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PJ e la dendrofilia

Da Storiealcubo.

Attenzione: Racconto collegato al racconto principale PJ e le parafilie



PJ si decise ad affrontare un nuovo capitolo del film.

Prese la lista , aveva cancellato con un pennarello rosso i capitoli già fatti, aveva marcato a fondo con la punta, in modo che non fosse più leggibile il testo.

Voleva dimenticare, cancellare ogni cosa dalla memoria.

Sulla carta era facile, ma la notte, quando chiudeva gli occhi, era ben diverso.

Un turbine di immagini agghiaccianti lo investiva, come nei peggiori trip di acido che aveva fatto da ragazzo, solo che in questo caso bastava aprire gli occhi per riprendere il corso delle cose razionalmente.

Guardò la lista, dopo le strisce rosse la voce ancora da segnare indicava:

Dendrofilia.

"E che cazzo è??", si chiese con sincera curiosità.

Apri il laptop e digitò la parola, l'enciclopedia online recitava: "La dendrofilia consiste nell'attrazione sessuale per gli alberi ed il mondo vegetale".

"Ah, capito, mi devo scopare una pianta, sembra facile". Pensò.

Si guardò intorno cercando nella stanza qualcosa, come, un vaso da stuprare!

Aveva solo una micro pianta, di quelle grasse e piene di spine.

Si ricordò che il capitolo del film doveva essere eccitante ed uno che si scopa un vasetto nella propria stanza non lo è di certo, con o senza spine.

Decise, una volta tanto, di fare le cose per bene, di informarsi.

Grazie al cielo c'è internet, un posto dove qualsiasi perversione e qualsiasi variante ha una folta schiera di adepti che grazie all'anonimato offerto dal computer possono incontrarsi e vantarsi delle proprie performance.

Fu facile trovare il forum adatto.

Il titolo era inequivocabile: "Sesso & Clorofilla".

Dopo un pomeriggio passato a scorrere i racconti della community era diventato un esperto.

Intanto aveva scoperto che la dendrofilia non è reato in nessun paese del mondo, che non è una perversione per soli uomini e che erano tante le accortezze da usare per non farsi male.

Lesse di quella donna che con piglio da scultrice modellava i rami degli alberi per soddisfare le sue fantasie, aveva una vera passione per gli ulivi, unici nella loro lussuriosa nodosità.

Un giovane dendrofilo, decisamente accurato, aveva sposato la passione per le piante con quella per le immersioni subacquee: si scopava un'infinità di cespugli di alghe!

Dava degli ottimi consigli su come riconoscere quelle urticanti e quanto utilizzare le bombole visto che ansimando e godendo il consumo di ossigeno è molto sopra la media.

Di consigli importanti ne trovò anche nella lettera di quel signore che trovatosi di fronte ad un vecchio albero di acacia e preso dalla passione lo penetrò senza troppa cura.

Il poveretto sfondò con il pene un favo di api, per un breve attimo il miele sul sesso gli regalò la gioia e l'estasi paradisiaca, ma subito dopo un rumore assordante e le prime punture di insetto lo portarono alla dura realtà.

Qualche ora dopo era nella sala rianimazione di un ospedale, in bilico tra la vita e la morte.

Il racconto era commovente, aveva imparato una lezione importante ed aveva anche vissuto l'ebrezza del proibito: sfondare, distruggere e godere dentro un condominio di insetti pericolosi.

Per chi se lo stesse chiedendo, si, provò successivamente a scoparsi vasetti di miele, ma è più una delusione che un piacevole surrogato. Almeno così scrive.

Oltre ai consigli su come ispezionare i buchi, PJ imparò che bisogna stare molto attenti alle bacche velenose ed urticanti, ai pregi del muschio morbido e avvolgente e quali sono i migliori tipi di lubrificante in commercio, anche se i puristi aborrivano i prodotti da banco e usavano solo - manco a dirlo - prodotti vegetali.

Verso sera adocchiò un dendrofilo che gli sembrò quasi normale, aveva per fidanzata un albero che la furia del vento aveva fatto crescere quasi orizzontale e che poi, grazie ad un fabbricato costruito per caso lì vicino, gli aveva offerto la necessaria protezione dal vento per continuare la normale crescita verticale.

Pj si fece invitare a casa dal signor Osvaldo Kartakis spacciandosi per un giornalista che voleva difendere i diritti dei dendrofili e combattere contro la loro ingiusta ghettizzazione.

Osvaldo, complice una bottiglia di Ouzo comprata per l'occasione, parlò per moltissime ore delle disavventure capitate a lui e ad i suoi amici, di come veniva preso in giro da ragazzino, di quando venne licenziato dal lavoro solo perchè rubava le foglie della pianta tropicale dall'ufficio del direttore per masturbarsi.

"Ti rendi conto ?" - diceva - "se ti porti un giornale porno sei normale, se ti porti una foglia ti licenziano perchè sei un pervertito! Non è giusto!". Beh, in fondo non aveva tutti i torti.

A PJ cominciava a star simpatico quell'ometto tarchiato e baffuto.

Aveva anche una morale, diceva che lui non voleva avere niente a che fare con quei pervertiti - li chiamò proprio così - che rischiavano la vita scopandosi le piante grasse velenose.

"Sono pazzi" - diceva -"pazzi, sadici e pervertiti.".

Poi la sbornia da Ouzo virò sul sentimentale, cominciò a parlargli della fidanzata gli mostrò anche una foto, ma si guardò bene dal dare riferimenti su dove si trovasse la pianta.

PJ, spacciatore di lungo corso, nella sua vita aveva avuto a che fare con tossici di tutte le specie, manager cocainomani, operai della FIAT, maestri di scuola e politici rampanti.

Conosceva bene i percorsi del desiderio, sapeva come stimolarli fino a farli culminare in una voglia struggente ed incontrollabile.

Questa volta si trattava di sesso invece che droga, stimoli diversi ma identico percorso.

Con una serie di domande e battute ammiccanti portò il povero Osvaldo ad un livello di eccitazione quasi preoccupante, poi con la scusa di essere troppo sbronzo per guidare chiese al gentile ometto se avesse potuto distendersi qualche ora sul divano.

Osvaldo accettò. PJ finse di addormentarsi.

Dopo un paio di minuti un Osvaldo sudato e con una dolorosa erezione corse fuori per raggiungere la sua amata.

PJ lo seguì, con la videocamera.

Le prime luci dell'alba permisero a PJ di seguirlo a distanza e Osvaldo sbronzo ed eccitato tralasciò le regole minime di sicurezza.

Corse di filato dalla sua amata.

Pj si nascose, vide Osvaldo carezzare le curve di quell'albero che effettivamente, di profilo, sembrava proprio una donna vogliosa, con tanto di culo a ponte e schiena inarcata, alcune nodosità erano proprio li dove avrebbero dovuto starci le tette, sembrava quasi una scultura, ma al tempo stesso era indiscutibilmente una pianta.

Osvaldo la carezzò li dove avrebbero dovuto stare i glutei, poi si sbottonò e la penetrò.

Evidentemente Osvaldo doveva aver fatto un buco nel punto giusto.

Guardò l'ometto sbavare ed ansimare sulla pianta, quindi accasciarsi soddisfatto e malinconico. Infine, la baciò lì dove avrebbe dovuto esserci la nuca, e torno a casa barcollando.

PJ prese il treppiedi, sistemò la videocamera, le luci dell'alba erano perfette per le riprese.

Si avvicinò alla pianta.

Fece come Osvaldo, le carezzò i glutei e vide che il buco al centro era naturale, una fessura nel legno con tanto di muschio all'interno, un vero prodigio della natura.

Prese il profilattico e lo indossò.

Chiedendo scusa ai dendrofili puristi spalmò il lubrificante da banco sulla fessura muschiata, e fece quel che andava fatto.

Durante l'atto ebbe un vero e sincero fremito di piacere, diede anche un paio di sculacciate su quei glutei decisamente troppo sodi.

Dopo un paio di minuti era accasciato sulla schiena di lei e le carezzava i seni, che incredibilmente avevano anche i capezzoli, sembrava proprio una donna, una bella donna albero.

La carezzò, ma poi gli venne in mente Osvaldo, nella stessa posizione, ebbe un brivido.

Lui non era un dendrofilo, aveva tutte le rotelle a posto lo stava facendo per saldare un debito e salvarsi la pelle.

Si staccò dalla pianta, gettò il profilattico ai piedi della donna-albero, prese la videocamera e andò via.

Un paio di settimane dopo ricevette la mail dove veniva espulso dal forum con sdegno per condotta immorale e per l'inaccettabile gesto di aver "stuprato" l'amore di un benemerito socio del forum.

L'intera comunità era infuriata con PJ che, saggiamente, aveva usato lo pseudonimo Fernando Veltri, giornalista italiano.

Dimenticò presto quella comunità di pazzi, ogni tanto nel sonno però sognava ancora di sculacciare quei glutei legnosi.

Ed era un bel sognare.


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--Pigi 13:01, 4 ago 2011 (UTC)


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