Questo avresti dovuto leggerlo alla fine
Da Storiealcubo.
E' inquietante come le immagini dei racconti che poi scriverò mi si presentino spesso sotto la doccia, che come posto è inquietante già di per se.
Vai a quando apro il rubinetto e l'acqua comincia a venire giù ancora fredda. Lei prende a scaldare e nel frattempo mi si parano davanti il corpo di Gianna e quello di Linda, entrambe stese per terra in una posizione che dire contorta è fare un complimento.
Non stanno sanguinando. Di più.
Gianna ha un coltello ficcato nell'orecchio. Ne vedo solo l'impugnatura, il resto starà dividendo il suo cervello in altre due parti. La stanza è buia, odora di figa, di dildo e di olio lubrificante. Linda è un pò più in la. Con quattro ferite al torace.
Vai a quando sporgo l'alluce dal piede per accertarmi che l'acqua sia calda a sufficienza e a quando vedo l'assassino che di spalle oltrepassa la porta. Vai a quando intuisco che è vestito di rosso e che porta gli scarponi.
Cazzo, l'acqua non si è scaldata. Di più.
Vai a capire se Babbo Natale esiste davvero e poi dimmi se è in grado di resuscitare. E di uccidere. Vai a quando mi insapono la testa. Gli occhi chiusi. I polpastrelli sulla cute. Mi viene il dubbio che c'entri qualcosa quel bellimbusto di Don Vito. Sai potrebbe avercela su con Gianna e Linda per quella storia del figlio, dello sperma in prestito. Vai a Silvia, trovata morta pure lei. Silvia, la sposa di Vito. Certo il dubbio ti viene. Già che ci sei vai per un momento a Bianca. Quella, con lame, ferite e sangue ci aveva dato un taglio dopo l'incontro col dottor Pong, ma non si sa mai. Vai a me. Vai solo per un attimo al fatto che sono uno scrittore. Vai a tutti gli altri scrittori di questo Crossbook. Vai ai loro personaggi. Cosa spinge i primi a creare i secondi e i secondi a fare quello che fanno. Torna a me. Come cazzo faccio a sapere chi ha ucciso chi e perchè.
Non è complicato. Di più.
Questo pezzo avresti dovuto leggerlo alla fine. Conoscere prima i personaggi. E magari hanno piazzato questo racconto tra le prime pagine. Magari sei stato tu ad aprire il libro in una pagina a caso e a cominciare proprio da qui. Non siete degli stronzi. Non me la prendo.
Seguimi un attimo...
Ora esco dalla doccia, prendo l'asciugamano, mi strofino schiena, collo, gambe e mi infilo un paio di mutande. Ti porto alla Taverna rossa. Ti porto in una taverna qualsiasi. Voglio dire, torniamo per un attimo alla realtà. Ti porto in una taverna qualsiasi che potrebbe però anche essere la Taverna Rossa. Ti presento degli amici. Della gente normale. Gente come te che potrebbe essere o no protagonista di una di queste storie.
Per strada guidi tu. E scegli dove fermarti. Te lo lascio fare perchè una volta lì sarò io a fare il resto. Sceglierò il contesto, le vicende, i personaggi e perchè continuerai a leggere, se lo farai, sarà solo un tuo problema. Io al momento ne ho già troppi da risolvere.
Ti sei fermato. Siamo dentro.
Vai sul soffitto. Fingi di essere Spiderman e restaci attaccato fino a quando te lo dico io. Quello che vedi da li è un gruppo di persone attorno ad un tavolo. Il tavolo è rettangolare. In giro è tutto impiastricciato di grasso, olio da cucina, birra, coca, vino, pomodori e cipolline. La luce è fioca. Diciamo che l'illuminazione ricorda molto quella di quattro candele infastidite da un soffio di vento.
Non c'è puzza. Di più.
Vieni giù dal soffitto ora. Guarda da vicino. Quello a capotavola è il proprietario di questo posto che, si, potrebbe essere lo Zio Carmelo. Alla sua destra c'è uno di quei personaggi capaci di addolcire l'animo di una donna col suo sguardo da cerbiatto indifeso. Un pianista. Un mezzo fallito che si finge un artista per impressionare le donne di passaggio. Uno che a guardarlo ti viene da pensare che potrebbe anche avere qualche rotella fuori posto. Una specie di Vito, insomma. E accanto a lui una donnina gracile, dalla carnagione chiara e con svariati segni sulle braccia. Una con un passato pieno di manie suicide. Una che potrebbe tranquillamente essere tua sorella per quanto ne sappiamo. Metti che potrebbe anche essere Bianca. Vai alla sinistra dello Zio Carmelo. Ci trovi un asiatico col dottorato in una scienza di cui non hai mai sentito parlare. Uno che dice di curare la gente premendone i bottoni emotivi, ripristinandone cosi l'armonia interiore. Me lo vedo sotto la doccia a premersi il suo bottone spirituale di centimetri dieci per ripristinare il suo equilibrio interiore dopo essere stato tutto il giorno in ospedale con Bianca. La cura di bianca. Scusa. Era una parentesi fuori luogo. E comunque, a quanto pare questo asiatico, che potrebbe essere un ciarlatano qualsiasi con uno studio nel centro della tua città, ha già risolto svariati casi. Non è stato fortunato. Di più.
Fuori fa freddo. Ieri ha nevicato.
Vai a vedere al fianco del dottor Pong. Ci trovi un tizio grasso e con la barba. Vestito di rosso. Ok, Ok. Avevo detto che saremmo tornati alla realtà. Non sono io a doverti convincere dell'esistenza di Babbo Natale, della Befana, di Dio o della Giunonica Gianna. Anche perchè da quello che sappiamo almeno lei è morta. E' solo un tizio grasso e con la barba. Vestito di rosso. Perchè certa gente si vesta da babbo Natale e se ne va in giro per la citta a fare il vocione grosso e perchè cert'altra crede nella sua esistenza non è complicato. Di più.
Vai al fatto che questa amichevole riunione sia stata indetta dallo Zio Carmelo con lo scopo di scoprire chi ha fatto fuori chi e perchè. Lo zio Carmelo è cosi. Non è solo un avido conoscitore dei cazzi altrui. Di più. Torna sul soffitto per un istante. Il tavolo è pieno di boccali di birra, di bottiglie di birra, di birra. Lo Zio Carmelo si tira su dalla sua sedia e con un colpo secco del braccio spazza tutto giù dal tavolo. Ci piazza in mezzo un'enorme candela dalla fiamma vivissima.
Bianca osserva per un attimo i cocci delle bottiglie sul pavimento. Ha la quolina in bocca. Ma lo Zio Carmelo richiama l'attenzione di tutti sbattendo i pugni sul tavolo. Invita tutti a prendersi le mani. A formare un cerchio. Vieni giù dal soffitto, per favore. Vai ad occupare l'unico posto libero a tavola. Prendi la mano destra di Bianca e la sinistra di Babbo Natale. Non sei inquietato. Di più.
E a proposito di robe inquietanti. Sono di nuovo sotto la doccia. Me ne sono andato mentre facevi l'imitazione di Spiderman. Ho preso la tua auto. E' solo un prestito, tranquillo. Non ci pensare nemmeno ad alzarti da quel tavolo. C'è Babbo Natale che ti stringe forte e Bianca che si lecca il polso della mano che le stai tenendo. Certo potrebbe sembrarti tutto poco reale. Dici che una cosa del genere non ti sarebbe mai capitata davvero. Che ho barato. Ma non è così. Queste situazioni capitano di continuo.
Lo Zio Carmelo vi fissa tutti dritto negli occhi. Dice, sapete tutti perchè siamo qui. Dice, adesso invocheremo lo spirito di Gianna per far luce su questa maledetta storia. Dice, Gianna, La giunonica Gianna, se hai qualcosa da dirci, per favore, fallo. Mostrati a noi.
E Gianna mi si mostra mentre sono al primo risciacquo.
Comincio a smerigliarmi il birillo.
Non sto aguzzando l'ingegno. Di più.
Vai alle facce di quelli al tuo tavolo. Compresa la tua. Temono tutte di essere scoperte o accusate ingiustamente. Poi chissà, uno spirito che parla dall'aldilà può sempre tirar fuori qualche fastidioso altarino che vi riguarda.
Per fortuna lo Zio Carmelo prende in mano la situazione. Dice, Gianna, chi ti ha ucciso. E perchè. Dicci.
Mi insapono ancora. Due doccie nel giro di due ore. Non brillo. Di più. Ma mi manca ancora un finale. Vedo Gianna in parecchi modi. E' una che ti ispira parecchie scene. Di vario genere.
E intanto qualcosa accade li da te. Uno spiraglio di vento prende a farsi forza. la strizza prende il sopravvento. Babbo Natale ti stritola la mano, Bianca prende a morderselo il polso. Lo zio Carmelo rimane zitto ma dritto come il manico della scopa nel ripostiglio. Vito si esibisce nella sua miglior imitazione di Bambi e il dottore asiatico, non lo so, ha le mani impegnate e non può premersi il cazzo di pulsante emotivo.
Vito si alza in piedi e dice, grida, Non sono stato io. Gianna diglielo anche tu, ti prego. Grida, Ti ho amato moltissimo. E Bianca con un filo di sangue tra i denti dice, Io non farei mai del male a nessuno. E' plausibile. Babbo Natale scatta in piedi si toglie la finta barba e dice, Io non ci ho mai nemmeno creduto a questa storia. Dice, ho un figlio di sei anni e cerco solo di guadagnarmi da vivere . Dice, non so nemmeno che ci faccio in questo posto. Dottor Pong avvertendo lo sguardo degli altri minacciare la sua armonia interiore decide di dire tutta la verità. Dice, E' vero. Dice, ho desiderato tante volte che Gianna si innamorasse di me. E' stata mia paziente qualche anno fa. Ma non l'ho uccisa io. Dice, non sono un assassino. Sono uno scienziato.
Lo sguardo Di Zio Carmelo a questo punto si posa su di te. Non è minaccioso. Di più.
So che a questo punto vorresti tornartene sul soffitto ma aspetta un attimo.
Sono ancora sotto il getto dell'acqua e sto pensando a svariati modi di farti rincontrare la Giunonica Gianna. Andiamo a quando dicevamo che sono uno scrittore. Andiamo a tutti gli altri scrittori di questo Crossbook. Andiamo ai loro personaggi. A quando ci chiedevamo cosa spinge i primi a creare i secondi ed i secondi a fare quello che fanno. Tu potresti essere un buon movente. Se sia i primi che i secondi fanno quello che fanno per soddisfare i tuoi bisogni potresti addirittura essere un assassino. Certo tu non hai chiesto a nessuno di loro di fare quello che hanno fatto. Magari il libro che hai tra le mani te lo ha passato un amico di un amico del cugino dello zio dello scrittore del secondo racconto. Non conosci neppure lontanamente nessuno degli scrittori. Fino a qualche giorno fa neppure nessuno dei loro personaggi.
Non sei un bugiardo. Di più.
Hai goduto della sofferenza di Vito e delle perversioni di Bianca. Ti irritava l'asiatico dottore, non ti fidavi di lui e per questo ti ha fatto piacere scoprire che il suo pulsante è sotto la media. Ti sei divertito, incuriosito, forse masturbato. Forse anch'io, sotto la doccia.
Ora ne esco, prendo l'asciugamano, mi strofino schiena, collo, gambe e mi infilo lo stesso paio di mutande di prima. Vengo a prenderti alla Taverna Rossa. E' più prudente. Per quanto ne sappiamo tua sorella potrebbe avere delle manie suicide. Per quello che ne so potresti essere Vito con quegli occhi da Gatto-con-gli-Stivali in Shreck 2 che stai utilizzando per far fesso lo Zio Carmelo.
Vai all'uscita. Sono qui fuori con la tua macchina. Non preoccuparti. Non voglio farti del male.
Ti porto fuori da li.
Ti porto in un'altra taverna qualsiasi che potrebbe però anche essere la Taverna Rossa. Voglio dire, torniamo per un attimo alla realtà. Ti presenterò altri amici. Gente normale. Come te. Che fa quello che fa perchè quella è la loro indole. Questo pezzo avresti dovuto leggerlo alla fine. Conoscere meglio i personaggi prima. Magari hai aperto il libro in una pagina a caso ed hai cominciato proprio da qui. Non me la prendo.
Non ti ucciderò per questo perchè in fondo non ti odio per essere quello che sei, d'altra parte non sei sul serio un assassino, un avido conoscitore dei cazzi altrui, non usi certamente toccarti il bottone biologico sotto la doccia, insomma non sei uno con manie strane e nemmeno un paraculo. Tu sei di più.
Firma
--Vicio Matta 13:17, 9 set 2011 (UTC)

