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Sguardi disgustati

Da Storiealcubo.

Attenzione: Il contenuto del racconto potrebbe urtare le coscienze e turbare gli animi. Linguaggio e situazioni contenute sono estremamente violente e scurrili.



1

La radiosveglia si accende, come ogni mattina, alle 6.50. Ascolto le notizie di sport, dopo mesi di tentativi sono riuscito a mettere l'ora della sveglia quando cominciano le notizie sportive del radio giornale, così sono informato su tutto quel che c'è da sapere per poter tenere una qualsiasi discussione interessante.

Sento mugugnare dall'altra parte del letto, dev'essere la segretaria dell'Architetto Berzoni, mi ha mangiato con gli occhi tutta la sera, ed ovviamente l'ho portata qui per darle la sua bella dose di carne. La troia pensava di fare la dominatrice, di stupirmi con qualche graffio sul culo e qualche succhiotto. Le ho fatto capire chi comanda, non credo che nei prossimi giorni sarà tanto contenta di sedersi in quegli sgabelli da architetto superfigo.

Adesso si lamenta, le da fastidio la radio. Giusto per ricordarle dove si trova tiro via le coperte, la guardo. Dio che schifo!

Soltanto perché ero brillo e abbiamo fatto tutto in penombra sono riuscito a farmela. Guarda li, quelle tette tutte cadute, quella strisciolina di pelo nell'inguine con tutta la ricrescita intorno, e tutto quel trucco sbavato, mi viene da vomitare se penso che ho contaminato il mio uccello infilandolo in questo cesso di donna.

Apre gli occhi, mi guarda incazzata, sente freddo, forse le fa male il culo, forse vorrebbe delle scuse. L'unica cosa che ottiene è un " Prego, adesso alzati e levati dalle palle che devo fare colazione".

Io ottengo un "Sei un pezzo di merda! vaffanculo.".

In altri tempi la troia si sarebbe presa un bel pugno nel naso, ma quelli erano altri tempi appunto, adesso ho un lavoro rispettabile alla StreetWatchGuard, non posso compromettere tutto con l'ennesima denuncia per aggressione. Quindi mantengo il controllo, la troia non sa quanto è fortunata ad andarsene via sulle sue gambe.

Mi faccio una bella doccia, devo togliermi di dosso il puzzo della tipa poi mi rado come sempre, ascoltando le stronzate della radio.

Indosso il mio bel vestito comprato la settimana scorsa, le scarpe inglesi, portafoglio, telefonino e borsa del computer, pronto per affrontare un'altra giornata di lavoro in mezzo a quel miasma ammorbante che la gente chiama mondo.

Apro la porta di casa. Gesù! A conferma di quanto dicevo prima mi trovo davanti una degna rappresentante del miasma, o per meglio dire il suo enorme culo.

E' la negra che lava le scale nel mio palazzo, come cazzo faccia a puzzare in questo modo non riesco proprio a capirlo, eppure maneggia sempre prodotti di pulizia, ma puzza, mi fermo a guardare quelle che un tempo, forse da bambina, erano caviglie, ma che adesso, anche sotto le calze cadute si intravedono rotoli di grasso e noduli di vene varicose, che schifo.

Richiudo la porta aspetto che se ne vada, non sia mai che debba essere costretto a prendere l'ascensore con lei.

Poi ci penso, cazzo sono io il padrone mica lei! Esco di nuovo e con il piede spingo fuori il secchio dall'ascensore, nello scalino tra l'ascensore ed il piano il secchio si rovescia.

Lei mi guarda con curiosità, mette anche gli angoli degli occhi in basso, come un cazzo di bastardino pulcioso, cosa vuole? farmi pietà?

Il mio ghigno e lo sguardo di disprezzo dovrebbero bastarle, se dice una sola parola, giuro le sputo in faccia.

Per sua fortuna sta zitta. Per forza, sono sicuro che non conosce neanche la nostra lingua, sarà sbarcata da qualche gommone giù in terronia la settimana scorsa.

Prendo la macchina e mi immetto nel traffico, da casa al lavoro sono solo 2 chilometri, ma sono 2 chilometri di coda, cazzo.

Ogni mattina mi tocca di stare imbottigliato a guardare tutto lo schifo che mi circonda.

Quel cesso di donna davanti a me che si trucca gli occhi e si mette il rossetto nella speranza che una botta di colore a quella sua faccia di cazzo possa destare qualche interesse nel primo sfigato di turno.

Lascia perdere nullità! Un bidone di immondizia anche se lo colori di rosso e violetto rimane sempre un bidone d'immondizia. Non esiste uomo degno di questo nome che lo trovi affascinante, giusto qualche barbone ubriacone e puzzolente può trovarlo accogliente, per fortuna ci pensano quelli della nettezza urbana la mattina presto a schiacciarli insieme al resto dei rifiuti.

Fanno il loro lavoro tolgono lo schifo dalla città, barboni compresi. Adoro l'efficienza delle amministrazioni comunali.

Adesso ho di fianco un ciccione in tuta blu con le mani grandi e callose che cerca disperatamente di ficcare quel salsicciotto che si trova al posto del dito dentro quel naso da alcolizzato, è veramente orribile, per fortuna non riesce a farlo, altrimenti chissà cosa tirerebbe fuori da quella discarica che si ritrova al centro della faccia.

Cosa odono le mie orecchie? Un'ambulanza! Cazzo sono salvo, mi accosto come tutti per farla passare, solo un pò meno, e soprattutto preparo le ruote in modo da potermi reimmettere nel traffico subito dopo.

Detto fatto. Adesso viaggio a tutta velocità dietro l'ambulanza, sarò in ufficio in un attimo, che botta di culo.

2

Arrivo in ufficio con qualche minuto di anticipo, saluto la gnocca alla reception e salgo al mio piano.

Poso il computer sulla scrivania e vado subito al distributore di caffè, è abbastanza presto, non c'è ancora nessuno, se ho culo riesco a prendermi il caffè in santa pace senza dover discutere con quella massa di perdenti, poveri, squallidi, impiegati con cui devo dividere l'aria che respiro.

Come previsto al distributore non c'è ancora nessuno, mentre scende il caffè sento alle mie spalle:

"Ciao Sandro, fatto presto stamattina eh?".

Cazzo no! Non lui! Perché di tutti i vermi dell'ufficio proprio Mario il frocio dovevo beccare.

Mi giro. "Ehi, ciao Mario, si ho fatto presto, stanotte non ho dormito bene ed ho ancora un gran mal di testa".

Qualsiasi testa di cazzo con due neuroni di riserva capirebbe che non voglio parlare, ma niente, lui è già partito a parlarmi di tutte le sue esperienze di hangover che ha avuto nella sua vita da depravato.

Non lo ascolto, mi concentro sulla sua bocca pensando a quanti chilometri di cazzo saranno passati da quelle labbra, a quanti buchi di culo avrà leccato, magari fino a stamattina.

Mentre ci penso, un odore di merda mi prende alle narici, mi sale un conato di vomito, guardo in alto per ributtarlo giù, poi subito in basso a fissarmi le scarpe per concentrarmi su qualcosa di meno disgustoso, ma vedo le sue mani, le sue dita, cazzo!

Questa checca si è messa lo smalto sulle unghie, trasparente d'accordo ma si vede, cos'è vuole dare una nota di lucentezza alle sue mani mentre fa una sega a qualcuno?

Fanculo mi è tornato il vomito, lo guardo fisso negli occhi, più minaccioso che posso, stringo i pugni, porto le spalle in avanti e sbuffo dal naso. Persino un coglione come lui capisce cosa vuol dire, cambia espressione e fa "vabè torno a lavoro" e sparisce di corsa.

Comincio il mio lavoro anch'io, scorro la mia checklist, parlo con tutti i clienti, prendo un paio di appuntamenti e chiudo ben 4 contratti. Gran bella mattinata, sono bravo nel mio lavoro, la giornata cominciata male sembra stia migliorando.

Ora di pranzo, un paio di viscidi perdenti mi invitano a mangiare in un nuovo locale che ha aperto vicino l'ufficio, dicono che fanno un'ottima pizza a pranzo, accetto, una volta tanto.

Ma già in ascensore me ne pento, sono costretto a stare in un metro quadrato con altri 4 squallidi vermi che parlano del nulla e delle loro inutili vite, forse il mio viso fa capire qualcosa perché uno, non so neanche il suo nome, mi dice:

"Sandro, che faccia truce! C'è qualcosa che non va?".

"No, nulla, non ho dormito bene stanotte".

"Ah si, me l'aveva detto Mario che stamattina eri strano".

Strano, ma pensa tu, un frocio di merda dice agli altri che IO sono strano!

"Non ti preoccupare" fa il più premuroso " alla pizzeria di Wan-Chu ti passerà tutto, fanno una pizza meravigliosa".

Cosa? COSA? COOSAAA?

Un cinese! Una cazzo di pizzeria cinese, e perché già che ci siamo non andiamo a mangiare un Kebap dal negro di quartiere?

Porca puttana, lo sapevo che questi quattro stronzi li dovevo ignorare. Devo trovare una scusa per defilarmi.

"Ehm, ragazzi, io devo fare una piccola deviazione, sono rimasto senza sigarette.".

"Ahi, ahi, ahi Sandro. Fumare fa male, ti rovinerai i polmoni con quelle schifezze...."

Voce femminile. La guardo. Era meglio non farlo.

E' un cesso con la capigliatura ossigenata, un rossetto da mignotta e lo smalto delle unghia rosicchiato in punta.

Te li rovinerei io i polmoni, con un bel cazzotto al centro del petto. Samaritana dei miei coglioni.

"Ehm già, prima o poi smetterò, adesso andate avanti, vi raggiungo appena ho fatto."

Si convincono, evviva, sono libero!

3

Entro dal tabaccaio, una vecchia culona con il vestito a fiori ed un accento da terrona sta grattando tutte le schedine del negozio. Come se un po di milioni potessero salvarla dalla sua condizione di vecchia strappona puzzolente.

La chirurgia fa molto ma qua bisognerebbe radere al suolo e costruire da zero. Che gente di merda, che mondo di merda.

Mentre aspetto, un idiota da dietro mi spinge, riesco a non cadere , mi giro per dirgliene quattro, ma ancora prima di cominciare a parlare mi becco una gran botta sullo zigomo, fa male cazzo, fa malissimo, alzo gli occhi e vedo cosa mi ha colpito.

La canna di una pistola.

Contemporaneamente sento il tipo che dice al tabaccaio: "Bene, stronzetto, dammi tutti i soldi che ci sono in cassa e tutti quei cazzo di gratta e vinci".

La vecchia strappona si sente evidentemente minacciata nella sua corsa verso la ricchezza e si mette a gridare, come risposta si becca un gran calcio in pancia che la rende immediatamente muta ed un gran cazzotto sulla nuca.

Et voilà, in due colpi 110 kg di immondizia putrida sono a terra.

Non riesco a trattenere un sorriso di soddisfazione, il tipo se ne accorge :

"Cazzo ridi tu? Stai pensando di fare l'eroe? Ti sfondo quella cazzo di faccia a cazzotti, fammi vedere cosa hai qui sotto la giacca".

Nell'afferrarmi mi strappa il vestito, forse pensa che ho una pistola, lo "STRAAP" del vestito nuovo mi manda in bestia, gli do una gran testata sul naso ed una ginocchiata sui coglioni, il tipo si accascia, sto per dargli una bella mazzata a mani incrociate sulla nuca quando un fulmine mi colpisce in testa, poi niente. Buio.

4

Mi sveglio perché qualcuno mi sta prendendo a calci, non l'ho mai visto, dev'essere il complice del rapinatore, il fulmine per intenderci, cerco di capire dove sono, che ore sono.

E' buio, fuori si sentono tutti i rumori della campagna, a giudicare dal freddo e dall'umidità direi che sono nel garage di qualche casa di campagna.

Merda, proprio una brutta situazione.

Tutto a causa di una giacca strappata, a proposito, che fine ha fatto?

Dov'è la mia giacca? Cos'è questa canottiera a rete nera?

Mi hanno messo una gonna tipo quelle delle ballerine spagnole, pure le calze a rete e le scarpe rosse con i tacchi, devo togliermi tutto.

Seee, sarebbe proprio bello farlo, ma con i polsi legati non è proprio possibile.

Arriva l'altro rapinatore.

"Giorgio, tu sei proprio malato, perché l'hai vestito come una battona? L'hai persino truccato! Bleah! Fa proprio schifo."

"Mario non capisci niente, così è bellissimo, guarda, ce l'ho già duro". E dicendolo tira fuori il suo enorme uccello dai pantaloni.

Il terrore mi assale, faccio uno scatto in avanti, riesco a mettermi in piedi, ho i tacchi, cazzo!

La caviglia si gira completamente, anche il ginocchio prende una piega che non avevo mai visto. Il dolore è fortissimo. Svengo.

Sono bagnato. Apro gli occhi. Bruciano!! Li richiudo. I polmoni mi stanno per scoppiare. Apro la bocca si riempie d'acqua. Sono sott'acqua, cazzo! sto per annegare!

Con uno sforzo tremendo riesco ad alzare la testa.

"Che ti dicevo Mario, basta un secchio di acqua e piscia per resuscitare i morti!".

Si avvicina con un sorriso gentile.

"Forza bellezza, apri le cosce che l'uccello comincia a farmi male, te lo dico una sola volta, se ti fai scopare per bene poi ti lasciamo andare, altrimenti prima ti ammazzo e poi ti scopo comunque da morto". Quando uno dice sul serio lo capisci subito.

Non ho scelta, mi inginocchio abbasso la schiena poggio fronte sul muro per sorreggermi, le mani sono ancora legate dietro la schiena, Giorgio le usa lui per tirarmi a se, come le redini di un cavallo. Tira su la gonna, mi abbassa le calze e le mutande.

Chiudo gli occhi, ce la posso fare.

No.

Appena mi penetra li riapro di colpo lancio un urlo che non viene dalla gola, da molto più giù. E' profondo, ancestrale, è orrore.

Giorgio dietro sembra gradire, si sente John Wayne a cavallo nella prateria, con una mano mi tiene i polsi legati e con l'altra agita un invisibile cappello da cowboy e grida:

"Yeeeeah, corri cavallo vai!! CLOPPETE! CLOPPETE!".

Mario, forse appassionato di western, ha la bocca semiaperta per lo stupore ed incita l'amico durante tutta la scena.

Quando è tutto finito, mi portano in una strada frequentata da tossici nella periferia della città, nel lasciarmi mi dicono:

"Abbiamo il tuo portafoglio, sappiamo chi sei, di una sola parola e ti veniamo a cercare per un altro giro nella prateria."

Mentre se ne vanno li sento complimentarsi a vicenda per la battuta.

Riesco a malapena a camminare, ho una scarpa sola che mi tolgo immediatamente, la scaglio lontano, con tutte le mie forze, comincio a camminare, zoppico vistosamente, ho pensieri confusi, non riesco a ragionare.

Alle mie spalle sento una macchina, grida, ragazzi, meno male.

La macchina si ferma. Scendono tutti. Sguardi disgustati.

Uno di loro dice: "Signori, ecco voi l'emblema di ciò che la nostra città rischia di diventare, un covo di trans tossici rottinculo".

"Questa è l'immondizia della nostra città. Io, Mario Porchettio in quanto caposquadra della ronda di questa sera, ed in quanto presidente del circolo di quartiere, vi chiedo di lasciarmi l'onore di suggerire il giusto trattamento di pulizia."

Provo a scappare,riesco a fare solo qualche metro, mi afferrano, mi buttano a terra, mi riempono di calci, più volte perdo conoscenza, più volte la riprendo, sempre a causa del dolore.

"Prima di tutto il soggetto va ripulito! Via con gli idranti!"

Sghignazzando mi pisciano addosso, dovrebbe farmi schifo, ma ormai ho preso tante di quelle botte ed ho perso tanto di quel sangue che quel liquido caldo mi da sollievo.

"Adesso che è bello pulito possiamo inserirlo nella nostra società, forza troviamogli un alloggio che faccia al caso suo."

Mi prendono di peso, mi scaricano dentro un bidone della spazzatura.

Mentre vanno via sento il caposquadra che dice:

"Ben fatto signori, ottimo lavoro di pulizia, domani il camion della nettezza urbana lo compatterà insieme al resto dei rifiuti.

Avete reso un pubblico servizio.

La nostra comunità, il partito, il paese ve ne sarà grato."


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--AdminPigi 22:41, 29 nov 2009 (UTC)


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