Torno a volare
Da Storiealcubo.
| Clicca per mostrare racconti collegati | ||
| Torno a volare | -> | Devi solo crederci |
| Torno a volare | -> | Fa caldo |
The media player is loading...
Cammino per le strade. Sono solo non conosco nessuno e mamma non c’è. Non c’è neanche papà. Ma non ho paura. Poi guardo le nuvole ed è bellissimo, mi sollevo senza fatica e volo. Si sto volando!!!!
Sembra tutto cosi reale. Guardo la città dall’alto e mi sento felice.
E pazzesco ma sembra tutto cosi naturale. Sono scalzo, ma in cielo non ci sono chiodi o schegge a ferirmi.
Urlano, mi buttano giù dal letto. Non volo più.
Mamma mi tira via le coperte e mi dice di prendere il giaccone pesante. Ma siamo in primavera - le dico - Sbrigati, non abbiamo tempo - mi risponde senza guardarmi, mentre butta a casaccio pezzi di pane, acqua e coperte in un sacco di plastica. Poi afferra la mia mano e il borsone pronto da settimane e usciamo fuori dalla tenda. Di corsa.
Sono tutti sulla spiaggia, c’è anche Youssef infagottato come me nel cappotto invernale, è quello di suo fratello, lo riconosco è troppo grande e gli striscia a terra. Mi viene a ridere, sembra buffo. Ma sono tutti serissimi e sto zitto.
Il mare è nero come il cielo. Si sente solo il rumore delle onde e i fischietti dei capitani.
Urlano tutti. Venite, avanti, presto, veloci.
Mamma mi tiene la mano strettissima, mi fa male. Cerco di divincolarmi ma lei mi stringe più forte e mi da uni schiaffo. Sento le lacrime riempirmi gli occhi ma sto zitto. Papà mi spinge, mi afferra per i fianchi e mi aiuta a salire sulla barca. Mi rannicchio sul fondo, e’ bagnato e puzza di marcio.
L’acqua mi inzuppa i pantaloni, ma guardo mamma e sto zitto.
Sta piangendo, in silenzio. Guarda la spiaggia e piange. Papà ci tiene stretti tra le braccia e ci dice che andrà tutto bene, che arriveremo presto e che mi comprerà la bicicletta. Io non la voglio più, ormai so volare. Ma lui non lo sa ancora. Ora sono tutti zitti.
Si sentono solo il rumore del mare e il motore che ci spinge a largo. Nessuno si guarda negli occhi. La mamma di Youssef si stringe la testa tra le mani e prega Allah. Io sento il respiro di un vecchio sulla testa, e i corpi degli altri che mi pigiano. Papà cerca di tenerli lontani da me, fa caldo e poco a poco non sento più il motore.
Torno a camminare per le strade del villaggio, torno a volare. Questa volta è notte e vedo solo le luci dei fuochi sulla spiaggia. Non c’è nessuno.
Provo a chiamare qualcuno ma è tutto immerso nel silenzio e la mia voce si perde nel nulla.
Ho paura.
Sto precipitando nel buio. Non si vede il fondo e precipito per un tempo lunghissimo. Il cuore mi batte all’impazzata, urlo forte ma nessuno mi sente.
Un’onda invade la barca e l’acqua fredda mi finisce in faccia. Sono sveglio.
La costa non si vede più, molti dormono, alcuni russano. Papà guarda la mamma addormentata e mi carezza la testa. Io gli sorrido e lui comincia a piangere. Piange silenziosamente, non l’ho mai visto piangere. Lo vedo per la prima volta come gli altri.
Il mio papà è un uomo, come gli altri.
Quella notte realizzai che non era invincibile. Che anche lui soffriva. Come me, come la mamma. Come Youssef.
Non aver paura mi dice, devi solo crederci - ma io capisco che lui ne ha. Che tutti ne hanno.
Un silenzio di morte si perde tra le onde. L’acqua riempie il fondo e mi accorgo che sono immerso nell’acqua salata fino ai fianchi. mamma mi solleva e mi mette sopra di lei ma un’onda mi fa sbattere la testa contro il bordo della barca.
Papà urla - mettilo giù!
Poi nulla.
Il freddo , il buio.
Torno a volare.
E pazzesco ma sembra tutto cosi naturale. Sono scalzo, ma in cielo non ci sono chiodi o schegge a ferirmi.
| Note |
| 7 aprile 2011 - Corpi di bambini vengono avvistati galleggiare nelle acque internazionali. Riprese le ricerche. A bordo del barcone naufragato erano in 300.
Musiche:
|
Firma
--AfroditeAx 09:43, 8 apr 2011 (UTC)

