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Nella mia testa

Da Storiealcubo.


A.A.A. Cercasi anima ben disposta ad abitare corpo deforme. No perditempo.

Mi chiamo Attilio Trepuzzi, ed insegno lettere presso il liceo classico A. Mariotti da quasi dieci anni. Diciamo che ci vivo da sempre in questo liceo, è la mia seconda casa. L'ingresso della scuola é presidiato da tre grossi gradoni laterali, sormontati da due enormi colonne in perfetto stile mussoliniano. Sullo spiazzale antistante l’ingresso i miei allievi si ritrovano fuori dagli orari scolastici per fare comitiva. Ogni volta che ci passo davanti a malapena qualcuno mi saluta, con un accenno del capo, alcuni si defilano dietro le siepi che danno in direzione della farmacia, in Vicoletto Santa Lucia, altri sussurrano all’orecchio dell’amico ridendo sicuramente del sottoscritto. Mi dicevo sempre domani, domani voglio... vorrei... un'alba rossa coi venti che soffiano da levante scagliando i ricordi contro le pietre bianche del porticciolo. Una barca con un vecchio marinaio rientra a vele basse portando con se la paura di aprire la porta di casa, ma spera di ritornare quanto prima in mare per spingersi oltre le onde, oltre i pensieri.

Le uniche amiche sono le mie sigarette contraffatte. Ripongo il mio fumo sul comodino, sono troppo stanco e assetato. Il sonno bussa ai miei polmoni, mentre il lento movimento del pendolo mi ricorda che anche quella notte, al di là della dilatazione termica, il tempo passerà inesorabile, e come tutte le notti a venire dormirò protetto dal suo rassicurante rintocco. Questa è la mia unica certezza. Ho paura del buio, dei pipistrelli senili che dimorano in questo castello. La notte corre sui muri, sfila sui tetti e ormeggia tra le nuvole. Gli occhi la vogliono inseguire, ma fugaci... le palpebre si abbassano come fossero di piombo, e i disegni immaginari della notte scappano via invisibili rifugiandosi nel sogno. Dannate streghe sulle loro scope d'argento. Ah che tenebrosa meraviglia.

Non ce la faccio più a nascondere la faccia, se il muro si ritira oltre la cancellata non è colpa di nessuno, si deve solo camminare su orme calpestate da chi ci ha preceduto, da chi ha goduto sino in fondo per primo della verità dietro l'angolo. Ho seguito sempre i miei ispiratori ermetici, i miei autori preferiti, Ungaretti e Montale, li ho usati e strausati per aprire la mente. Poi ho scoperto Facebook, altra mania cronica, cercavo una compagna o una semplice avventura virtuale. Ma ne sono stato catturato come da un aspirapolvere. Diventa fan, aggiungi la tua personalità, diventa lo sborone del tuo self-control, anzi il consiglio migliore? sopprimi il tuo ego con in mano un phon e con l'altra un paio di forbici per i peli del naso. Ho chiuso gli occhi ed inventato un nuovo amico ma questa volta laico, con la mania di collezionare crocifissi. Ma ho bisogno di un abbraccio concreto ora.

Non tutti sanno che un abbraccio creò il mondo, il calore di un solo abbraccio. Dà tutto quello che basta per avere un attimo di rinascita. Abbracciatevi di più. Sentitevi leggeri e uniti in quattro braccia.

Stanotte voglio perdermi in qualcosa di incerto, l'orario secondo anno domini o il sorgere della luna secondo gli antichi baccanali? farò testa o cuore per non soffrire...

Voglio un cielo carico di idee, di luci che mi facciano diventare unico. Voglio brillare come una supernova e morire all'istante lasciando le mie memorie al commercialista.

Supponiamo che tutto funzioni.. dove la metti al percentuale di fallimento? La specifichi nel tuo mal di schiena o la posteriorizzi ad virtutem? La posteriorizzo, la posteriorizzo.


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--SYT 13:45, 14 feb 2010 BARLETTA


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