Sono uno e mille ritratti
Da Storiealcubo.
Ogni mattina, al sorgere del sole, comincio lentamente a svegliarmi, stiracchiandomi mi inebrio dei primi bagliori e dentro di me sento diffondere una certa felicità, tanto da irradiare tutto intorno i colori dell'arcobaleno, no non ho preso anfetamine, se è questo che state pensando, è solo l'effetto che i raggi solari hanno su me.... meraviglioso. Credo di essere un tantino metereopatico. O forse sono soltanto condizionato dalla luce. Bah....Sì lo so, lo devo ammettere: sono un tipo strano, taciturno. Mi piace passare il tempo a guardarmi intorno, pensare, fare congetture, riflettere...
Rifletto, continuo a riflettere, non riesco a smettere di riflettere.
Sono uno e mille ritratti, non sono nessuno, o forse non so più chi sono, ho cambiato talmente tante volte faccia da avere spesso crisi d'identità, non ho mai saputo da dove vengo o chi siano i miei genitori....beh una mezza idea su come avviene la procreazione me la sono fatta, però sono un tipo piuttosto sedentario, non amo muovermi, e non ho approfondito queste ricerche.
Però rifletto, continuo a riflettere, non riesco a smettere di riflettere.
A volte la gente mi rivolge la parola, ma io non so mai cosa rispondergli, per cui me ne sto zitto, lascio che si sfoghino e poi da soli si allontanino. L'altro giorno ho assistito all'ennesima scenata tra quel grassone del proprietario dell'appartamento e Marta la mia coinquilina. A causa della sua vita sregolata, qualche mese fa è stata licenziata, per ora riesce soltanto a trovare qualche impiego occasionale qui e là, e non è sempre regolare nel consegnare l'affitto, ma le scenate del grassone sono veramente esagerate, credo che lui trovi quasi piacevole umiliarla fino a farla piangere. Io vorrei intervenire, dentro di me vorrei spaccargli la faccia, ma non riesco a muovermi, rimango come pietrificato. E come succede ogni volta, lei arriva in lacrime da me chiedendomi: “Perchè? Perchè sopravvivere dev'essere così difficile? Perchè non posso avere una vita serena e tranquilla anche io?” Figuratevi se riesco a spiccicare una parola di conforto, bloccato rimango completamente bloccato. Purtroppo però è il mio aspetto a parlare per me. Io ho un'anima d'argento, Sono un tipo trasparente, non ho nulla da nascondere, anzi non riesco a nascondere nulla al punto di sembrare sfacciato. In queste occasioni però mi è capitato di pensare che potrei imparare a fingere, mettere una faccia di circostanza e addolcirle l'amara realtà. Quando vedo tutto quel trucco sbavato dalle lacrime, che trasforma il suo viso in una maschera grottesca mi domando se talvolta possa essere preferibile plasmare, velare, indorare la dura, educativa e spietata verità.
Intanto rifletto, continuo a riflettere, non riesco a smettere di riflettere. Che ci posso fare questo è il mio lavoro, sono uno specchio.
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--Tonho 15:01, 23 gen 2012 (UTC)

