modified on 23 mag 2011 at 08:18 ••• 470 views

Un altro giro nella prateria

Da Storiealcubo.


Nella grotta

Era un fresco autunno di circa 40.000 anni fa. La prateria ormai si era ingiallita e l’uomo si aggirava per la grande pianura di un paese, che millenni dopo si sarebbe chiamato Germania, con un’espressione perplessa.

Arrivò alla grotta, dove viveva assieme alla moglie e ad i tre figli, quando ormai il buio si affacciava all’orizzonte. La grotta era tenuamente illuminata e l’ambiente, familiare e caldo, rasserenò un po’ l’uomo che evidentemente non aveva avuto una buona giornata. La moglie lo guardò con curiosità e lo salutò con affetto paziente.


- Ciao Petronio, che succede? Cosa turba il tuo umore normalmente sereno ed equilibrato?

Petronio Clerestorio Antimonio rispose pensieroso.

- Moglie cara, non succede nulla, ma il mio cuore oggi è turbato.

- Da cosa, il tuo leggiadro pensiero è stato colmato, oh marito mio?

- Il mio sentiero oggi si è incrociato con uno dei Sapiens. Ho visto il suo volto assente e selvaggio. E mi sono intristito.

- Marito caro, perché continui ad angustiarti per quei poveri esemplari non ancora evoluti?


Petronio, fece una pausa pensierosa, e prese dalla libreria in legno riciclato uno dei suoi libri preferiti: “la filosofia dell’evoluzione” di Laerte Frueganten.

- Mia dolce linfa con cui condivido i miei giorni e le mie notti, moglie mia adorata, oh Clorinda, mi intristisce il pensiero che quei poveri stolti siano così indietro nella catena evolutiva. Non credo sopravvivranno, si estingueranno presto.

- E’ la legge della natura mia delizia notturna, mio marito caro. Noi siamo Neanderthal, il nostro popolo è risalito per 150.000 anni attraverso tutte le prove che il tempo gli ha imposto ed è diventato la specie più civilizzata del pianeta. Abbiamo risolto tutti i problemi della sopravvivenza e viviamo dedicandoci alla filosofia, all’arte e alla meditazione.

- Proprio per questo, mio sole estivo, mi dispiace per quei selvaggi…vorrei potessimo aiutarli.

- Lascia che la natura trascini ogni specie lungo la sua corrente…come sai alla fine della corrente c’è sempre un immenso oceano.

- Così sia, moglie, ora chiamiamo la nostra progenie e condividiamo il desco.

- Sì, luce dei miei lustri!


Nella prateria

Il sapiens si aggirava barcollante con un’enorme clava in cerca di un essere vivente da uccidere e da mangiare. Petronio lo vide da lontano, sorrise tristemente con compatimento, ma questa volta decise di avvicinarsi e provare a parlare alla sfortunata creatura.

Il sapiens, si accorse quasi subito della presenza del Neandertal, ma fece finta di nulla. Venne preso dall’ansia. Quella specie lo impauriva. Insomma gli anziani insistevano nel dire che i Neanderthal non erano cibo e che bisognava rispettarli, che appartenevano ad una razza antica e saggia, etc etc… La realtà è che Gurktrfgtradzz (così si chiamava il sapiens) stava morendo di fame e…poi aveva una clava nuova nuova che non aveva ancora mai usato (appena rubata dal cadavere del suo vicino di palafitta finito sotto un macigno). E moriva dalla voglia di usarla!

Petronio ormai si trovava a pochi passi dal sapiens e così gli si rivolse:

- Mio caro amico che con me condividi questa splendida prateria, io ti omaggio del mio saluto e del mio augurio che sia una luminosa giornata

Gurktrfgtradzz non capì una parola di quello che aveva sentito, ma si avvide dei polpacci grassi, succulenti e pieni di carne fresca del suo interlocutore. Ecco, non aveva ancora deciso se sbriciolargli la testa con un colpo di clava, ma ci stava pensando. La testa degli animali non gli era mai piaciuta, aveva quel sapore amarognolo e stoppaccioso che proprio non gradiva, per questo mirava sempre alla testa, era un pezzo inutile. Per essere precisi Gurktrfgtradzz riteneva la testa di ogni animale il pezzo anatomico più inutile. Comunque per non far fuggire il Neandertal rispose col massimo della cordialità:

- Clava nuova! Cibo! Gurktrfgtradzz uccide e mangia!

E scorreggiò rumorosamente per sottolineare il concetto.

Petronio sempre più triste gli rispose.

- Vedo, vedo, fratello della prateria. La tua clava…ehm…nuova è davvero ben costruita, ha una gradevole dinamica e rifrange in modo piacevole la luce del sole che la illumina. Complimenti del tuo ottimo manufatto. Ma non è necessario uccidere nessun fratello animale per nutrirsi. Se vuoi posso insegnarti il modo per procacciarti cibo vegetale in modo da non morire di fame e vivere in pace con la natura.


Gurktrfgtradzz continuava a non capire nulla, ma il neandertal gli sembrava sempre più appetitoso, col suo succulento gesticolare da ovino femmina.

- Erba no buona. Gurktrfgtradzz piace carne sul fuoco. Poi cavalcare donne. Poi fare altra clava!

- Ehm…si, capisco. Avete scoperto che la carne si può cuocere sul fuoco. Anche noi lo facevamo 50.000 anni fa. Funziona così: le braci poste a breve distanza dalla carne cauterizzano i primi strati, le proteine della carne si rapprendono e si denaturano rapidamente creando un effetto barriera. I liquidi interni rimarranno efficacemente intrappolati, dando un aspetto succulento alla carne e i grassi intriseci alla carne libereranno il loro aroma. E voi sapiens gradite l’odore della carne cotta, vero?


Gurktrfgtradzz scorreggiò di nuovo. Aveva proprio fame. Sputò con dovizia sul terreno e disse ancora.

- Gurktrfgtradzz piace carne sul fuoco.

- Sì, sì, ho inteso. Ma per ottenere la carne dovrai uccidere. E non è bene! Per di più quando imparerete ad allevare gli animali per mangiarli dovrete usare enormi distese di prateria per nutrirli. Mentre apprendendo i principi base della agricoltura potreste coltivare in uno spazio minore tanti vegetali. Oppure dovrete passare ore a cacciare. Sai cos’è l’agricoltura?

- Gurktrfgtradzz piace carne sul fuoco!! NO ERBA! ERBA CATTIVA!

- Vabbene, ho inteso, ma l'erba non è un cibo disgustoso. In ogni caso non ti adirare.


Scese un silenzio teso tra i due primati. Allora Petronio, sempre più triste, riprese conciliante.

- A proposito, scusa la mia insana mancanza di tatto, amico sapiens, ho saputo che il capo del vostro villaggio è morto, e non ti ho ancora rivolto le mie più sentite condoglianze. Quando si terranno i funerali per proteggere l'anima del capo dagli spiriti oscuri...e quando si terranno le prossime libere elezioni per incaricare un altro membro del villaggio al ruolo di capo?

- Capo Morto. Frtewdringhziu dato clava in sua testa. Vecchio capo morto gettato nel fosso. Ora Frtewdringhziu è nuovo capo.

- Cosa? Vuoi dire che un abitante del villaggio ha assassinato il capo?? Ma che terribile evento!!! Per quale motivo è stato commesso questo angoscioso ed inquietante delitto?

- Frtewdringhziu vuole fuoco del capo. Da clava in testa capo. Ma poi c’è temporale, c’è pioggia e fuoco finito. Ora Frtewdringhziu è nuovo capo.

- Ma non è accettabile? Una società anche se estremamente arcaica non può funzionare se il potere va al cittadino più violento!! I neanderthal non sono mai stati così selvaggi. Cosa dicono gli anziani? Hanno benedetto il nuovo capo??

- Frtewdringhziu è anziano! Anziani dice “bene vecchio capo morto”. E poi tutti a cavalcare donne!

- In questo scenario così terribile almeno mi conforta sapere che le vostre donne sono tanto emancipate ed evolute da accettare di condividere l’amore di gruppo. Per un periodo anche i Neanderthal hanno praticato riti iniziatici dedicati al culto dell’amore. Ma, dimmi, tutte le donne si prestano a tali riti?

- Donne urlano, scappano. Ma Sapiens danno clava in testa di donne. Ma piano. Poi cavalcano donne mentre donne dormono. Poi svegliano donne e donne cucinano carne.


Petronio era sempre più sconsolato. Aveva studiato con attenzione “la filosofia dell’evoluzione” di Laerte Frueganten. Sapeva che, dall’inizio della storia del pianeta, tantissime specie si erano susseguite nella loro lotta per la sopravvivenza. Ma quasi tutte si estinguevano. Cercavano di adattarsi, ma sparivano. Come dimenticare per esempio i primati giganti! I Dinos. Enormi scimmie che dominavano il pianeta, così strane da sembrare addirittura rettili. Gli esseri più grandi e più forti in natura. Ma si erano estinti anche loro! Per adattarsi e per sopravvivere serve la ragione, il buon senso, il rispetto della natura e delle sue fonti. La forza, la brutalità non servono a nulla!

Ma come spiegarlo al sapiens? Petronio si rendeva conto che, se non avesse fatto nulla, quella razza di selvaggi sarebbe scomparsa in breve tempo. Ma cosa poteva dire?

- Fratello sapiens, vieni con me! Diventa mio discepolo. Io ti spiegherò i principi della natura, ti inizierò ai segreti astronomici, saprai come sopravvivere senza uccidere, come ottenere luce e calore dalla natura riciclando tutto quello che userai, apprenderai i principi della democrazia, dell’arte, della filosofia. Poi passerai tutta la tua vita ad insegnare ogni cosa alla tua gente e forse col tempo neanderthal e sapiens potranno convivere in pace negli stessi villaggi, potranno unirsi e passo dopo passo ascendere verso le vette della conoscenza e della perfezione. Seguimi fratello…


Petronio si girò e senza aspettare una risposta incominciò a camminare, incominciò quel lungo e faticoso percorso che avrebbe salvato dall’estinzione una specie. Era felice di quello che stava per fare. La luce di quell’autunno di quasi 40.000 anni gli illuminava il viso. Ed egli era felice.


Gurktrfgtradzz si soffermo a meditare sulle parole pronunciate dal neanderthal, questa volta le aveva quasi intese. Per un attimo la storia del pianeta rimase in sospeso. Il sapiens stava decidendo del futuro della sua razza. Poi il suo sguardo cadde sulla figura del neanderthal che si allontanava, in particolare sul fondoschiena del neanderthal, grasso e pieno di carne, che ondeggiava verso la prateria. Allora la mente del sapiens fece il primo passo sul lungo cammino dell’evoluzione.

Gurktrfgtradzz decise e urlò a gran voce:


- Gurktrfgtradzz piace carne. Gurktrfgtradzz deciso. Gurktrfgtradzz prima usare clava, poi cavalcare Neanderthal. Poi carne. CARNE BUONA!!


EPILOGO

Clorinda Clerestorio Antimonio, la moglie di Petronio aspettò suo marito molto a lungo dentro la sua grotta di Feldhofer nella valle di Neander. Ma egli non tornò mai.

Dopo circa 40.000, nel 1856 A.D, era ancora lì quando fu ritrovata da un paleontologo. Ma questa è un altra storia!


Firma

--Don vito 13:59, 13 gen 2010 (UTC)Firma


VOTA QUESTO RACCONTO

Voto Medio: 4.4/5 (12 voti)Racconto rilasciato in licenza
Licenza Creative Commons