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Sotto gli occhi della Santa

Da Storiealcubo.


- scusa? scusa un paio di palle.

Meno male che a Mondello i tappeti non volano, sono in mostra lungo i parapetti del porticciolo dall’ambulante di turno. Anche le idee non volano più, hanno il peso di cristalli di neve, e si poggiano su tutto. Ricoprono tutto. Restano lì fin quando il sole non fa capolino oltre il monte della Santa. L’ultima volta che ha nevicato a Palermo, ricordo al Politeama si festeggiava la cattura di Riina, il palazzinaro, quello che usava cemento e sangue. Sono passati anni, tanti.

Riprendo l’11, fermata alla Statua, poi dritto per Via Resuttana. La strada sembra proseguire in salita oltre il panificio San Francesco. Una strada che si distacca dalle altre, quasi ti disorienta, vive di suo. A tratti senza marciapiede, lo Sporting Club, il negozio cinese accanto a quello di computer, di fronte il centro analisi. Tutto al solito posto. Tutto inamovibile. C’è ancora il vendesi poco prima del videonoleggio. L’edificio è completamente da ristrutturare, ma il prezzo è appetibile: 120 mila euro. Finirei di pagarlo entro il 2031 e senza apportare alcuna modifica, lo lascerei così come uno di quegli appartamenti della Parigi di Bertolucci negli anni del cinema nuovo. Ci metterei un letto, proprio là, nella stanza dove il tetto è divelto. Ci vedrei le stelle, d’estate. Conterei le lucciole che danno sull’Inviolata, inizierei da quelle vicino i leoni di pietra per addentrarmi oltre la strada battuta. Lì l’identità è violata. E’ stuprata per un sogno da poche lire. Tutto sempre sotto gli occhi della Santa. Rosalia è lì, silenziosa, che guarda e scruta Palermo e il mare. Il mare, che muove il suo respiro contro la montagna e tutta Palermo che l’abbraccia per la peste debellata.

La santa è la santa, e la prossima volta che approccerò una ragazza, se non si chiamerà Rosalia, non la prenderò neanche in considerazione. Figuriamoci un’altra Silvia.

Quello scusarsi con la bocca sporca di vergogna mi ha fatto sentire male. Ci credevo, l’odore di una notte fugace che si è spenta dietro le nuvole. Ora mi resta una pellicola dove la luce impressa ha il suo volto incorniciato da un velo bianco. Si vince subito al Superenalotto, mi sarei detto, se fosse stato tutto vero. Se all’indomani quel letto avesse contenuto oltre che il suo odore anche le sue spoglie per me sarebbe stata una nuova alba, diversa, densa del calore di un sole che ti abbraccia. Eppure è tutto vero, lei era immobile sull’altare nella pronuncia di un voto. Spero divorzi, e subito. Quello aveva proprio la faccia da coglione. E rideva come un coglione, basti vedere le foto: tutto a puntino con quei capelli brillantinati e il culo flaccido. Spero gli venga un ictus quanto prima, e senza passare dal CTO per gli accertamenti. In questo Santa Rosalia aiutami, dammi una mano. Alla fine mi dico: meno male che ho il mio lavoro, sono il fotografo di matrimoni, anche i più bizzarri. L’ultimo che mi è capitato è stato quello tra il noto giudice Cazzilla e il famoso trans, meglio conosciuto come Succhia-Mery. Hanno festeggiato alla tenuta Lavinia presso l’Isola delle Vergini, tutto a base di pesce e crostacei. Cazzilla, il giudice innamorato, ha giurato eterno amore. Avrebbe voluto organizzare l’evento alla Taverna Rossa, ma si sarebbe boccheggiato per il caldo. Tra gli invitati si distinguevano la giunonica Gianna, il cane Nessuno e il lupo mannaro Uzbechi. Questa storia mi fa venire in mente quella raccontata nel libro della Gagliardo dove i pesci escono dal mare, superano il loro confine a pelo d’acqua per entrare nell’aldilà, ovvero nell’aldiquà dell’essere umano, dove sono messi a nudo i veri sentimenti dell’animo, perché l’uomo è fatto di sogni, vive di realtà sue, così come le interpreta, naviga entro il proprio confine razionale con una bussola dell'emotività. Il Nord è l’amore universale, la stella polare il suo polo contrario che l’attrae. Alpha & Omega. Vita e morte. Tutto e niente. Amore e non-amore. Cerco ancora il mio amore, dove sarà, o dove sei, se stai leggendo questa storia sai che ti sto aspettando. Le lenzuola sono state sostituite, sono leggere e senza odori. Voglio il tuo odore, voglio sentirmelo addosso come rosa rampicante. Voglio che il disegno del tuo viso si fissi come tatuaggio nella mia mente, come su una delle mie pellicole, o come l’istantanea di una Polaroid, tutti i giorni della mia vita.

Note
Dedicato a Rosalba e Gino, uniti per sempre nel loro aldilà.

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--Syt 14:00, 8 giu 2011 (UTC)


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