Umberto Barbini
Da Storiealcubo.
E’ aperta ufficialmente la campagna acquisti cervelli, il mio è andato. Ne serve uno nuovo quanto prima. Effettivamente ieri sera ho bruciato uno dei due neuroni rimastimi, l’ultimo l’ho riservato per scrivere queste righe.
Lascio la mia casa a mio figlio, lascio la macchina col cambio automatico a mia moglie, lascio il mio giardino a mio fratello giardiniere, lascio le mie memorie al vento. Perché? Perché sono tutte cazzate. Io, non morirò mai. Sono come Paul McCartney, vivrò in eterno, supererò le leggende e le correnti gravitazionali. Canterò Giorgio Gaber anche tra cento anni.
Mi chiamo Umberto Barbini. Compro e vendo. Macchine d’epoca.
Mi piacevano di tutti i tipi, gialle, rosse, bianche. Si attendeva il mese di maggio per fare il giro delle varie Fiere dell’usato per stringere i migliori affari. La mia auto era blu, una Mercedes del ’94, pezzo unico ed introvabile. A molti risultava essere solo un ferro vecchio, ma tutti gli intenditori me la invidiavano. Alcuni persino disposti a sborsare oggi più di 12 mila euro per averla. Ma la mia auto resterà con me. In eterno.
Il problema di fondo è semplicemente uno. Chi vivrà con me per tutto questo periodo? Forse non ci sarà più nessuno, resterò da solo. Moriranno tutti.
Triste io? Noooo , per nulla. Continuerò a girare per le strade con la mia Mercedes anche quando saranno completamente deserte. Avrò a mia disposizione tutto il carburante del mondo. Non avrò bisogno di dire: sono il nipote del ministro Baustella. Potrò dire: io sono io e voi… siete tutti morti.
AHAHAHAHAHAH.
Che ridere. Che ridere. Che gran ridere. Io l’ultimo sulla Terra. Che ridere.
Decidendo del mio avvenire non ha neanche senso continuare a lavorare, crearsi un percorso di carriera. Mi limiterò ogni primo dell’anno a mettere un candelotto nel culo al presidente che vedrò fare l’annuncio a TV unificate, tanto sicuramente ne sarò per allora il proprietario unico.
Forse mi terrò compagnia con un cane e lo chiamerò “di nascosto”, bellissimo nome, così quando non lo vedrò più penserò che abbia voluto farmi uno scherzo.
Che ridere tutto ciò, che ridere. Mi fa tanto ridere pensare al domani. Sarà tutto mio.
Domani inizierò a scrivere lenzuola e appenderle ai ponti autostradali. Tutti leggeranno: Umberto Barbini c’è, ricordatevelo.
Non perderò tempo a spassarmela. Tutte quelle della Taverna Rossa, una più baldracca dell’altra, avranno polpi da sbattere. Linda. La Gianna. Marisola. Mi sento in gran forma, la pillolina blu datami da Don Vito fa miracoli. Lui diceva che si i risultati erano sbalorditivi. Peccato sia morto mentre scopava con AfroditeAx, un trans di fuorimano che ogni tanto si affacciava alla Taverna. Afrodite diceva che se ne è andato con il sorriso. Che morte del cazzo. Io non avrò di questi problemi, anche quando saranno loro che poggeranno la dentiera sul comodino. Io sarò lì, accanto e prestante.
Comunque prima di scendere a compromessi con la sorte meglio scommettersi una Teresina e vedere chi vince. Se dovessi perdere la mano, non mi resta che salutarvi tutti e spengermi per sempre. In quanto l’ultimo neurone sarà andato. Sarà bruciato definitivamente.
Che tristezza. Che tristezza tutto ciò.
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--Syt 00:19, 30 mag 2010 (UTC)

