Sono qui nel cielo.
Da Storiealcubo.
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La mano trascina la penna sul foglio. La foga di scrivere inebria questo scrittore drogato.
Le narici si allargano per fagocitare più aria come un bue impazzito per le strade di Valencia. Mi professo idealista, ma sono un cristiano con orientamento non cattolico.
Credo in Dio, ma non nella chiesa. Detto da me sembrerebbe una blasfemia, avendo la capacità di vedere i segni. Qualunque cosa chieda, ecco che mi si manifesta una prova. Bisogna solo interpretare e carpire lo spirito che circonda le situazioni.
Ho sognato Cristo, bruno e con un naso adunco molto pronunciato. La Madonna nelle vesti color pastello, e con una luce accecante sprigionata dalle sue parole e dal suo sguardo. La preghiera è la sola arma che si ha per poterli contattare. Ma quella più potente è il Padre Nostro, bisogna gridarla nella propria testa, e Dio ti ascolta, sempre, devi solo crederci. Ho conosciuto anche un Santo in vita, e alla sua morte mi venne a salutare. L’aria era carica di energia, gli alberi iniziarono a muoversi per la forza di un vento inatteso. Quando andò via tutto ritornò come prima, calmo e piatto. A volte mi sento un essere senza sangue, senza sensazioni, non sentirei neanche la città crollarmi addosso, anzi continuerei a fissarla come se niente fosse.
A volte vorrei scappare e perdermi nel nulla, vorrei tornare energia libera. Annidarmi magari nel cuore di una montagna e dimorarvi per secoli, come un antico custode che tutto sorveglia, ma al tempo stesso apprende il segreto di tutto.
Ma a volte vorrei anche non avere le sensazioni degli eventi negativi, so che accadrà qualcosa di spiacevole, ma non riesco a intravedere di più. Quella volta però sapevo che dopo la curva c’era una macchina ferma a centro strada, ho frenato prima di intraprendere la curva e l’auto era lì, ferma. Quella volta ho salvato la mia di vita, altre volte ho pianto per gli altri. Ma la vita non finisce qui, è solo un passaggio, questo mi è dato di saperlo e ne ho la certezza. Non so se vi sia un inferno, ma so che esiste un luogo dove è possibile perdersi per sempre nel grigiore di un’aria pesante irrespirabile. Non si vede nulla, si sentono solo lamenti di anime smarrite.
Il paradiso invece è un luogo pieno di luce, e quello che ricordo è il canto incessante di bambini che svolazzano tra le nuvole, in mezzo a migliaia di occhi puntati addosso per trasmettere gioia.
La fede è una parola difficile da pronunciare, solo il cuore potrà suggerirti la strada per la salvezza dell’anima, e questo accadrà solo quando riuscirai ad ascoltare il suono, appena percettibile, di una radio dalla stanza vicina.
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--SYT 23:58 19 mag 2010

