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Realtà di un sogno

Da Storiealcubo.


Sono seduto sul gradino e osservo i fuochi d'artificio. La piazza è gremita di gente, gente che non conosco. Osservo i loro volti, tirando ad indovinare immagino la vita che conducono o il lavoro che potrebbero fare. Un'estate fa ero qui con te, adesso sono solo, ma ciò non mi da tristezza é una sensazione diversa, riflessiva, quasi intangibile. I pensieri nella mia mente viaggiano liberi senza alcun limite o percorso dettato da chissà quali regole.

Quello fu l'ultimo giorno della mia vita, la sera stessa la morte mi prese.

Tutto intorno a me era buio, non ricordavo molto inizialmente, a dire il vero non ricordavo neanche di essere morto. Dopo non so quanto tempo incominciai a ricordare, ma strano a dirsi non mi prese alcun tipo di angoscia, soltanto notavo come il mio corpo era l'unica cosa nel buoi totale ad emanare luce. Brillavo e non so perchè iniziai a ridere e ridere, non riuscivo a capire, ma non potevo trattenermi, quando da un punto indefinito sentii una voce: - Ridi,ridi pure, è normale, tutti coloro che arrivano qui lo fanno, cosa c'è in fondo di più buffo della morte? Lei arriva quando meno te lo aspetti, d'improvviso ti porta via senza chiederti se avevi qualcosa da finire, un progetto da realizzare o un'ultima parola da dire, non c'è niente di più comico non credi?

Io: - Veramente non saprei cosa rispondere, certo è che non riesco a non ridere, ma non capisco bene il motivo...

La voce: - Beh sul fatto che non capisci, non è mica la prima volta, ma non offenderti, come te tanti altri; invece per esempio ho notato che hai dato un'occhiata al tuo orologio...

Io: - Si, ma credo che sia solo un gesto dettato dall'abitudine credo che non cambi molto qui sapere che ora sia, giusto?

La voce: - Eppure non sei proprio stupido!....Si in effetti qui il tempo non esiste proprio, in quella che voi chiamate vita non esisterebbe neanche, rappresenta per vostra invenzione soltanto qualcosa che conta ciò che vi separa da me, tutto qua.

Io: - Da te...ehm scusi da lei! Ecco precisamente chi è lei? Per caso quello che sto pensando?

La voce: - Non esattamente, sarebbe un po' banale, non credi?

Io: - E allora chi sei?....Dio?

La voce: - Diciamo che Dio come lo intendi tu non è che esista in realtà.

Io:- E allora.....

La voce: - Io sono te!

Io: - No aspetta un attimo adesso mi viene da ridere sul serio!

La voce: - Si non avresti tutti i torti; io sono te e tutti gli altri che ti hanno seguito e che ti seguiranno.

Io: - Se prima non capivo adesso credo di essere proprio confuso...

La voce: - La tua confusione nasce da un motivo molto semplice, tu come tutti del resto, non ti sei mai ascoltato. Ne in vita ne in morte.

Io: - …...

La voce: - Allora ti porgo una domanda....Da dove viene la mia voce?

Io: - Da un punto, non so se riuscirei ad indicarlo però, è troppo buio.

La voce: - La mia voce viene dall'interno del tuo corpo. Ecco diciamo che il corpo in vita è quel mezzo indispensabile alla nostra convivenza, ma che ci rende al tempo stesso lontani, perchè non sapete guardare al di là della materia.

Io: - Cioè in pratica, tu sei dentro di me da sempre,ma io non ti ho mai visto o ascoltato, e così tutti gli altri.

La voce: - Più o meno. Diciamo che non puoi vedermi perchè vivo nel tuo corpo, avresti dovuto sentirmi, e a volte lo hai fatto, ma non hai creduto, pensavi di essere pazzo. E ripeto come te tutti.

Io: - Ma allora, Dio il diavolo, insomma tutte quelle robe lì, il paradiso, l'inferno, o che so, i buddisti che credono nella reincarnazione, tutte le religioni del mondo non hanno mai capito nulla?

La voce: - Fermo fermo fermo......una cosa alla volta, capisco il tuo interesse ma andiamoci piano. Intanto tutte le robe cristiane non è che abbiano sbagliato tutto, per lo più è come se presentadoti un problema, invece di cercare la soluzione per risolverlo, l'unica del resto, sono andati alla ricerca di più soluzioni che si presentano solamente più complicate e di conseguenza meno chiare.

Io: - E il diavolo!? Come la mettiamo, neanche lui esiste?

La voce: - Il diavolo? Certo che esiste se così ti vuoi chiamare!

Io: - Non capisco, cioè il diavolo sarei io?

La voce: - Certo, tu e il resto dell'umanità! Chi vuoi che sia? Vi siete inventati la storia di questo angelo cattivo per giustificare il fatto che possa esistere qualcuno o qualcosa che sia più bravo di voi nel distruggere e nel fare del male, ma ti assicuro che siete insuperabili! Ahahahahah!

Io: - Ma io non ho fatto cose così terribili, certo non sarò stato un santo, ma....

La voce: - No tu no, infatti stai parlando con te stesso che poi sarei io, al contrario se avessi fatto delle vere e proprie atrocità nenache ti staresti ascoltando, non ne saresti capace, il male è la cosa che più rende ciechi.

Io: - Mi sento dentro un film, è tutto così strano.

La voce: - No, è proprio il contrario, è tutto molto chiaro, siete voi bravi ad ingarbugliare tutto e creare misteri per il gusto di cosa poi non l'ho mai capito.

Io: - E adesso che succederà, cioè dopo essere morto cosa farò?

La voce: - Tu non farai proprio nulla, nel dopo terra il tuo corpo non funziona mica tanto bene, quello che vedi adesso è solo una proiezione del ricordo del tuo io fisico.

Io: - E perchè sono così luminoso?

La voce: - Te l'ho appena detto perchè è una proiezione del tuo io fisico, è un tuo ricordo, un tuo pensiero, e i pensieri sono luminosi non conoscono il buio.

Io: - E quindi adesso noi...

La voce: - Si noi finalmente ci uniremo perchè non esiste più alcuna barriera che possa dividerci e ciò che verrà sarà frutto della nostra volonta e della nostra immaginazione.

Una luce immensa irradiò tutto lo spazio circostante, uno spazio immenso del quale non si vedeva ne la fine ne un orizzonte, dopo di colpo mi risvegliai in un letto, il mio letto.

Avevo un mal di testa fortissimo, mi pulsavano le tempie, quando mi girai d'un lato e ti vidi, vidi il tuo viso dormiente, bello come sempre; ascoltai il tuo respiro e pensai che tutto fu un sogno, pensai di essere pazzo.


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--Malincomico 19:13, 26 ago 2011 (UTC)


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