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Mi alzo barcollando con i capelli arruffati

Da Storiealcubo.


Che bello! E chi se lo aspettava? Ieri, alla sessione di esami di Giugno sono riuscito a spuntarla addirittura in 3 materie! Analisi Matematica, Fisica II e, ciliegina sulla torta, pure Informatica! Che culo nell’ultima materia, ma che importa? Dopo queste 3 materie posso permettermi 3 mesi di vacanza estiva, qui, nel mio paese, lontano da tutto ciò che odio, dalla città, dall’università, dalla competizione del cazzo, tra amici, bevute, viaggi (purchè piccoli), dormire di giorno, stare fuori tutta la notte, anche a non fare niente….

A pensarci bene, 3 mesi di questa vita potrebbero alla lunga risultare un po’ stressanti, forse è meglio un periodo di ‘preparazione’ restando a casa a poltrire guardando film e a mangiando schifezze…

Ma chi se ne frega pure di questo! Ho tutto il tempo che voglio, magari ci penso quando mi alzo, per adesso voglio soltanto dormire… dormire…. voglio sentire il dolore alle gambe, quello che ti avverte che la soglia delle 12 ore di sonno è, ormai, ampiamente superata…

Questi i miei pensieri, mentre me ne stavo immerso nei miei sogni, rinchiuso in una sudicia costosissima striminzita stanza della periferia di Roma a 60 km dal posto di lavoro, inconsapevole che, nell’arco dei prossimi 10 min, l’implacabile squillo della sveglia mi avrebbe annunciato l’inizio di un’altra fantozziana giornata da giovane lavoratore emigrato a Roma.

Il momento arrivò, la sveglia, come ogni mattina inconsapevole del rischio che correva, squillò.

Il mio cervello, questa volta, non la prende per niente bene; ecco, infatti, quello che pensai:

Cazzo, la sveglia, come ho fatto a dimenticarmene? Adesso devo interrompere la mia prima dormita da guinness dei primati dell’estate, che palle!! Ma dov’è? Non era qui vicino sul comodino? Non la trovo! No, ad accendere la luce non ci penso nemmeno, magari tra un po’ smette….

Purtroppo Si trattava dell’ultimo modello di sveglia svizzero-finlandese, categoria Dream-Devastator, discendente da una famosa serie di sveglie in dotazione alle squadre speciali di assalto del Terzo Reich…puntuale anche dentro una nebbia nucleare…

Dopo una mezzoretta di sofferta resistenza, Mi alzo barcollando con i capelli arruffati, alla ricerca della teutonica sveglia. Ma ecco che un altro problema insormontabile inizia a prendersi gioco di un povero cervello che, trovatosi ad un tratto libero dalle ossessioni capitalistiche di una società decadente, non solo vagava nell’inerzia di idee brillanti ed entusiasmati ma inoltre, come spesso accade, snobbava i concetti più semplici e banali, inclusa la concezione spazio-temporale del presente, la realtà insomma, con tutti i suoi annessi e connessi. Ragion per cui la mia prima domanda fu:

Ma l’interruttore della luce, non era proprio qui sulla parete, sopra il comodino? Ma ora dov’è?

Questo problema esistenziale cominciò a suggerire alla mia mente il sospetto che qualcosa non andasse per il verso giusto. Per un attimo mi divertii a fantasticare su realtà parallele, sogni dentro i sogni, scambi di corpi e teletrasporti istantanei, e su ogni possibile causa che la peggiore fantascienza contemporanea potrebbe suggerire in una situazione simile. Poi però il freddo della stanza mi consigliò di divagare un po’ meno.

Dove mi trovavo? Il fittissimo buio mi consigliò di iniziare a tastare gli oggetti intorno a me, alla ricerca di un indizio, un ricordo, qualcosa che mi potesse suggerire una soluzione sul tremendo problema di capire dove mi trovavo. E cominciavo ad innervosirmi, c’era freddo e non sapevo più come tornare a letto. Forse stavo ancora sognando? Sogno o non sogno dovevo fare qualcosa, magari tra poco la classica sensazione di caduta mi avrebbe risvegliato sul mio comodo letto a due piazze della immensa stanza di casa mia, in Sicilia. Si, era sicuramente così, non c’era bisogno di farne una tragedia, magari non sono abituato agli incubi, visto che non ne faccio mai.

Erano passati solo pochi secondi, che a me parsero una eternità passata in un buio purgatorio di ombre ed indecisioni, quando, all’improvviso, le mie dita pigiarono per sbaglio un remoto interruttore di cui ignoravo l’esistenza.

Mi ritrovai circondato da quatto squallide mura in una stanza 2metriperquattro, un letto, una scrivania, una mini-tv. Mi trovavo testimone di un’altra tremenda ed inconfutabile prova di quanto la realtà invero superi sempre anche la più fervida immaginazione. Apro una piccola finestra che mi illustra il triste paesaggio acquitrinoso della campagna laziale alla periferia di Roma, tanto che ti domandi come è possibile che al centro di tutto questo ci possano stare le svariate milionate di cittadini della città eterna.

Dico, ma i Romani ci passavano di qua, ogni tanto? Che so, magari per costruirci qualche strada, anche una piccola merda di strada. Ma che facevano, a forza di costruire tutto il giorno strade e acquedotti in Francia , Germania, Asia, Africa, la sera, tornati a casa, erano troppo stressati per montarsi una cazzo di palafitta di IKEA nel giardino di casa? Ma noi in Sicilia le strade ce le abbiamo di tre strati anche sulle punte delle montagne, una fenicia, una greca, una romana. Ci inciampi per caso! Qua al massimo ci sono enormi zanzare tigri che fanno sesso sicuro con la zanzariera!! Perché sono costretto a stare qua? Cosa ho fatto di male?

Le avete presenti le galline? Quelle chiuse in minuscole gabbie nelle aziende agricole che si vedono in televisione? Ecco che cosa siamo qui in città, rinchiusi dentro le nostre piccole gabbie di immancabili monotoni impegni quotidiani, le stesse file, gli stessi semafori, lo stesso gas di scarico, la stessa cazzo di competizione da sottoumani nelle file davanti alla cassa del panettiere con la vecchia pensionata di turno. E poi la fila alla banca aspettando quello che pensa di poter giocare in borsa on-line tramite i servizi internazionali del menù del bancomat, l’indecisione se cambiare fila o restare lì, l’occhio sull’orologio, la lite con gli automobilisti se ti fai contagiare dal cancro della fretta in macchina…. Aspettare l’autobus che non arriva, prendersi almeno mezza settimana di ferie perché quella cosa la puoi fare solo alla posta , le strade bloccate a Roma se a qualcuno viene in mente di protestare, restare rinchiuso tra 2 camion fumanti con la macchina a luglio in una galleria sotterranea. Per tutto questo non vale la pena di vivere….. Sono tutte cose concepite non per gli esseri umani, ma per degli incalliti fascisti masochisti cervelli robot. E, se ti guardi intorno, vedi che nessuno se ne accorge, tutto è accettato, normale. E’ così che deve essere!! Perché chi è nato e vissuto qui non lo sa che significa vivere una vita tranquilla, quindi come cazzo fa a fare il paragone? E figuriamoci come sarà Milano!!!

Mentre penso questo sento che il mio collega vicino di casa, quello che fa il leccaculo con tutti i capi, sta appena uscendo di casa. Adesso? Ma che ora E’? Sono le sette meno un quarto!! Lo stronzo vuole fare l’ennesima bella figura con i capi facendo vedere che arriva sempre il primo di tutti. Me lo immagino a fare il modesto davanti i capi per poi vantarsene stupidamente con tutti quegli arrivisti degli amici suoi!! No, questa volta non vincerà!!

Mi vesto in 4 min, non mi lavo neanche, devo riuscire a prendere l’autobus insieme a lui per poi bruciarlo sulla metro e per amministrare il distacco nella tratta finale a piedi. Mentre corro per le scale un pensiero attraversa per un attimo la mia mente:

Ma cos’è che avevo sognato stanotte?


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--gecchi 16:39, 23 mar 2011 (UTC)


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