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Pensieri così come generati

Da Storiealcubo.


Un giorno, seduto in riva al mare, nell’attesa che l’acqua mi bagnasse le caviglie, scrissi una lettera non curante della punteggiatura. I pensieri volavano tra le nuvole basse, quelle che davano il color perlato alla distesa marina, ed ogni tanto si fermavano ad abbeverarsi ai rivoli del cuore. Questa lettera non è mai stata spedita, è rimasta in calce su un foglio piegato e conservato nel cappotto di astrakan da ormai troppi inverni.

Quel foglio ingiallito ha rivisto la luce solo ora. Quei pensieri sono nuovamente volati, e mai più tornati indietro.


“Sei la mia cura, sei un amore senza misura, sei una felice sensazione al mattino, sei in ogni istante, sei la mia insonnia migliore. Se questo desiderarti fosse la cura delle stelle, delle tettoie celate, delle balconate stanche di vecchi innamorati, tutto sarebbe semplicemente meraviglioso.

Te lo racconto con la nostalgia di un futuro nostro, di un passato mancato e di un presente, il mio, che è dettato dalle canzoni di Dalla, di un amore spregiudicato, senza risonanze, senza effetti doppler di stelle in collasso sulle proprie traiettorie.

L’amore è il più smielato delle arti pure, è la cocaina dell’anima. E’ un tassello di creta nel tuo cuore di cera. Vicino al sole si scioglierebbe, portato da Dedalo, ma cadrebbe tra le mie braccia, nel mio letto, sul cuscino dell’Eden.

Chissà domani.

L’amore non ha lussi, assorbe dalle labbra tutta la forza di un bacio.

Non necessita di fraintendimenti o nascondigli, è un soffio che si vocifera, una lettera aperta, un bisbiglio tra le tue risa.

L’amore è anche un gioco: una partita persa, una stretta lancinante al cuore, un buco nell’anima.

Ma in ogni caso ne vale la pena, l’amore è l’amore.

Quindi, ti prego inchiostro, sublima questo foglio spoglio; mano, incurva il movimento nell’incidere queste parole e tratti.

Nella salamoia delle abitudini resterà il senso scandito a spazi vuoti e punteggiatura schietta.

Laddove la mano non arrivi venga posato il foglio sporco. Le lacrime sono troppe per scendere, affogano le mie intenzioni di restare sobrio, ma il sol pensiero della tua voce è troppo per me, mi tira il cervello in istanti da vivere, di porgerti le mie parole è poca cosa dinanzi la tua voce.

Non siamo eterni, ma ti resterà quello che sono, che cerca di trasmetterti tutta la forza del suo amore.

Chi parla d'amore è un umile poeta, malato di parole.”


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--Syt 01:42, 21 feb 2011 (UTC)


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