Un miraggio
Da Storiealcubo.
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Il sole era ancora alto e cocente benchè il cielo si fosse già colorato con striature rosa e arancione. La sabbia non bruciava più al contatto del piede, ma di sicuro il mare invogliava a fare ancora un altro bagno, o almeno a starsene seduti là vicino a godere della sua frescura.
Era tardi comunque e ad uno ad uno tutti si alzavano, scuotevano la tovaglia da mare per togliere via la sabbia incrostata, prendevano i sandali da terra e, con passo deciso, andavano via, attardandosi un po’. Erano sinceramente dispiaciuti di perdersi gli ultimi istanti di quel tramonto con tutte le sfumature che spennellavano il cielo. Pian piano anche gli ombrelloni venivano chiusi, non essendoci più bisogno di fare ombra. Il bagnino diede un ultimo sguardo dall’alto del suo lungo treppiedi, com’era solito fare prima di smontare tutto e tornare a casa. Con un salto atletico fu subito giù sulla sabbia.
Ma i luccicori del mare non andavano via… per questo rimasi ancora un po’. A un certo punto scorsi una donna che mi veniva incontro. Pareva ((un miraggio)) tanto era bella e inaspettata. Camminava lentamente. I capelli chiari erano coperti da un fazzoletto. La pelle diafana portava evidenti segni di scottature, ma sulle guance due lunette rosse le ingentilivano i lineamenti, duri e corrucciati, probabilmente a causa della stanchezza. La bocca era infatti storta in un ghigno, la fronte rugosa e le vene del collo più gonfie del normale. Gli occhi erano castani e al sole splendevano come la luce che filtra dalle finestre di una Chiesa Bizantina.
Mentre con una mano reggeva un vassoio, l’altra teneva una busta di plastica. Man mano che si avvicinava notavo quanto fosse bella e adesso che era proprio a un passo da me, mi accorsi anche che era incinta. Sul vassoio erano attaccate calamite a forma di animaletti che al tocco delle dita si agitavano scodinzolanti. Quegli animaletti calamitavano l’attenzione su di sé… tutti colorati e tintinnanti, alcuni a forma di granchio con le chele rosse, altri a forma di cavalluccio marino con la coda seghettata e il muso a trombetta, un draghetto che sputava fuoco, un porcellino con la coda arricciata…
A dir la verità non provai tenerezza, la tenerezza che provo quando incontro per strada donne che stanno per diventare mamme, con un pancione tondo e ingombrante. L’attesa di diventare mamme dona loro una luce nuova, la consapevolezza di portare dentro di sé una creatura piccola e indifesa. No, non provai tenerezza, ma rabbia. Pensai a quanto questa ragazza avesse camminato sotto il sole e a quanta strada avesse ancora da fare. Ma le comprai lo stesso tre calamite e in cuor mio sperai che tutte le persone in spiaggia quel giorno avessero portato a casa almeno una calamita ciascuno… forse, guardandole scodinzolare sul frigo avrebbero pensato a svuotarlo di cibi inutili e ad alimentare invece la propria anima.
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--Corinna 14:30, 9 ott 2010 (UTC)

