Mike Zizzi
Da Storiealcubo.
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La fine è vicina. Mi porti un vinello subito... ah le dico anche grazie! Mike Zizzi suona il piano e Mike Zizzi a volte è strano. Si riversa per le strade cantando a squarciagola e correndo contromano con una busta di plastica. Cosa contenga tutt’oggi è un incognita e tale resterà perchè il segreto se l’è portato con sè nella tomba, posta a fronte mare di ponente con le vele dei surfisti che sfrecciano sulle onde quando il tempo e il vento lo permette. Quale miglior posto per riposare in santa pace.
E lui questo desiderava, tranquillità, pura tranquillità, dopo tutto il casino che ha combinato in vita. Sognava di fare il creativo, anzi il creatore delle cose strane, ma per il suo occhio tutto aveva un senso, era un lineare vedere l’orizzonte storto, dove le barche navigavano non verso la bastia ma andavano verso l’ignoto alla scoperta di nuovi lidi, della sommersa Atlantide e delle sue colonne affondate dove tartarughe giganti hanno disegnato affreschi millenari ancora da ammirare. Voleva un mondo colorato, a base di vino e carta velina trasperente, i muri pittati ad acqua dove i pesci potessero nuotare per ripassare la vernice atossica nel caso in cui scolorisse. Le piazze piene di gradoni dove potersi sedere o alloggiare i propri arti stanchi nei momenti di maggiore relax, dopo aver superato un esame universitario o semplicemente l’esame di una vita che troppo spesso pretende un plus che non arriva mai per pigrizia o incoerenza d’essere.
Mike era buono con tutti anche con i nemici, li rincorreva col retino per prenderli in castagna e scambiare con loro un sorriso puerile fragile e sicuro allo stesso tempo. Era sempre così. Gli capitava spesso di andare con tutti per la compagnia che riusciva a regalare, era il bello d’animo, il buono nei pensieri a volte talmente semplici da essere soporiferi. Ti addormentavi bene su un cuscino di inebriante piacere, mentre rifucinavi nella testa le sue frasi d’oltralpe: “Meine innere Auge ist zu schlossen”.
Era davvero geniale, ne ho avuti pochi di amici così, Cè, Serjio, Giuggi, Roger, Ignis, Masma, Mazzock. Ognuno che regala qualcosa, ognuno che completa l’altro. Di solito ci si porta dietro la cassetta dei medicinali, io mi porto dietro la rubrica con i loro numeri, ma ho depennato quello di Mike. Ora non c’è più, è a correre sulle vette dei monti ricoperte di lenzuola bianche ed ovatta profumata al bergamotto. Sempre con il retino in una mano e nell’altra una busta di plastica sicuramente piena di idee e proposizioni di senso compiuto, oltre la sua coperta di Linus.
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--SYT 13:20, 9 feb 2010 MOSCOW

