modified on 25 gen 2010 at 09:06 ••• 311 views

Ulivi pugliesi

Da Storiealcubo.


Ogni mattina, quando ancora l'ora del pranzo era troppo lontana per il mio buco nero allo stomaco, mia nonna mi preparava una bella fetta di pane con olio e salsa... Me la porgeva stando attenta a non sporcarmi ed io schioccavo la lingua sul palato, dimostrando chiaramente la mia soddisfazione.

Quella fetta di pane era il cibo più buono del mondo, un nettare per cui le più forti divinità dell'Olimpo avrebbero combattuto interminabili guerre... Il solo pensiero mi fa salire in bocca il sapore forte dell'olio extravergine, per cui quasi starnutivo.

Era un rituale, un momento aspettato ogni giorno... Chiaramente finivo sempre col mangiarne più di una fetta, digiunando a pranzo, e quando mia madre mi rimproverava per il piatto davanti a me ancora intatto, tra me e mia nonna correva uno sguardo d'intesa e per salvarmi dalla situazione veniva in mio soccorso dicendo : "La sua pasta era più di tutti...e poi lo sai, l'aria di primavera toglie l'appetito...".

Io camuffavo una lieve risata dietro il tovagliolo e ogni cosa si risolveva.

Dopo vent'anni ho ritrovato quel sapore di casa, di cose buone e genuine... Ero in un paese vicino Bari in vacanza col mio ex fidanzato pugliese. Lui, emozionatissimo di rivedere dopo tempo le sue terre e felice di avermi accanto, mi indicava orgoglioso ogni più piccolo ramoscello di quei ciliegi che stavano cominciando a sbocciare, colorando la Murgia di rosa, ogni pietra di quelle case bianche a forma di cono che spuntano lungo le strade di Alberobello, ogni casa in campagna che chiamava "Masseria".

Io restavo affascinata di fronte a questi spettacoli della natura non trovando alcuna parola da dire, ma lasciando parlare gli occhi grati che lui stesse mostrando quanto di più affascinante due occhi riescano a vedere... Ma ciò che mi stupì più di tutte fu la strana forma assunta dagli ulivi pugliesi. I loro rami si allungavano, si inseguivano, si contorcevano, si intrecciavano e sui muri si distinguevano le loro ombre che ricordavano quelle di due amanti felici e innamorati che giocavano a rincorrersi...

Alcuni avevano al loro interno delle profonde caverne scavate nella corteccia, altri erano più alti, altri più folti, ma erano tutti straordinariamente belli e mai avresti dato loro la vera età che hanno ma che non dimostrano.

Tornata a casa del mio ex fidanzato, sento già dal pianerottolo un accogliente profumo di ((pane)), un odore buono e invitante, capace di farmi entrare in casa anche senza chiavi, ma con la sola forza dell'olfatto.

Aprita la porta, ecco che sua madre arriva da noi con una fetta di pane con olio e salsa e col sorriso stampato sulle labbra ci dice :"Questo è per voi, so che siete stati a vedere gli ulivi, ora assaggiateli!".

Quella sera ho pensato a mia nonna e guardando il cielo l'ho ringraziata di seguirmi ovunque, anche tra le campagne della Puglia, in quel meraviglioso viaggio.


Firma

--Corinna 22:18, 24 gen 2010 (UTC)Corinna Contieri 24 gennaio 2010 ore 23.16


VOTA QUESTO RACCONTO

Voto Medio: 3.6/5 (7 voti)Racconto rilasciato in licenza
Licenza Creative Commons