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Vorrei poter scegliere

Da Storiealcubo.


Vorrei poter scegliere. Vorrei avere delle alternative. Vorrei che esistesse un’altra soluzione. Non vorrei fare quello che devo, ma è necessario.

Pensi mai a ciò che hai fatto? Forse te ne ricordi e sei contento. Pensi di avere solo fatto il tuo dovere e che, in fondo, se lo meritavano. Hai guadagnato il tuo grado e le tue medaglie sul sangue degli indios nel deserto e facendo sparare sulle donne che non volevano pagare gli affitti sempre più alti dei loro tuguri. Hai fatto fucilare centoquaranta contadini non perché volevano le terre o la libertà, ma perché manifestavano per avere un bagno nelle loro baracche! E così sei diventato il Colonnello Ramòn Lorenzo Falcòn, rispettato dalla società che conta e colonna portante della Sacra Patria Argentina.

Ma anche tu sei rimasto interdetto di fronte all’enorme mobilitazione dello sciopero generale del Primo Maggio indetto dagli anarchici. Eravamo settantamila a piazza Lorèa e voi ci guardavate sgomenti. Non avevate idea del da farsi. Ci stavamo preparando a partire, quando nella confusione risaltò lo spettrale grido. Hai ordinato FUOCO! sulla massa di persone riunite. Una tempesta di proiettili ha riempito l’atmosfera mentre cercavamo di scappare dalla nostra sorte. Non mi sono potuto voltare indietro, per fortuna tua, ma i compagni mi hanno raccontato che hai caricato assieme ai reparti di cavalleria dell’Esercito. Non capivamo più niente, la polvere ci mordeva le caviglie. Ho sentito le urla di dolore dei compagni che sono caduti nella fuga. Ci siamo dileguati nelle stradine dove non ci hai potuto inseguire. Ma trentasei di noi non ce l’hanno fatta. Sono caduti e sono stati calpestati dai tuoi cavalli, oppure sono stati colpiti a tradimento dalle tue pallottole.

Cosa fate voi quando un uomo ne uccide altri? Vi vendicate? No, voi fate giustizia. Per questo io non vendico trentasei compagni, io rendo loro giustizia.

Simòn Radowitzky aspettò il Colonnello lungo la strada che la sua carrozza avrebbe percorso al ritorno dal funerale di un agente di polizia ucciso nella Settimana Rossa seguita al codardo attacco da lui ordinato. Lanciò un ordigno che uccise sul colpo l’ufficiale e il suo segretario. Catturato lo stesso giorno, fu rinchiuso a Ushuia, la Siberia argentina, dove riuscì a fare ribellare i prigionieri e ad ottenere condizioni di detenzione migliori. Graziato dopo ventuno anni, andò a combattere la Guerra Civile Spagnola al fianco della CNT e degli anarchici, ottenendo importanti vittorie nella sua 28° divisione. Dopo la vittoria di Franco riparò in Francia dove fu detenuto in un campo di lavoro forzato, scappò in Messico, fece vari lavori e alla fine della Seconda Guerra Mondiale aiutò vari rifugiati politici a espatriare. Morì il 29 febbraio 1956 lavorando in una fabbrica di giocattoli. A Buenos Aires, nel 2003 una piazza fu intitolata al Colonnello Ramòn Falcòn. Una assemblea popolare si riunì e la piazza adesso è dedicata a Simòn Radowitzky.

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--Ukobach 12:33, 21 giu 2011 (UTC)


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