevato da terra e volare come disco volante sulle teste di tutti i padron biechi di questo mondo infame, terreno. Quello extra-terreno è del non palpabile neanche col gusto.
Il reale stato di leggerezza. Il reale stato di illuminazione. Il reale stato di conservazione. Ora mi porterei a sorvolare gli ulivi pugliesi, così forti e ancorati al suolo ma con un’energia che rende oro il proprio nettare. Voglio sedermi e riposare accanto ad uno di loro, con l’ombra che mi abbraccia al calare del sole, con il vicino Gargano, arcaica roccia bianca, che fa da guardiano. Voglio restare quì, non voglio andare oltre voglio solo il mio ulivo e il mare che mi bagna i piedi e l’anima.
Firma
SYT

