Ultra Man
Da Storiealcubo.
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Passato, Nuova Marte, Bank District
Strano. Chi era veramente quella donna che incurante dei pericoli si tuffava tra le orde dei supercriminali? Che avesse una bellezza ed una sensualità unica, oltre a delle misure da sballo, era ovvio. Mai vista una super eroina bassa grassa e sgraziata! Ma, a differenza delle altre, lei ti spiazza.
E’ molto forte, non c’è dubbio, e penso che pochi tra di noi, supercriminali e non, potrebbero sopportare a lungo la scarica elettropsichica che le scaturisce dalle mani. Pochi certo, ma io sì. La vedo mentre si lancia verso la banda dei sub-mutanti che indisturbati si fanno beffe dei posti di blocco della polizia all’uscita della Olympus Bank di Nuova Marte.
E’ incredibile, non hanno alcuna speranza contro di lei, e non per una questione di forza. E’ il suo modo di muoversi, il suo sguardo, la sua sicurezza. C’è una profonda consapevolezza in lei, qualcosa di talmente netto quanto sovrannaturale, sembra che sappia le cose un attimo prima che avvengano.
Devo sbrigarmi a raggiungerla, e gettarmi anch’io nella mischia. Non che ce ne sia bisogno, ma non perderei mai l’occasione di ricordare ai miei cari vecchi amici della SubMutant’s Gang quanto siano delicate le mie carezze e, soprattutto, di chi veramente devono spaventarsi quando si avvicinano alle Banks.
Mi dirigo supersonicamente, e magari anche di più, verso di loro. Devo stare attento, limitarmi, ancora un po’ più veloce e va a finire che incendio anche l’atmosfera di questo pianeta. Ce la faccio, arrivo in tempo, finalmente, senza danni. Ho pochi millisecondi di lotta, ma basteranno.
Ho sempre odiato i supercriminali, quelli veloci. La gente pensa che vadano giù al primo istante di lotta, non immaginano la quantità di colpi psichici e fisici che in dieci millisecondi si possono scambiare, ho sconfitto interi ultra-eserciti in pochi millisecondi. Beh, pazienza. Nessun lavoro può essere solo rose e fiori…….
Ah, ecco l’uomo-luce, ci salutiamo come vecchi amici. Mi accoglie infatti alla sua maniera, innalzando istantaneamente la temperatura del mio corpo a qualche grado sotto la supernova. Stronzo, adesso è lui che rischia di incendiare l’atmosfera. Non glielo permetto, semplicemente spezzandogli un braccio e solo due costole. E’ come un vecchio amico, non voglio fargli veramente del male, voglio solo che capisca il messaggio: “Resta svenuto e lasciami ‘socializzare’ con gli altri”.
Qualcosa non va. Si mette male per la donna. Non ha più tutto sotto controllo. Cazzo forse è colpa mia, poveretta. Forse c’è qualcosa in me che annulla alcune sue facoltà. Gli schifosi mutanti hanno già capito. Ne approfittano. Una serie spaventosa di colpi psichici, telecinetici, pugni e calci tali da spianare intere montagne, si abbattono sulla mia collega, insieme ad una lasciva serie di palpamenti tette-culo. Lei è ferita ma non arretra.
Succede improvvisamente qualcosa che mai mi sarei potuto aspettare. Mentre sto dando una proverbiale ultra-lezione di galanteria e buone maniere alla schifosa cricca di sub-mutanti deviati, sento un’immane vibrazione cosmica che parte dietro le mie spalle. Nessuno dietro di me, a parte la donna. La donna, cazzo. Ed il suo colpo migliore è già partito.
Non mi dispiace per il dolore. Neanche un po’. Certo è veramente raro che lo provi e quando capita, mi resta impresso per sempre. Non mi dispiace neanche per la mia immagine e della gente. Sapete cosa riportò in proposito l’Olympus Reporter?
“Esclusivo: La Morte di ULTRA-MAN! Entrato in colluttazione con la SubMutant’s Gang, viene istantaneamente polverizzato da una misteriosa scarica energetica. Il mistero si è complicato quando nel primo sopralluogo la polizia ritrova i corpi senza vita della Gang, fatta eccezione per l’uomo luce”. Ridicolo! Ma non è neanche questo che mi dispiace.
La verità è una sola e non credo che ci voglia un genio per afferrarla: mi dispiace che non ci sia lei, e che mi abbia colpito. E’ stupido, non so chi sia, ma sento che è così.
Sono passati solo pochi minuti dal fatto e mi ritrovo mezzo svenuto un centinaio di miglia all’interno della crosta marziana. Giornalisti del cazzo, sarebbe bastato notare che, al momento dell’impatto, il colpo non mi ha né lanciato in alto né polverizzato; E osservare il leggero solco che parte in discesa dal luogo dell’impatto per una cinquantina di metri fino a diventare un vero e proprio cunicolo che scompare sottoterra.
Il colpo è stato devastante, anche per me; talmente forte che mi ha lanciato come un proiettile seguendo una traiettoria retta, e quando intendo retta intendo che l’attrazione gravitazionale mi avrà deviato sì e no di qualche millimetro. Sarei potuto sbucare anche dall’altra parte del pianeta.
Mi abbandono al caldo abbraccio di rocce e pietra del ventre di Marte quando inaspettatamente sento una vibrazione improvvisa, tutto crolla. Pure io. Non è una caduta lunga perché sento una mano che delicatamente mi afferra un braccio e mi riporta su. Io mi lascio trasportare come un bambino, non oppongo nessuna resistenza, mi rilasso e svengo.
Un umile superuomo può lasciarci veramente la pelle in queste situazioni, soprattutto perché se hai dentro qualcosa di irreparabilmente danneggiato, nessun medico ti può aiutare. Fortunatamente, alla faccia della intera stampa marziana, la mia ora non era ancora arrivata. Mi ritrovo infatti comodamente disteso su una comoda rupe del Monte Olympus a circa 2 km di altitudine; c’è lei accanto a me.
- Ciao ultra-bimbo, come stai adesso? - Dice la donna, il sorriso indescrivibile.
- Benissimo grazie, a parte questa schifosa puzza cosmica che ho addosso. A proposito, Sai chi è stato?
- Certo, sono stata io. Non vorrai offenderti? - risponde la donna.
- Offendermi? Io? No, stai tranquilla. Adoro farmi quasi disintegrare dal più intenso raggio cosmico che Marte conosca.
- Conoscendoti penso che ti abbia fatto più male il pensiero di essere stato coccolato e trasportato fin qui come una gracile bimba indifesa. Ah ah ah, se lo sapessero i tuoi amici giornalisti….
- Non mi ha disturbato affatto, anzi… ma tu mi conosci?
- Comunque ti assicuro che nessuno ci ha visti, umano o super che sia. - conclude evasiva lei.
- E se qualcuno l’avesse fatto? Che cosa faresti? - domandai. La donna non smette di sorridere.
- Gli tapperei la bocca per sempre, come ho fatto con quei porci mutanti. Non lascio mai un lavoro a metà!
Cerco di liberarmi da lei ma è troppo veloce. Mi afferra i polsi ed incastra facilmente le mie braccia dentro due blocchi di granito ai miei lati. Normalmente potrei liberarmi, ma mi accorgo che il mio corpo non risponde. Lei è sopra di me, si ancora con le gambe, gli occhi luminosi come due soli. Forse il vero obiettivo da eliminare sono io. Certo, è vero, non lascia mai un lavoro davvero a metà…..
- Chi sei? - domando
- Lo saprai presto, prestissimo, tesoro mio! - risponde lei, poggiando delicatamente le sue labbra sulle mie.
Una scarica improvvisa invade il mio corpo, la mia testa scoppia, perdo i sensi. Forse questa è davvero la fine di Ultraman….
Presente, Terra.
Apro gli occhi, sono a letto. Lei si gira e si rannicchia mugolando su di me. La finestra aperta mi descrive un paesaggio da cartolina: alberi, sole, il fruscio delle foglie, i rami che strisciano sulla finestra spinti da una piacevole leggera brezza che porta con sé l’odore del male.
- Dove sono? Che ci faccio qui? - grido alzandomi improvvisamente.
Lei neanche mi sente, continua a dormire assumendo una strana comica posizione, come se il fatto di non trovare il mio corpo come sostegno fosse qualcosa d’impossibile. Il suono del suo respiro è come un canto, che mi riporta indietro, mi ricorda chi e dove sono.
I bambini!
Mi alzo barcollando con i capelli arruffati, apro delicatamente la porta accanto. I gemelli neanche si accorgono di me e, proprio come la madre, dormono profondamente.
Guardo l’orologio. Cavolo! Le nove passate!Sono in ritardo al lavoro, ed anche lei. La devo svegliare, la colazione, i bambini, la scuola, benzina, sigarette, oddio! Che incubo. Mentre tutto questo mi passa per la mente, sento una mano sulla mia spalla. Mi giro improvvisamente.
- Ahhhhahhhh!!!
Ci ritroviamo improvvisamente per terra, lei sopra di me.
- Ma che fai? Ogni scusa è buona per saltarmi addosso? - mi grida spaventata.
- Scusami amore, ho reagito di scatto, mi hai spaventato……..
- Tu mi hai spaventato, cretino! Grande e grosso come sei ti spaventi di tua moglie?
- Scusami - rispondo veramente dispiaciuto.
- Non fa niente dai, in fondo non è male stare qui…..
Mi guarda per un attimo, adesso è sopra di me, si ancora con le gambe, gli occhi luminosi come due soli. Poi aggiunge:
- Rilassati scemo, oggi è domenica.
- Già, è vero.
Lei torna a letto, io decido di farmi perdonare andando a comprare cornetti caldi per tutti al bar di sotto. Mentre scendo le scale ripenso alla mia reazione, sono quasi sicuro di averla sentita dietro di me, ed ho reagito d’istinto, quasi fosse una cosa normale, come per…. difendermi. Che stupido, devo cercare di stressarmi di meno al lavoro, d’ora in poi.
Esco dal bar continuando a darmi dello stupido, mentre un vecchio giornale si impiglia tra le mie gambe sospinto dal vento. Ho le mani occupate ma riesco a togliermelo di dosso senza perdere l’equilibrio. Rincuorato da questa mia destrezza, ritorno a casa da lei. Mentre apro la porta, per un attimo penso che sarebbe stato giusto raccoglierlo, quel giornale sudicio, e gettarlo nel cestino. Ma già sento che mi manca, lo farò più tardi. La porta di una normale casa di un piccolo normale paesino si richiude alle spalle di un normale impiegato, normalmente innamorato di sua moglie e dei suoi figli.
Il vecchio sudicio giornale resta ancora là, davanti alla porta, sballottato quà e là dal vento che tira dal mare. Le scritte sono ormai illeggibili, a parte il titolo principale:
“Notizie dal Libero Stato di Marte: ULTRA-MAN, VERAMENTE MORTO? Dopo Mesi di ricerche all’interno del misterioso tunnel sotterraneo creatosi in seguito alla lotta tra Ultraman e La SubMutant’s Gang, Continua ad infittirsi il mistero sulla sua tragica scomparsa. Il corpo del paladino di Nuova Marte non è ancora stato ritrovato. La popolazione continua a restare in preghiera all’imbocco del tunnel, causando gravi problemi di ordine pubblico e viabilità. Un testimone, seppur poco attenibile, L’Uomo-Luce, continua a sostenere la remota ipotesi di un rapimento dell’eroe. Alcuni sostengono che sia semplicemente tornato a casa, dovunque essa sia. ”
Firma
--gecchi 15:45, 13 lug 2010 (UTC)

