MI CHIAMO AMORE
Da Storiealcubo.
Non avevo mai visto quella ragazza, ma quella notte tutto diventò chiaro.
Era il buio ad amarla e con la solita circospezione si cercava di distinguere con i pochi bagliori di luce provenienti dalla luna le sue curve longilinee. Era bello accarezzarle la schiena e salire sino alla nuca, perfetta, sinuosamente dolce. Si sarebbe potuto succhiare la linfa vitale per carpirne i segreti di così tanta perfezione. Ma lei era lì immobile, quasi in attesa dell’attimo finale per scappare, per correre a ricoprire quel marciapiede tante volte calpestato.
Ne ero rapito, una calamita mentale, o forse un appiglio. Ma era tutto per me. Ero irrequieto nell’attesa dell’incontro. Non conoscevo neanche il suo nome, sapevo soltanto che si chiamava amore. Un amore disperato, un amore soggiogato dal destino. Saliva in macchina e come sempre mi infilavo nel viottolo proprio dove la strada curva a sinistra. Lì eravamo soli, uno complice dell’altra. Tutto era nascosto dal profilo della collina, ma allo stesso tempo tutto ci apparteneva, la notte, le stelle, i nostri sogni. I sogni di una vita difficile, dalla quale impossibile scappare, voltare le spalle e dire basta.
Una sera però qualcosa cambiò, all’improvviso si rivestì e scappò via portandosi con sé anche il mio cuore.
Non la ritrovai più, al suo posto un esile filo d’erba aveva dato alla luce un fiorellino giallo.
Dopo anni ancora ci ripenso, porto le mani al petto e stringo il mio cuore, quasi a fermarne i battiti, a voler rallentare il tempo, per non dimenticare.
Un antico poeta raccontava l’amore per la sua donna, io ne dedico i versi a quella fanciulla chiamata amore:
Pelle calda
implume e bianca,
tepori assopiti
lenzuola stanche.
Candide voglie.
Muovono lente
labirintiche membra,
sinuose angosce
di tremori inconsci.
Dischiudono i petali.
Addormentarsi sì,
vicini,
stesso odore
stessa aulenza.
Unica indole.
Firma
--SYT 23:57 7 mag 2010 MASSACIUCCEZZ

